Trenta quintali di frattaglie destinati a diventare cibo per animali non in regola. Erano stati macellati qualche giorno prima e raccolti in una cella frigorifera. Ma mancavano i documenti per
rintracciarne la provenienza e per questo i carabinieri del Nucleo anti sofisticazione di Parma, al termine del controllo effettuato alla “Realfood3” di Roveleto di Cadeo, industria di carni
che fa parte del gruppo Cremonini, li hanno posti sotto sequestro.

«Si tratta di trenta quintali di frattaglie, cioè trippa, tracchee e fegati, destinati al 90 per cento come pet-food – spiega il direttore commerciale dell’azienda – La
macellazione era stata fatta tra l’8 e il 9 marzo e il materiale era in una cella in attesa del trasporto quando c’è stato il controllo dei carabinieri. Avevamo messo un cartello sulla
porta per indicare la tracciabilità delle frattaglie, ma mancava l’indicazione per ogni singolo pezzo come previsto dalla legge. È stata una nostra mancanza, ma per il resto era
tutto a posto. Stavamo effettuando delle nuove macellazioni e le verifiche dei carabinieri non hanno messo in evidenza problemi al ciclo di produzione». L’altra annotazione dei militari
del Nas alla ditta riguarda la verniciatura dei muri di un’ala vecchia dello stabile.
Secondo una procedura di routine in casi di questo genere, i carabinieri hanno esaminato la documentazione prelevata negli uffici per verificare l’organizzazione dell’attività produttiva
in ogni suo dettaglio.

Il controllo del Nas a Roveleto si inserisce in un’attività svolta nell’arco di un paio di mesi che ha coinvolto una quindicina di aziende che lavorano carni: ditte sia di macellazione,
sia di confezionamento di insaccati.

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