Nella città simbolo per la produzione della vera pummarola italiana l’importante operazione realizzata congiuntamente dalla Guardia di Finanza, dall’Icq e dalle
Dogane dimostra l’efficacia dell’attività di controllo a tutela della salute dei cittadini e dell’immagine del Made in Italy in Italia e nel mondo. E’
quanto afferma la Coldiretti in riferimento al sequestro a Napoli di 142 tonnellate di pomodoro in scatola San Marzano contraffatto. Il rischio di smercio di prodotti senza i necessari
requisiti sanitari o senza le garanzie richieste dai prodotti di qualità tutelati a livello europeo, prodotti che sono il simbolo dell’ agroalimentare italiano, assume un
valore che – sottolinea la Coldiretti – va ben al di la della situazione specifica e va per questo combattuto con decisione, proprio nel momento in cui le esportazioni di conserva di
pomodoro hanno fatto segnare un aumento del 20 per cento rispetto all’anno precedente.

L’interesse per una esportazione clandestina di pomodoro di qualità negli Stati Uniti, dove sembrava essere destinato il prodotto sequestrato, va messo in relazione anche
alla recente esclusione delle conserve di pomodoro dalla lista dei prodotti provenienti dall’Unione europea soggetti a dazi doganali aggiuntivi fissati dagli Usa, un fatto
economicamente rilevante che può contribuire – sostiene la Coldiretti – ad aumentare gli spazi di mercato di uno dei prodotti simbolo del Made in Italy a tavola proprio nel
momento in cui sul mercato statunitense cominciano ad apparire numerosi esempi di prodotti taroccati come i San Marzano pomodori pelati “grown domestically in the Usa”, Di
Napoli peeled tomatoes “Italian Style” prodotti in California o Contadina (Roma style tomatoes) salsa e conserva di pomodoro prodotta in California, scoperti dalla
Coldiretti.

Il pomodoro – afferma la Coldiretti – è il condimento maggiormente acquistato dagli italiani che, secondo i dati Ismea Ac Nielsen, spendono per i consumi casalinghi ben 442
milioni di euro per acquistare oltre 545 mila tonnellate di pomodori in scatola o in bottiglia. Ogni famiglia – conclude la Coldiretti – durante l’anno acquista almeno 31 kg di pomodori
trasformati e, a essere preferiti, sono stati nell’ordine i pelati ( 14 Kg ), le passate ( 11 Kg ), le polpe o il pomodoro a pezzi (5 Kg) e per ultimo i concentrati e gli altri
derivati ( 1 Kg ).