Milano, 8 gennaio 2018

Rosa Grand Hotel, a Milano, è una delle icone di stile per l’eleganza della struttura quasi attaccata al Duomo, la raffinatezza dell’accoglienza, l’ottimo ristorante denominato “Sfizio” ancora più bello dopo la recente ristrutturazione. In questo albergo scelto per il progetto “Eataly Cooking Stars”, Ugo Alciati, alla serata che abbiamo partecipato noi, era arrivato direttamente dalla Villa Reale di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba, dove ha trovato “casa” con il suo “Guido Ristorante” – erede del mitico “Guido da Castigliole”, creato dal padre e uno dei primi ristoranti italiani stellati -, per dare il suo contributo all’idea di Elisabetta Fabri, presidente di Starhotels e Oscar Farinetti, (n.d.r. il fratello Francis è uscito dal Consiglio di Amministrazione e, a febbraio 2017, è entrato Oscar Farinetti) con la finalità di dare valore all’unicità e alla territorialità della cultura enogastronomica italiana.

Rosa Grand Hotel, a Milano

Nell’icona milanese dei Fabri, proprietari dell’unica catena italiana con alberghi anche all’estero (New York, Parigi, Londra), scelto per l’incontro Eataly –Starhotels, lo chef piemontese ha rivisitato in chiave molto personale piatti abbastanza diffusi nelle Langhe e, quindi, particolarmente indicati per le finalità che si sono proposti nel 2015 la fiorentina Fabri e il piemontese Farinetti, quando decisero di unire le personali esperienze per valorizzare meglio cibo e vino italiani.

Cosa ha proposto lo chef piemontese stellato? Intanto un peperone arrosto ripieno con capperi, tonno e prezzemolo frullato, così semplice che al nostro tavolo, all’unisono, è stato definito un inno a quella semplicità che però ti porta a tavola alimenti comuni, facile da elaborare ma che nelle mani di un grande cuoco, diventano eccezionali.

Rosa Grand Hotel, ristorante Sfizio

 

Ulteriore conferma arriva con il primo piatto dove di ingredienti ricercati non c’è niente, tranne il nome del produttore di riso Carnaroli che sicuramente è il fornitore di fiducia di casa Alciati. Però il Carnaroli mantecato, con zucca, ricotta e acciughe è inimitabile e, per di più, esaltato anche dal vino scelto per l’abbinamento, la Barbera d’Alba superiore doc 2014 di Borgogno.

Siccome con i piatti di Ugo il Barolo è un compagno perfetto e non dimentichiamo che la cantina di Guido era un mito, così per il Fontanafredda Vigna la Rosa Barolo 2012, lo chef-patron di “Guido Ristorante” ha proposto l’anatra con zafferano e vino rosso: matrimonio perfetto, anche se il Barolo è apparso ancora un po’ giovane: fra un paio di anni sarà sicuramente al top.

Ugo Alciati

 

Conclusione con un altro classico dell’enologia piemontese, i vermouth, in questo caso il Montanaro Vermuth di Torino bianco, per accompagnare il dessert di mele, crumble e semifreddo allo zenzero.

Per avere un’idea dell’offerta di Ugo Alcaiti, però, bisogna programmare un viaggio a Serralunga d’Alba, dove ci si potrà rendere conto che i suoi piatti dall’apparente semplicità formale, rivelano invece complessità, armonia e un caleidoscopio di sapori.

 

Nel regno di Ugo anche il peperone farcito, che ha proposto nell’elegante Sfizio by Rosa Grand Hotel di Milano, potrebbe sembrare un piatto diverso perché l’impeccabile professionalità dello chef piemontese è sempre una fonte di sorprese anche grazie alla decisione di seguire i dettami di madre natura cioè, la stagionalità, per dare ai clienti un piatto sano e gustoso.

Dalle cucina di Sfizio sono passati anche Claudio Vicina del ristorante “Casa Vicina” di Torino, che da grande professionista del gusto, ha proposto piatti come l’immancabile e insostituibile bagna caoda da bere; l’uovo in camicia in carpione piemontese; spaghettone di grano duro all’uovo al ragù di coniglio profumato al rosmarino; faraona novella in composta di salmì e pane al timo, torrone al cucchiaio, per concludere una sorta di maratona del gusto, all’interno di una famiglia che dal 1980, quando Ferruccio Fabri crea la Starhotels poi internazionalizzata dalla figlia Elisabetta, attuale presidente,

Starhotels Michelangelo, New York

a partire dal 1992 quando crea la Starhotels International e acquista a New York, nel cuore di Manhattan, l’hotel de luxe “The Michelangelo”.

 

 

 

 

 

 

Mentre Davide Palluda, del ristorante All’Enoteca di Canale, ha proposto una piccola selezione della sua cucina di grande personalità tanto da arrivare addirittura alla perfezione esecutiva e ad un’armonia straordinaria, con piatti come spugnole alla crema, asparagi e piselli; panino di fegato grasso e fragole; ravioli di faraona e Marsala stravecchio, vitella cotta rossa sulla brace di ulivo e pinoli, mela verde ghiacciata e yuzu.

Viviana Varese

 

A chiudere il terzo anno del progetto Eataly-Starhotels che ha indubbiamente esaltato il vivere all’italiana e al far stare bene le persone, è stata Viviana Varese, di Alice Ristorante di Milano, con alcuni suoi cavalli di battaglia come ceviche con lime, menta, rum, salsa di pomodoro; risotto al plancton con brodo di seppie, seppia fritta e aioli; royal di manzo con verdura baby, crema di zucca e spuma di kefir di capra crudo, peperoncino e lamponi con chips di yuca; meringa con spuma di zabaione, vellutata di mandorle, mandorle croccanti, sorbetto al caffè e cioccolato amaro e pepe bimut.
E, possiamo dirlo?, l’avventura continua.

Eataly e Starhotels sono due realtà dedicate al vivere all’italiana e al far star bene le persone: da questa comunione d’intenti nasce nel 2015 la collaborazione tra le due aziende, con la volontà di rafforzare il valore dell’italianità nel nostro Paese e nel mondo. La partnership, che ha segnato l’ingresso di Eataly nell’hotellerie, prevede all’interno degli alberghi Starhotels la creazione di menu dedicati, di eventi e di collaborazioni con chef stellati sul territorio, oltre alla consulenza ed al supporto del partner enogastronomico nella selezione e nella valutazione dei prodotti e delle materie prime.

CON EATALY COOKING STARS, STARHOTELS E EATALY sono ancora una volta fianco a fianco per raccontare creatività, tradizioni e territori del nostro straordinario Paese, con l’obiettivo di dare valore all’unicità ed alla territorialità della cultura enogastronomica italiana.

 

Cover: Elisabetta Fabri, presidente di Starhotels e Oscar Farinetti

Maria Pizzillo
Redazione Newsfood.com