Toscana, 23 Novembre 2007 – «Cercare di parlarne sempre, creare occasioni di dibattito, incontri con gli attori coinvolti, insomma, mantenere alta l’attenzione su un tema delicato
come il doping nello sport è indispensabile, ma sarebbe anche opportuno agire di più, creare strumenti e opportunità più efficaci per scongiurare questo
binomio».

L’assessore alle politiche sociali e allo sport Gianni Salvadori ha presentato stamattina, insieme al presidente del Comitato Provinciale di Firenze del Coni Paolo Ignesti, il convegno ‘Doping
vs sport. Comunicare valori, crescere sportivi veri’ che si terrà il prossimo 3 dicembre al Museo del Calcio di Coverciano. Un momento di discussione, organizzato dalla Regione e dal
Coni Provinciale, in collaborazione con il Museo del Calcio di Coverciano e con il Gruppo Toscano Giornalisti Sportivi dell’Ussi, al quale parteciperanno alcuni ospiti illustri come
l’allenatore della Reggina Renzo Ulivieri (che è anche il Presidente dell’Associazione Allenatori), quello della Cremonese Emiliano Mondonico, il ct della Nazionale di ciclismo Franco
Ballerini, l’ex ct Alfredo Martini, il direttore di QN Xavier Jacobelli, il presidente dell’Uisp Nazionale Filippo Fossati. È prevista la partecipazione di atleti, dirigenti sportivi e
specialisti di medicina sportiva. La discussione sarà moderata da Franco Ligas, giornalista Mediaset.

Al convegno sono stati invitati a partecipare circa 200 studenti in rappresentanza delle seguenti scuole: Liceo Artistico ‘L.B. Alberti’ sezione di Scandicci, Scuola media Dino Compagni di
Firenze, Istituto Dante Alighieri di Firenze (Liceo Sportivo), Istituto d’Arte di Porta Romana, Istituto Duca D’Aosta di Firenze, Scuola media Barellai di Pratolino (Vaglia), Istituto
Buontalenti di Firenze.

«Il doping – ha dichiarato Salvadori – non un è fenomeno che riguarda solo sportivi professionisti ma anche tanti giovani, desiderosi di ben figurare e di apparire. Ormai il
risultato ad ogni costo è l’aspetto che viene messo davanti a tutto, è quello che consente ovviamente di arrivare al denaro, al successo. Per farlo ci sono tante persone che sono
disposte a sacrificare perfino la propria salute. E questo, soprattutto quando si parla di atleti giovani, non possiamo tollerarlo. Quale messaggio siamo in grado di dare loro? Come possiamo
provare a invertire questa tendenza recuperando il vero valore dello sport, della partecipazione, della crescita sociale e culturale? Ribadisco – ha concluso l’assessore – è bene non
abbassare la guardia sul fenomeno e allo stesso evitare di accentuare troppo i toni nel momento dell’emergenza, quando scoppia lo scandalo. Ma allo stesso tempo è doveroso creare
strumenti concreti per combatterlo e prevenirlo».

Uno di questi strumenti è il Lad della Toscana, il Laboratorio antidoping che, primo in Italia, ha ricevuto ad inizio ottobre l’accreditamento nazionale da parte del ministero della
Salute. Il Laboratorio ha iniziato a operare nel 2004 e nel triennio 2004-2006 ha effettuato oltre 1800 controlli in 30 discipline sportive, rilevando più di 100 casi di
positività. Nel primo semestre 2007 i test sono stati 525, 41 i casi di positività. La percentuale di sportivi trovati positivi fino al 30 giugno 2007 è di circa il 7%. Le
sostanze maggiormente riscontrate sono quelle stimolanti.

Federico Taverniti