Se il caffè è preso la notte, rovina il sonno anche nei giorni successivi

Se il caffè è preso la notte, rovina il sonno anche nei giorni successivi

Il caffè, preso la sera o la notte, diventa un’arma a doppio taglio. Se nel breve può dare un bonus per svolgere un lavoro, studiare materie scolastiche o godere meglio di una
serata con amici alla lunga chiede il suo tributo. Il caffè consumato in tale ore interferirebbe infatti con l’orologio biologico, disturbando il normale ciclo sonno veglia anche nei
giorni successivi.

A dirlo, una ricerca dell’Università di Montreal (Canada), diretta dalla professoressa Julie Carrer e pubblicata dalla rivista “Sleep Medicine”.

La squadra guidata dalla Carrer ha lavorato con 24 volontari di diversa età e sesso, dividendoli in due gruppi: il primo era composto dai soggetti dai 20 ai 30 anni, il secondo da quelli
dai 45 ai 60. Tutti loro sono stati privati del sonno per due notti consecutive dopodiché è stata data loro una pillola (contenente caffeina o placebo, a loro insaputa) prima di
andare a dormire.

Analizzando le caratteristiche del loro sonno, gli studiosi hanno scoperto come, rispetto ai loro colleghi con il placebo, i soggetti che avevano ricevuto la pillola alla caffeina mostravano un
sonno di peggiore qualità e minore durata; tale scadimento era particolarmente evidente durante la fase REM, quella del sonno profondo e dei sogni. Inoltre, i risultati hanno evidenziato
come tali problemi fossero più accentuati nei soggetti anziani: quelli che avevano ricevduto caffè dormivano il 50% rispetto ai pari-età nutriti con il placebo.

Quindi, conclude la dottoressa Carrier, anche in caso di lavoro od impegni alla fine della giornata e meglio di evitare di assumer caffè alla sera o di notte per evitar problemi di sonno
nei giorni a venire.

Matteo Clerici

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