Londra – Uno studio inglese ha dimostrato che i reggiseni tradizionali non sono sufficientemente efficaci per le donne, in particolare quelle prosperose, durante corsa e attività
fisica. È stata una docente dell’Università di Portsmouth, Inghilterra, a mettere nero su bianco, dimostrandolo scientificamente, quello che ogni donna ben dotata sa da sempre (e
spesso ha cercato di spiegare alle commesse dei negozi di abbigliamento sportivo). I reggiseni, anche quelli delle marche più note, sono ideati tenendo in particolare considerazione
l’estetica e il materiale, ma in quanto a «reggere» sono spesso deludenti. Se si considera la storia di questo capo di biancheria femminile, dalla sua nascita già ai tempi
degli antichi romani, solo molto recentemente sono stati presi in considerazioni alcuni fattori anatomici e scientifici nel disegnarne versioni «sportive». Secondo Joanna Scurr,
professoressa di biomeccanica, in questo campo ancora non si può contare su una vera e propria ricerca, come invece viene fatto in altri casi per adeguarsi nel modo migliore possibile
alle esigenze del corpo umano.

STUDI DI MOVIMENTO – La scienziata inglese, che ha compiuto studi di movimento e indagini empiriche su un campione di 70 donne, includendo ogni taglia di reggiseno, ha dimostrato che durante
gli esercizi fisici il movimento verticale del seno può raggiungere addirittura 21 centimetri, contro i 16 considerati massimi fino ad ora. Inoltre i sobbalzi, durante la corsa o altre
attività fisiche sussultorie, possono essere oltre che dolorosi anche dannosi, soprattutto in quei casi in cui il seno raggiunge un peso considerevole (9 Kg e oltre). Il seno possiede un
sostegno naturale creato da legamenti e dalla pelle; ma la maggior parte delle sue componenti (dotti e ghiandole mammarie, tessuto adiposo, tessuto connettivo) non hanno sostegno e subiscono
passivamente gli sforzi creati dai sobbalzi. Le donne oggetto dello studio sono state esaminate mentre camminavano, correvano, facevano jogging ed esercizi. È risultato che il seno si
muove almeno in tre direzioni principali: verticalmente, lateralmente e dall’esterno verso il corpo (e viceversa). Attraverso sensori posti sul corpo delle modelle, è stato misurato il
rapporto tra i tre tipi di movimento: camminando lo spostamento è proporzionatamente uguale nelle tre direzioni; quando si corre invece risulta per il 50% verticale, per circa il 22%
laterale e per più del 27% dall’esterno all’interno.

IL REGGISENO DEL FUTURO – Considerando che i reggiseni sportivi sono progettati in modo da minimizzare il movimento verticale ma non tengono quasi in considerazione gli altri due tipi di
spostamento, è evidente che ci sono ancora grandi passi da fare nel campo dell’intimo femminile (magari non solo in quello sportivo). E soprattutto ci sono ancora molte speranze per le
donne che desiderano fare sport e non vogliono soffrire o rimetterci in tonicità e bellezza. La stessa Joanna Scurr sta attualmente lavorando insieme a una delle principali case
produttrici di reggiseni per creare un prodotto che impieghi in modo ottimale i suoi studi e fornisca un supporto adatto e personalizzato ai diversi tipi di clienti e alle loro attività.

Valentina Tubino
12 settembre 2007