Toscana – Il governo regionale ha già predisposto l’articolato di una nuova legge che consentirà di affrontare le varie tematiche relative alla sicurezza, alla convivenza
civile e alla vivibilità delle città, alla pubblica quiete e alla tranquillità delle persone e che conterrà tutta una serie di indicazioni concrete sia sulle
possibili sanzioni che su altri tipi di strumenti, come gli uffici per la mediazione. È questa la principale novità annunciata questa mattina dal vicepresidente della Regione
Toscana Federico Gelli, con il suo intervento introduttivo alla conferenza regionale sulla sicurezza che si è aperta al Palaffari di Firenze.

«Una legge – ha spiegato Gelli – con cui in primo luogo intendiamo esercitare quel ruolo di coordinamento cui la Regione è senz’altro chiamata, dato che la Costituzione riconosce
una competenza regionale esclusiva in materia di polizia amministrativa locale. Per questo vogliamo individuare in modo omogeneo per tutta la Toscana i comportamenti rilevanti per le loro
conseguenze sul disordine e il degrado, anche se di per sé non necessariamente criminali, e quindi definire le azioni più opportune per farvi fronte, nella consapevolezza che le
ordinanze di singoli comuni possono avere una efficacia limitata. Ma puntiamo anche a un percorso condiviso con gli enti locali, e forte anche della partecipazione attiva delle polizie, in modo
da rendere più vivibili le nostre città senza nulla togliere ai diritti delle persone più deboli».

Per questo nella parte dedicata alla disciplina sanzionatoria è stata introdotta anche l’ipotesi di indirizzare a “uffici per la mediazione” le persone eventualmente coinvolte nei
comportamenti oggetto di sanzione, così da affrontare le situazioni di conflitto in modo non esclusivamente repressivo.
Per Gelli la conferenza regionale è stata l’occasione per illustrare anche altre iniziative. Su questo terreno, infatti, la Regione Toscana è impegnata in un percorso di
semplificazione dei procedimenti sanzionatori contenuti nelle normative regionali, attraverso anche una ricognizione e individuazione delle priorità in collaborazione con le polizie
locali: un esempio per tutti riguarda l’impegno a velocizzare i tempi necessari per la distruzione della merce posta in vendita abusivamente.
La Regione Toscana guarda anche con estrema attenzione a tutto quanto può essere fatto per valorizzare il ruolo delle polizie locali. «Il nostro obiettivo – spiega Gelli – è
il completo riconoscimento della presenza a pieno titolo delle polizie locali nel complessivo sistema di polizia a livello nazionale. In questo senso, per inciso, riteniamo insufficiente la
previsione delle modifiche normative introdotte dal Pacchetto sicurezza del governo nazionale, governo con cui intendiamo confrontarci anche su alcune nostre proposte, per esempio la
possibilità di assegnare alle polizie locali la competenza delle indagini di polizia giudiziaria in relazione ai reati assegnati al Giudice di pace in sede penale, reati meno gravi e
soprattutto più diffusi nel contesto urbano».

Paolo Ciampi