È un pezzo d’Europa, trapiantato a Parma, in cui da ormai due anni rappresentanti di tutti gli stati dell’Unione lavorano per garantire il benessere dei cittadini. L’Autorità
europea per la sicurezza alimentare (EFSA, da European Food Safety Authority), è infatti nata cinque anni fa a Bruxelles, ma in seguito è approdata nel nostro Paese. Cinque anni
in cui l’EFSA ha fornito pareri sui temi più disparati che riguardano appunto la sicurezza alimentare, dalla mucca pazza al colorante proibito trovato nel peperoncino, e così via.
Infatti il compito di questa Authority, è quello di fornire consulenze scientifiche, sulla base delle quali il Commissario europeo della salute se necessario presenta i risultati al
Consiglio europeo dei ministri che prenderà gli eventuali provvedimenti. Al servizio dell’EFSA si trova uno stuolo di scienziati di strutture esterne che vengono incaricati delle
ricerche secondo le competenze. Direttrice di questa struttura è una francese, Catherine Geslain-Lanéelle, che traccia il bilancio di questi primi cinque anni di lavoro.

«L’Autorità europea per la sicurezza alimentare nasce dalla necessità di evitare il ripetersi delle crisi alimentari degli anni ’90, tra cui la comparsa della malattia della
mucca pazza (BSE). L’Unione europea ha allora deciso che era venuto il momento di creare una fonte completamente indipendente con l’incarico di fornire consulenza scientifica in grado di
rafforzare il sistema europeo e di ripristinare la fiducia dei consumatori. In questi cinque anni abbiamo prodotto 450 pareri scientifici che hanno permesso ai legislatori di definire alcuni
regolamenti comunitari a protezione dei consumatori (per esempio sulle questioni della mucca pazza, degli additivi alimentari, del trasporto animale e dei pesticidi). Questo, grazie anche al
lavoro di più di 190 scienziati di fama europea ed internazionale che fanno parte del comitato scientifico e dei nove gruppi di specialisti che seguono le singole branche. Si tratta di
esperti nelle varie aree della valutazione del rischio (nutrizione, organismi geneticamente modificati, salute e benessere animale e delle piante, additivi alimentari e dei mangimi, pericoli
biologici e contaminanti) scelti per la competenza scientifica e l’indipendenza».
Un esempio pratico del vostro operato? «Il nostro lavoro, anche se molto scientifico, ha un impatto forte sulla vita dei cittadini. Prendiamo il caso della fiorentina. A seguito delle
crisi della mucca pazza era stata vietata. Vi era infatti l’obbligo di rimuovere e distruggere i Materiali Specifici a Rischio (MSR, ad esempio cervello, midollo spinale e colonna vertebrale)
dalle carcasse dei bovini al di sopra di 12 mesi. Il parere dell’EFSA nel 2005 ha fornito la base scientifica per innalzare l’età legale al di sopra della quale i MSR devono essere
rimossi (24 mesi). Ciò ha portato al ritorno sulle tavole della fiorentina ottenuta da animali macellati nell’ambito del limite legale di età. Un esempio di come le decisioni
europee in materia di sicurezza alimentare abbiano una base scientifica, questo significa maggiore protezione per i consumatori».

«Ci siamo occupati anche dell’influenza aviaria», dice il professor Giorgio Calabrese, membro italiano del consiglio di amministrazione dell’EFSA, uno dei «soci
fondatori» dell’Authority europea. «In questo caso per fortuna dopo aver svolto le opportune ricerche abbiamo stabilito che in Europa non c’era questo tipo di emergenza».

I progetti per il futuro? «A seguito della recente approvazione di un regolamento europeo sull’uso delle indicazioni nutrizionali e sulla salute per i prodotti alimentari l’EFSA
valuterà se i dati riportati sono scientificamente affidabili e giustificati -, afferma Geslain- Lanéelle -. Questo lavoro avrà un impatto decisivo sull’alimentazione in
Europa e mira a proteggere i consumatori da indicazioni non basate su dati scientifici».

Aree del rischio
Tra le aree della valutazione del rischio, organismi geneticamente modificati, additivi alimentari e mangimi, pericoli biologici

Animali tutelati
Oltre alla protezione delle persone dai possibili rischi, l’EFSA si occupa anche attivamente della salute e del benessere degli animali

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