La Cia si dice molto preoccupata per le ripercussioni del clima “tropicale” sulle nostre campagne. Non è solo un problema di carenza d’acqua. Coltivazioni e alberi
colpiti da “funghi” e malerbe. Crescono le difficoltà degli agricoltori nel contrastare questi preoccupanti fenomeni.

Siccità non significa solo meno acqua e danni all’ecosistema e alle colture agricole. Il cambiamento del clima sta causando anche una migrazione degli insetti e un repentino
accrescimento dei parassiti molto dannosi per le piante. Non basta. C’è allarme pure per le api. Le alte temperature hanno, infatti, favorito la loro concentrazione, con una
“sciamatura” assai anticipata rispetto ai tempi normali. E questo mette in pericolo sia la raccolta di miele sia le persone in quanto la proliferazione di sciami può
espandersi nei centri urbani. A sostenerlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale è seriamente preoccupata per i riflessi che si stanno avendo nelle campagne del
nostro Paese a causa del caldo anomalo e, soprattutto, della scarsità di piogge e di nevicate. Particolare apprensione c’è per la crescita delle malerbe e per le
difficoltà che gli agricoltori incontrano nel contrastare le infezioni che colpiscono le coltivazioni (ortaggi a campo aperto), gli alberi da frutta, gli olivi e le viti.

La Cia rileva che le temperature “tropicali” dell’autunno e dell’inverno scorsi hanno consentito alle uova degli insetti di resistere e, quindi, di provocare un
proliferare anomalo in tutte le zone rurali e non solo. Anche le città -afferma la Cia- fanno i conti con la continua diffusione di questi fastidiosi animaletti, zanzare soprattutto.

Preoccupante -sostiene la Cia- è anche la situazione che si è venuta a creare nei boschi e nelle pinete dove si è diffusa la presenza della processionaria che, oltre ad
attaccare gli alberi, provoca allergie agli uomini.

La permanenza di particolari “funghi” sulle piante, sempre più stressate dalla carenza idrica, possono determinare -ricorda la Cia- pesantissimi danni. Corre un grave
pericolo anche la frutta estiva a causa delle larve che attaccano sia i frutti che le foglie. A ciò si aggiungono i problemi provocati alle piante dalla mosca dell’olivo e dalla
cocciniglia, che si diffonde sulle conifere, sulle succulente in genere, su molte piante ornamentali, sulla vite e sugli agrumi. E’ segnalata anche la presenza della tignola della patata
nel Centro e Nord Italia, in aree che finora non erano mai state attaccate da questo insetto.

Gli effetti provocati -dice la Cia- non risultano tanto trascurabili. Sta di fatto che alberi da frutta (pesche, albicocche, susine), colture di angurie e meloni, ortaggi (pomodori, zucchine,
melanzane) e soprattutto piante di vite, se aggrediti da questi “funghi”, possono entro breve tempo perdere completamente il frutto.

La Cia evidenzia che il clima siccitoso, accompagnato da un elevato tasso di umidità nell’aria, determina così condizioni favorevoli all’insorgenza di fitopatologie,
quali l’oidio e la peronospora. Ma anche altri tipi di parassiti hanno fatto la loro comparsa, accrescendo i problemi per gli agricoltori che sono già alle prese con una situazione
che si fa sempre più complessa.

Non basta. Per la prossima estate -avverte la Cia- c’è il rischio incombente anche della “piaga” delle cavallette, che, spinte dal caldo, possono spostarsi dai paesi
del Nord Africa verso alcune zone del Paese. Un fenomeno che già si è verificato in passato. Basti ricordare i casi della Puglia e della Sardegna, dove sono stati completamente
distrutti campi coltivati.

Insomma, le variazioni del clima -evidenzia la Cia- influenzano anche il ciclo biologico degli insetti, dei “funghi”, dei batteri e dei virus e in qualche modo concorrono a
modificare il rapporto antagonista con le piante. I fattori pedo-climatici, allorquando determinano condizioni contrarie al normale sviluppo della pianta, sono causa di disturbi (fisiopatie),
che favoriscono l’insorgere di patologie. Le fisiopatie sono il risultato di esiti anormali di temperatura, di illuminazione, di umidità del terreno e dell’atmosfera, degli
effetti traumatizzanti delle grandinate e delle lesioni prodotte da agenti meteorici o da fattori abiotici occasionali.

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