Un team di ricercatori guidato da Mikhail Schepinov, ex della Oxford University, ha nutrito un gruppo di vermi nematodi con cibo arricchito di isotopi radioattivi naturali. Il risultato? La
vita dei fortunati vermi si è allungata del 10 per cento.
Traslando i dati sull’esistenza umana, che dura circa un secolo (a voler essere mooolto ottimisti), Schepinov afferma che si può ragionevolmente supporre che la stessa dieta
regalerebbe 10 anni di vita in più gli esseri umani. Gli isotopi infatti renderebbero il DNA più resistente ai processi degenerativi e meno vulnerabile all’azione dei
radicali liberi rendendo più stabili i legami chimici: “Poiché i legami chimici diventano mediamente più stabili”, spiega Schepinov, “diventa possibile
rallentare il processo di invecchiamento e di ossidazione”.
Fornendo mangimi radioattivi agli animali da allevamento come mucche, polli e maiali gli umani potrebbero introdurre i benefici isotopi nella dieta sotto forma di gustosi filetti, succulente
bistecche e croccanti cosciotti arrosto.
Non mancano le reazioni positive, seppure caute. Aubrey de Grey, gerontologo di Cambridge ben noto per le sue provocatorie teorie sul prolungamento della vita umana (lui non si accontenta di
100 anni e punta deciso ai 1000, crepi l’avarizia) riconosce: “Si tratta di un’idea nuova, ma rimane da verificare se può rappresentare il punto di partenza per una
strategia terapeutica precisa ed efficace”.
Charles Cantor, professore di Ingegneria Biomeccanica alla Boston University, afferma: “Se i dati preliminari verranno confermati da ulteriori ricerche, questo approccio promette
implicazioni profonde”.
Più di una perplessità a onor del vero viene dalla struttura dello studio (tra i vermi nematodi e l’Homo sapiens le differenze biologiche e metaboliche non sono affatto
trascurabili) e dalla questione-sicurezza: quali effetti collaterali avrebbe l’introduzione di massicce dosi di isotopi naturali (ma pur sempre radioattivi) nell’organismo?
Perplessità più che legittime ma che non sembrano non aver sfiorato neppure per un istante alcuni mezzi d’informazione italiani, come ad esempio il quotidiano Corriere della
Sera, che apre il suo articolo dedicato alla ricerca della Society of Chemical Industry con un perentorio “Mangiate una bistecca addizionata con neutroni e vivrete dieci anni di
più”. Sì, come no.

David Frati

Il Pensiero Scientifico Editore