La pace nel Mediterraneo non può nascere dai sequestri dei pescherecci italiani da parte della Libia

Mazara del Vallo, 9 ottobre 2018

Sequestrati due pescherecci mazaresi. Fiducia in una rapida soluzione da parte del presidente del Distretto della pesca Nino Carlino. Governo regionale e nazionale in attività per riportare a casa barche ed equipaggi

Testo e foto
Maurizio Ceccaioni

Si è appena concluso a Mazara del Vallo il Blue Sea Land, manifestazione internazionale che punta a instaurare e consolidare rapporti d’interscambio sociale, commerciale e culturale tra i paesi del Mediterraneo, che arriva la notizia del sequestro di 2 imbarcazioni da pesca del Distretto mazarese ad opera di una motovedetta libica, che magari potrebbe aver fornito l’Italia negli anni passati, per il contrasto all’immigrazione.

Dalle notizie arrivate, si è appreso che nella serata del giorno 9 ottobre, tra le ore 20 e 21, due pescherecci di Mazara del Vallo, il Matteo Mazzarino, della M.C.V. Pesca dell’armatore Vincenzo Asaro e l’Afrodite Pesca, della Afrodite Pesca Srl dei fratelli Pellegrino, erano stati sequestrati.

A bordo del primo, 7 uomini d’equipaggio al comando del capitano Alberto Figuccia; sul secondo, 6 uomini al comando del capitano Vincenzo Pellegrino.

Peschereccio nel porto canale di Mazara del Vallo

Il sequestro da parte dei libici è avvenuto a circa 30 miglia dalle coste di Derna, città libica di quella Cirenaica ribelle guidata dall’ex capo delle forze armate di Tobruk, che si è dichiarata indipendente dal resto della Libia sotto il Governo di Unità nazionale guidato da Nagib Mustafa al-Serraj, appoggiato dalle Nazioni Unite.

Quel generale Khalifa Haftar che pare sia appoggiato e foraggiato nemmeno tanto velatamente dalla Francia, in competizione con l’Italia per le risorse petrolifere.
Non è la prima volta che accadono questi sequestri nel Canale di Sicilia e, anche se il 30 agosto 2008 fu sottoscritto un ‘Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione’ con l’Italia, la Libia ha proclamato unilateralmente una zona di pesca di 62 miglia, a partire dal limite esterno del mare territoriale.

«Abbiamo seguito da subito la vicenda e siamo in stretto contatto con la Farnesina ed il Governo Regionale, fiduciosi che la vicenda possa essere risolta nel più breve tempo possibile», ha detto subito il presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Nino Carlino, appena appresa la notizia.

L’assessore Girolamo Turano, secondo da sinistra, accanto all’on. Simone Baldelli, al sindaco di Mazara Nicola Cristaldi e al presidente del Distretto della pesca Nino Carlino

Importante il lavoro che sta facendo a nome del Governo regionale l’assessore alle Attività Produttive, Girolamo Turano, che ha subito contattato il direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese–MAECI, ambasciatore Vincenzo De Luca, presente nei giorni scorsi a Mazara del Vallo per Blue Sea Land.

«Ci auguriamo e siamo fiduciosi, confidando nelle Istituzioni nazionale e regionali, che questa ennesima crisi venga risolta rapidamente» ha chiosato Carlino.

Una vita difficile e piena d’insidie, quella del pescatore. Come ci aveva raccontato durante il Blue Sea Land di quest’anno Enzo Quinci, un anziano pescatore di gamberi rossi: «Il gambero è un grande prodotto, ma si fa una brutta vita. Il nostro lavoro è molto duro e rischioso. I libici non sono come i tunisini: prima ti sparano addosso e poi ti obbligano a fermarti. Io una volta mi sono salvato per miracolo da una raffica che ha colpito la barca».

A sinistra gamberi argentini e a destra il gambero rosso di Mazara al mercato del pesce

Hanno sparato pure stavolta le mitragliatrici della motovedetta, ma pare solo per avvertimento, prima di ordinare ai due comandanti di seguirli fino al porto Ras Al Hilal, a est di Derna. La loro colpa è quella di aver gettato le reti nella ‘Zee’ (Zona economica esclusiva), come stabilito dalla ‘Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare’, adottata a Montego Bay il 10 dicembre 1982.

Infatti la Convenzione stabilisce il diritto del Paese rivierasco a sfruttare in esclusiva le risorse entro le 200 miglia nautiche comprensive delle acque della cosiddetta Zona contigua, meno le 12 miglia delle Acque territoriali. La Libia ha dichiarato nel 2005 questo diritto internazionale, estendendo la sua giurisdizione sulle acque, senza considerare però i rapporti con gli altri Paesi mediterranei, e che da tempo immemore la marineria siciliana ha pescato per tradizione davanti alle coste libiche.

A quanto pare, i membri dei due equipaggi starebbero bene e i militari libici li avrebbero tranquillizzati che, una volta quantificata la sanzione, i pescherecci dovrebbero essere dissequestrati a breve.

Maurizio Ceccaioni
Newsfood.com