Shankar Jha: quella che si può prospettare è una lunga stagione di disordine sociale

Il mondo intero vive una fase di transizione che nonostante i tentativi per renderla indolore, sta dividendo il globo irrimediabilmente tra i ricchi ed i poveri; se è vero che questa
divisione è storica ed inevitabile, è pur vero che ora non ruota più intorno alle nazioni, ma ha ormai infranto i confini nazionali per sfociare in un caos mondiale.

E’ questa la tesi principale del libro “Caos prossimo venturo” di Prem Shankar Jha, uno dei massimi economisti indiani, che è intervenuto questa mattina al meeting Confesercenti.

Il caos prossimo venturo getta una luce nuova sulle conseguenze mondiali del processo di industrializzazione. Shankar Jha, racconta l’evoluzione del capitalismo secondo una scansione in quattro
fasi, a partire dalla sua nascita nei comuni italiani fino all’attuale dimensione planetaria, evidenziando come alla fine di ogni periodo il capitalismo distrugga i propri “contenitori” per
estendere lo scenario della proprie attività, dando vita a situazioni di instabilità e di violenza. Oggi il capitalismo globale considera limitante qualunque tipo di istituzione,
dal welfare state agli stati nazionali, mentre le istituzioni non hanno ancora avviato un profondo processo di revisione dei propri ruoli e del proprio funzionamento. Quella che si prospetta
è una lunga stagione di disordine sociale e disequilibrio economico.

«Bisogna partire da un diverso modo di guardare a quanto sta accadendo – ha affermato Shankar Jha – perchè, al contrario di quanto si pensi, il mondo «non si sta muovendo
verso uno stato di ordine», ma «verso un crescente stato di disordine e violenza». «Il caos prossimo venturo» si conclude con una considerazione, che è
soprattutto un monito: «reificare il mercato e affidarsi ciecamente alla sua capacità di condurre a un mondo più prospero e pacifico potrebbe portare alla distruzione della
civiltà umana».

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