Nel 2007 il Senato della Repubblica ha speso lo 0,07 per cento in più dell’anno precedente. Si tratta dell’incremento percentuale più basso degli ultimi vent’anni, il dato
consuntivo 2007 è quindi pari a 521480438 euro, con una differenza di appena 371 mila euro rispetto ai 521108954 euro del 2006.z

L’avanzo di esercizio è stato pari a 59,9 milioni di euro, con un miglioramento del fondo iniziale di cassa di ben 18,8 milioni. I trasferimenti dal bilancio dello Stato (la cosiddetta
«dotazione ordinaria«), che rappresentano la fonte più significativa di entrate, sono stati ridotti, nel triennio 2006-2008, di 77,5 milioni di euro rispetto agli
stanziamenti originariamente richiesti al Ministero dell’Economia.

Sono queste le cifre più significative che emergono dal rendiconto 2007 e dal bilancio di previsione 2008 deliberati oggi dal Consiglio di Presidenza del Senato, su proposta del Collegio
dei Senatori Questori.
«I segnali di due anni di una politica virtuosa di bilancio sono anzitutto nei risultati di gestione», ha affermato il Senatore Questore Gianni Nieddu, aggiungendo: «Si tratta
di risultati conseguiti con un’attenta programmazione degli interventi e un rigoroso controllo sul volume di risorse assegnate ai diversi comparti di spesa, nel rispetto degli obiettivi fissati
all’inizio della legislatura».

Tra i «tagli» più significativi, il senatore Nieddu ha ricordato «la drastica riduzione delle spese delle Commissioni, scese a 1 milione di euro nel 2007, rispetto a
1,4 milioni del 2006 e ai 3,5 milioni del 2005; il blocco del turn over del personale, che ha consentito nel 2007 il contenimento del tasso di crescita del trattamento retributivo del personale
nella misura del 2,97 per cento, rispetto al 4,7 per cento dell’anno precedente; i risultati delle procedure di gara, tra le quali, per esempio, il risparmio annuo di 400.000 euro in esito alla
gara per l’appalto quadriennale per la fornitura delle agendine».

Nella loro relazione i Senatori Questori Gianni Nieddu, Romano Comincioli e Helga Thaler hanno inoltre evidenziato la decisione del Consiglio di Presidenza dello scorso 31 ottobre di ridurre la
dotazione del 2008 di ulteriori 7,5 milioni di euro, portandola da 519 milioni a 511,5 milioni di euro, consentendo in tal modo di ricondurre il tasso di incremento dei trasferimenti dal
bilancio dello Stato nella misura dell’1,69 per cento, in linea con l’inflazione programmata.

Una decisione resa possibile anche grazie alla riduzione del 10 per cento dell’indennità parlamentare, operata con una specifica disposizione della legge finanziaria per il 2006, e con
il blocco per i prossimi 5 anni dell’adeguamento automatico dell’indennità parlamentare al trattamento economico dei magistrati, deciso con l’ultima Finanziaria.