La sicurezza sul lavoro (ex d.lgs. 626/94 e seguenti) non è solo un’insieme di prescrizioni tecniche per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, ma
è soprattutto un sistema per la gestione della sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori.
L’approccio corretto alla sicurezza sul lavoro, quindi, non può essere esclusivamente ingenieristico ma, innanzitutto, deve essere di tipo gestionale.Vale a dire che il datore di lavoro
deve gestire la sicurezza aziendale come uno dei principali fattori dell’impresa.

La normativa vigente, affida la funzione della verifica dell’efficienza del Sistema alla nuova figura del Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Il diritto alla nomina del RLS
è previsto nelle imprese che occupano più di 15 dipendenti. Il RLS nominato ha diritto ad essere adeguatamente formato, a spese dell’impresa, partecipando ad un corso di
formazione della durata minima di 32 ore (quello per datori di lavoro che assumono il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione-RSPP è di durata minima di 16 ore) ed
è chiamato, nelle sue funzioni, ad una partecipazione attiva e responsabile in tutte le fasi della gestione della Sicurezza Aziendale, anche se il ruolo più importante e
più utile resta sempre quello delle verifica quotidiana dell’efficienza del Sistema Sicurezza.

Da qualche anno si sente parlare del Testo Unico della sicurezza come di una legge quadro, completa e compiuta, che razionalizzi la gestione delle numerose norme in vigore.

Io sono scettico, perché penso che una materia così ampia e complessa, come la sicurezza, che per sua natura è e deve essere in dinamica evoluzione, non possa essere
ingabbiata in uno schema rigido.

Peraltro, già diverse organizzazioni che si occupano di sicurezza hanno realizzato dei Codici che consentono un uso razionale ed efficiente delle norme sulla sicurezza che vengono
sistematicamente aggiornati secondo la legislazione, la giurisprudenza e le linee guida professionali.

Voglio dire che se il fine del Testo Unico era di razionalizzare e facilitare l’applicazione delle norme, è già stato fatto.

Dopo vari tentativi, comunque, oggi si torna a parlare di Testo Unico della Sicurezza, sul quale ogni parte in causa si è costruita una aspettativa, con nuova determinazione, tanto che
sembra proprio che, a breve, potrà essere approvato.

Per motivi professionali (mi occupo di Sicurezza, come consulente aziendale e insegno la materia nei corsi di formazione) ho frequentato anche quest’anno la Fiera della Sicurezza di Bologna,
particolarmente interessato dal convegno sul Testo Unico del 6 giugno. Riassumo i concetti emersi al Convegno, che ha visto relatori due assessori regionali di Emilia-Romagna e Toscana, il
sottosegretario al Lavoro e il direttore dell’INAIL di Bologna.

Il sottosegretario ha testualmente dichiarato che “il 92% degli incidenti sul lavoro avviene nelle piccole e piccolissime imprese, in quanto i lavoratori non hanno alcuna tutela sindacale e
quindi nessuna capacità di nominare i RLS, con la conseguenza che i datori di lavoro non hanno posto in essere alcun sistema di sicurezza ed è proprio per questi motivi che il
Governo si è adoperato per giungere al più presto al varo del Testo Unico, il quale ha già ottenuto il nulla osta delle Regioni e l’approvazione della Commissione del
Senato.”

E ha continuato, “il Testo Unico è necessario per imporre le leggi sulla sicurezza in tutte le imprese, anche ai lavoratori autonomi, e il controllo sarà più efficace
perché sarà garantita la tutela dei RLS presenti in tutte le imprese e comunque sarà sancita la figura del RLS Territoriale per operare nelle piccole imprese, saranno
adeguati gli organici della Vigilanza e sarà instaurato un coordinamento tra i vari Enti competenti, che dovranno garantire 500.000 ispezioni all’anno – (attualmente si arriva a circa
37.000) – e sarà inasprito il regime sanzionatorio”.

Questa è la realtà, i politici si accorgono delle piccole imprese solo quando devono abbattere la mannaia, che sia del fisco o del lavoro poco importa.

Solo il direttore INAIL di Bologna, molto timidamente, ha proposto di aumentare le agevolazioni alle imprese per stimolare l’adeguamento alle norme sulla sicurezza, senza intaccare però
il fermo convincimento degli altri relatori.

Aspettiamoci, quindi, una prossima intensa attività di vigilanza, anche se sarebbe più giusto porre maggiore attenzione alla sicurezza sul lavoro come stile aziendale, al di
là degli obblighi di legge.

Quello che posso dire io, alla luce della mia personale esperienza professionale, è che sarebbe opportuno che la Federazione istituisse un “servizio sicurezza”, al fine di fornire
adeguata consulenza ed assistenza alle Associazioni aderenti.

Noto infatti, leggendo i vari notiziari, che sullo stesso problema ci sono diverse interpretazioni, spesso non condivisibili e, sicuramente, pesanti per le imprese.

Ma, ancor di più, queste prese di posizione ufficiali, in una provincia, creano precedenti pericolosi per tutta la categoria nazionale.

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