Siccità: Monitoraggio Coldiretti

Tutti i laghi si trovano di molti centimetri al di sopra del minimo storico del periodo e il livello del Po al Ponte della Becca fa segnare -2,71 metri in salita di ben 40 centimetri rispetto
al 30 aprile. E‘ quanto emerge dal monitoraggio effettuato il 18 maggio dalla Coldiretti che sottolinea come il miglioramento della situazione non risolve il problema della siccità
estiva per un deficit di precipitazioni accumulato negli ultimi 8 mesi compreso tra il 10 e il 50 per cento, a seconda delle diverse regioni.

Se – riferisce la Coldiretti – il lago di Garda a Peschiera è appena 20 centimetri al di sopra del minimo storico quello di Iseo a Sarnico e il Maggiore a Sesto Calende lo superano di 70
centimetri mentre quello di Como a Melgrate è sopra di 110 centimetri . In riferimento all’incontro del Ministero della Salute sull’emergenza, l ‘agricoltura è pronta a fare la
propria parte per l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno esigenti, ma non deve essere dimenticato – conclude la
Coldiretti – che la risorsa idrica è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli e ambientali senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la
competitività del Made in Italy alimentare.

Nel bacino del Po maggiormente interessato dall’emergenza idrica si ottiene un terzo dell’agroalimentare nazionale e si coltiva – sottolinea la Coldiretti – il 70 per cento delle pere italiane,
il 50 per cento dei kiwi e delle pesche, il 30 per cento delle albicocche e dei meloni, il 20 per cento delle ciliegie e il 30 per cento dell’insalata. Ma anche – continua la Coldiretti – la
metà del pomodoro da conserva Made in Italy per un totale di 22 milioni di quintali, la quasi la totalità del riso italiano per una superficie di oltre 200mila ettari, quasi
80mila ettari di barbabietola da zucchero e il granoturco necessario all’alimentazione di oltre 4,1 milioni di mucche che producono il latte per i più importanti formaggi italiani come
Grana Padano, Parmigiano Reggiano e Provolone e anche per gli oltre 5,2 milioni di maiali dai quali si ottengono la gran parte dei prosciutti di Parma e San Daniele. Un patrimonio di produzioni
che – conclude la Coldiretti – rappresenta il secondo settore dell’economia italiana con riflessi determinanti in termini di valore ed occupazione su commercio estero, turismo e attività
produttive.

www.coldiretti.it

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