Second Life: arriva l'Iva, ma non riguarda gli acquisti tra privati

Second Life, il mondo virtuale per eccellenza, non finisce di stupire: dopo il primo sciopero virtuale che ha visto come protagonisti i dipendenti di IBM la settimana scorsa, ora tocca la
fisco. Coloro che appartengono ad uno Stato europeo, infatti, dovranno applicare l’Iva agli acquisti di terreni, all’attivazione di un account Premium, ai canoni mensili per la manutenzione dei
terreni e delle regioni di proprietà e alle aste fondiarie.

La nuova norma, che interesserà gli avatar dal mese di ottobre, è stata introdotta per adeguarsi ad una direttiva della CE che prevede l’applicazione dell’imposta sul valore
aggiunto ai servizi forniti tramite mezzi elettronici in modalità B2C e, dunque, non riguarderà gli acquisti tra privati.

“Caro utente, sei stato identificato come residente di uno stato europeo. Per questo motivo sulle tue prossime transazioni applicheremo l’imposta sul valore aggiunto secondo l’aliquota vigente
nel tuo Paese”: questo il messaggio con cui la società Linden Lab, creatrice di Second Life, sta informando gli utenti (reali e virtuali) della nuova norma. Ma la LL ha anche reso noto
che i titolari di partita Iva possono bypassare l’applicazione della direttiva CE dando comunicazione del possesso.

Certo, le nuove norme si applicano solo agli utenti che provengono da uno Stato Europeo, ma non è possibile inserire un Paese differente in fase di registrazione: i sistemi della LL,
infatti, localizzano l’IP del computer da cui si accede a Second Life e, quindi, il Paese di provenienza.

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