E’ uno degli argomenti all’ordine del giorno nell’Organizazione mondiale della sanità e ora entra a far parte anche degli scambi commerciali. Il tema della sicurezza alimentare è
stato oggetto di un meeting bilaterale a Nanning, nella Cina meridionale, organizzato dalla facoltà di Medicina veterinaria di Pisa e dall’Università del Guangxi. L’incontro
è stato imperniato sullo scambio di informazioni e il confronto dei sistemi di sicurezza Ue-Cina, nell’ ambito delle produzioni alimentari e delle loro applicazioni ai fini della tutela
della salute pubblica.

La Toscana ha partecipato con diversi docenti universitari, tecnici della Regione e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di Lazio e Toscana, oltre che con l’assessore regionale alla
Salute, Enrico Rossi. Il meeting rientra in un progetto di dottorato di ricerca attivato dalla facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Pisa in collaborazione con le
facoltà di Torino e Parma e con altre istituzioni italiane, tra le quali il ministero della Salute, la Regione Toscana e l’Istituto zooprofilatico sperimentale di Lazio e Toscana. I
partner cinesi sono l’Accademia di scienze agricole di Pechino, l’Università del Guangxi e il College di medicina veterinaria di Xining. La provincia di Guangxi, con capitale Nanning, si
trova nel sud della Cina, al confine con il Vietnam, con il quale ha instaurato relazioni economiche in continua crescita. Ha una popolazione di 46 milioni di abitanti e produzioni
agro-zootecniche superiori a quelle dell’ intero territorio italiano, in particolare nel settore avicolo, suinicolo e dell’ acquacoltura.

Anche il settore lattiero-caseario è in forte sviluppo. La Cina – fanno notare gli organizzatori del meeting – in questi ultimi anni ha incrementato in maniera vertiginosa le proprie
produzioni agricole, destinate principalmente al mercato interno. Tuttavia, quote significative e crescenti, caratterizzate da diversi livelli di sicurezza igienico-sanitaria, raggiungono i
mercati di tutto il mondo, compresi quelli italiani. Di qui l’importanza di tutelare il consumatore con la qualità e quantità dei controlli igienici e commerciali delle produzioni
cinesi.

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