Se l’intestino è irritato, il cervello funziona peggio

Se l’intestino è irritato, il cervello funziona peggio

Colon e cervello sono collegati: se il primo è irritato, il secondo perde in efficienza. E ciò diventa particolarmente valido quando entra in ballo la sindrome dell’intestino
irritabile (IBS).

Lo sostiene una ricerca dell’Università della California (sezione David Geffen School of Medicine), diretta da David Seminowicz e pubblicata su “Gastroenterology”.

La sindrome del colon irritabile è un disturbo prettamente femminile, che si manifesta tramite una varietà di sintomi: disagio, dolore, bruciore e diarrea.

Inoltre, per la maggioranza degli studiosi l’IBS è una situazione prettamente psicologica.

Diversamente, Seminowicz e colleghi ritengono che la sindrome sia un problema organico a tutti gli effetti e che, come detto, influenzi anche il cervello.

Per provarlo, gli studiosi hanno selezionato 103 donne: 48 sane e 53 colpite da IBS. Tutte loro sono state sottoposte ad analisi del cervello.

Si è così notato come le volontarie del secondo gruppo (le malate di IBS) mostrassero una sensibile diminuzione della materia grigia in alcune aree del cervello. Particolarmente
colpite le regioni del controllo dell’attenzione, delle emozioni e del dolore, nonché l’elaborazione degli input provenienti dall’intestino stesso.

Inoltre, l’entità dei cambiamenti variava da persona a persona e non era direttamente collegata al tempo di manifestazione della sindrome dell’intestino irritabile.

Prossimo passo del team della California sarà verificare se dietro le modifiche del cervello vi siano modifiche collegate a livello genetico.

Fonte: David A Seminowicz et al., “Regional Gray Matter Density Changes in Brains of Patients With Irritable Bowel Syndrome”, Gastroenterology, Volume 139, Issue 1 , Pages 48-57.e2, July
2010, doi:10.1053/j.gastro.2010.03.049

Matteo Clerici

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