Spumanti del sud, spumanti affinati in grotte

Spumanti del sud, spumanti affinati in grotte

 


SPUMANTI DEL SUD- SPUMANTI AFFINATI IN GROTTE. OTTIMA QUALITA’ IN IRPINIA, IN LUCANIA, ALLE FALDE DELL’ETNA, IN ZONA ORISTANO, SOPRATTUTTO IN PUGLIA E SULL’ISOLA DI ISCHIA.

I vini spumanti italiani sono ricercati. Vivono un momento di grande euforia. Come dicevano i primi appassionati di fine Rinascimento e Illuminismo, è un vino che avvolge, un vino che rende creativi, al limite del possibile e “gonfia le vene” dicevano i francesi, a significare che era un vino che favoriva la euforia, la gioia, la allegria e quindi le speranze di vita.

Cosi le 504 varietà di viti italiane (contro le 278 dei francesi) sono potenzialmente abili a produrre vini effervescenti. La tradizione storica italiana vede nell’Emilia, Veneto, Piemonte e Lombardia le regioni più portate alla produzione di vini vivaci, frizzanti spumanti con diversi vitigni e anche metodi differenti, legati alle tradizioni culinarie: primi piatti, paste ripiene, sughi di carne, carni di maiali, affettati, torte di verdure salate….

I Lambruschi, come anche i primordiali Sangiovese, erano utilizzati dagli Etruschi per produrre vini rifermentati, anno su anno, soprattutto rossi. Ma anche Moscati e Malvasie, oltre a Cortese e Glera, erano vitigni ideali per le bollicine. Da anni, in Liguria, a Savona, dai vitigni locali di Granacha, Rossese, Alicante, Pigato, Vermentino si producono tre spumanti metodo tradizionale affinati per tanti mesi in grotte preistoriche, degli antichi popoli Cavaturini-Liguri, detta di Toirano, sotto l’egida della Sovrintendenza.

Le grotte naturali, le cave o le caverne, i calanchi naturali diventano ottime cantine perché riescono a mantenere stabili nell’anno umidità e temperatura oltre che ridurre la luce, ideali per l’affinamento in bottiglia.

Da qualche anno ci sono meravigliose riscoperte, e scoperte, nel sud Italia soprattutto bollicine bianche e rosate. Vertice sempre riservato a Franciacorta (15 milioni di bottiglie) e Trentodoc (7,3 milioni di bottiglie)  consumate in Italia oltre a quelle esportate ma con delle bollicine emergenti molto interessanti in tutte le regioni italiane. c’è una voglia di bolle –regionali a conferire identità e modernità del territorio”.

In terra di Campania, si producono spumanti nei Campi Flegrei, anche il Falerno del Massico si produce effervescente; la  Biancolella e il Greco di Tufo, nella versione metodo italiano, il Fiano di Avellino come metodo tradizionale lungamente affinato sono ottimi spumanti prodotti da grandi aziende locali. In Puglia ottimo il Primitivo, il Bombimo Bianco, il Nero di Troia, il Moscato di Trani come metodo tradizionale, Negroamaro nella versione metodo italiano.

Anche la Basilicata è presente nelle liste di grandi ristoranti con le sue bollicine prodotte dal vitigno di Aglianico del Vulture, da sempre un grande vino rosso. In Calabria ci sono esempi con il Greco di Bianco e il Moscato di Saracena. In Sicilia, da anni, le bollicine sono prodotte sia con vitigni internazionali che con vitigni autoctoni, come Grillo, Inzolia, Carricante, Nerello Mascalese in abbinamento con pinot Nero e/o Chardonnay ottenuti con il metodo tradizionale.

Spesso la soluzione migliore è proprio data dalla cuvée di due o tre vitigni in cui l’uva tipica locale determina il sapore in più, e ne caratterizza l’identità territoriale, per uscire dalla omogeneità internazionale che vede primeggiare sempre i soliti tre vitigni. Diverse sono le cantine antiche nelle regioni italiane, nel sud in particolare, scavate o costruite sotto terra che si prestano al lungo affinamento in bottiglia, nelle terre di arenaria e tufacee. spumanti del Sud, magari uno  conservato nei Sassi di Matera e una nelle formazioni carsiche in Friuli o in Sardegna, le cantine naturali..

Giampietro Comolli
Newsfood.com

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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