SPUMANTI D’ITALIA 2018: OTTIMI CONSUMI MERCATO NAZIONALE

SPUMANTI D’ITALIA 2018: OTTIMI CONSUMI MERCATO NAZIONALE

O.V.S.E. – C.E.V.E.S. Centro Economico Studi Vini Speciali – www.ovse.org

 

SPUMANTI D’ITALIA: OTTIMO ANDAMENTO MERCATO NAZIONALE

DIVERSIFICAZIONE, PROSSIMALITA’, EUFORIA, PIU’ BRUT E ROSE’. IN CRESCITA HORECA E ACQUISTI DIRETTI.

Poco più di 700 milioni di bottiglie prodotte poco meno di 700 milioni le bottiglie di spumanti made in Italy (escluso frizzanti) consumate nel 2018, fra mercato interno e mercati esteri: 670 milioni di metodo italiano e poco meno di 30 milioni di metodo tradizionale, secondo la macrodivisione generalista.

L’Italia si conferma il primo paese produttore, per il 95,5% di metodo italiano, con un nuovo e brillante record del valore (plv) all’origine, in cantina e alla dogana (al netto di tasse) pari a 2,4 mld di euro con una media di € 3,5 a bott.circa. I dati delle spedizioni e consumi totali in Italia ritorna allo stato precrisi (2009-2010) sfiorando i 200 milioni di tappi fatti volare, esattamente 198,600mila.

Di queste 173 milioni di bottiglie sono state di metodo italiano, 25,600 milioni di metodo tradizionale, cui aggiungere anche la quota importata consumata realmente (e non re-spedita e re-commercializzata fuori dal paese) di 6,570 mio/bott fra francesi, spagnoli e altre provenienze.

In termini percentuali rispetto al 2017, i dati sono tutti in segno positivo per entrambe le categorie, mentre ci sono diversità, differenze anche importanti per tipologia, gusto, domanda, canale e atti di acquisto. In Italia crescita dell’universo Prosecco del 10% in valore e dell’8% in volumi, crescita del metodo tradizionale nel complesso del 6% in volumi, mentre solo del 3% in valore.

Stazionari tutti gli altri Docg Doc Igt e spumanti generici (sempre più in calo ma sempre significativi): questo nel complesso comporta un incremento nazionale dei volumi intorno al 5% e un 7,8% del valore globale. In valore assoluto la filiera dei vini spumanti made in Italy spediti e consumati in Italia nel 2018 vale 750 mio/euro all’origine e produce un fatturato finale di 1,8 mld/euro, cui aggiungere l’importazione estera di circa 7,5 mio/bott che al consumo crea un giro d’affari di circa 190 mio/euro.

Stando sul valore/significato del consumo di bollicine in Italia è molto importante e significativo (al fine di analisi in prospettiva e di strategia futura) constatare che sul totale spedito solo il 30% è consumato sul mercato interno, mentre lo Champagne sfiora il 53% e il Cava il 32%.

In Italia la parte del leone e il trascinatore delle bollicine è da alcuni anni l’Universo Prosecco (3 Docg, 1 Doc) che oggi rappresenta il 15% del valore totale del vino italiano prodotto e il 70% del valore di tutti gli spumanti italiani. Inoltre è anche il motore determinante del successo del vino tricolore nel mondo e sulle tavole degli italiani. Ssenza il prosecco e gli spumanti (ma anche i vini frizzanti che hanno un interessante ritorno di fiamma) il vino italiano registrerebbe una battuta di arresto, soprattutto sempre nei confronti di Francia e Spagna che dopo 2-4 anni di crisi, nel 2018 fanno segnare per i vini fermi un trend estremamente positivo.

Infatti è bene rammentare anche che lo Champagne da solo vale in cantina 4,8 mld/euro; il Cava 1,2 mld/euro; il Prosecco 1,8 mld/euro con una produzione quasi doppia; tutto il metodo tradizionale italiano 0,235 mld/euro.

Una delle novità dei consumi (ma anche della produzione) del 2018 è sicuramente l’exploit delle bolle Rosè metodo tradizionale, ma con segnali anche interessanti per il metodo italiano. Un’ altra è che il gusto del consumo sta sempre più orientandosi al secco e al brut. Tanti nuovi vitigni autoctoni si affacciano al mercato nazionale grazie soprattutto a diverse aziende viticole (50 circa), soprattutto storiche, situate dagli appennini settentrionali fino alla Sicilia, raggiungendo già ottima qualità.

Giampietro Comolli

“In crescita di volumi e valori, – sintetizza Giampietro Comolli presidente Ovse-Ceves (Osservatorio economico nato nel 1991 alla Facoltà di Agraria di Piacenza) – ma il mercato italiano perde in destagionalizzazione dei consumi.
Meno enfasi e edonismo, più euforia legata a un consumo occasionale e festaiolo, ripresa dei consumi in horeca soprattutto per alcune tipologie e brand, tenuta dei marchi storici, nuovi marchi sul mercato.

Consumi più prossimali in linea con il luogo di produzione, più attenzione salutistica e abbinamenti con una alimentazione più soft e misurata, più consumi off-premise, atti di acquisto stabili ma con un peso a carrello maggiore per la Gdo.

Più acquisti in cantina diretti, crollo dei grossisti, exploit delle vendite online seppur partendo da livelli molto bassi.”

Uno sguardo particolare al metodo tradizionale (o metodo classico, che si voglia dire non precisamente) perché nel 2018 c’è stata una diversificazione molto forte che ha permesso un balzo in avanti notevole.

I grandi territori Docg e Doc sono ben consolidati, oramai stabili ma molto attivi e dinamici, in crescita tutti. Bene il continuo interesse e legame produzione/prodotto in franciacorta per quanto concerne la coltivazione e la vendemmia in biologico che oggi rappresenta 1/3 dell’intera produzione, attestandosi sui 17/18 milioni.
Seguita dal TrentoDoc che ha girato la boa degli 8 milioni di bottiglie.

Bene l’Alta Langa in crescita fino a 600 mila bottiglie, l’Oltrepo’ Pavese nelle diverse formulazioni di metodo tradizionale-classese-cruasè ancora in ritardo a 400mila, benissimo l’Alto Adige intorno a 200mila bottiglie selezionate e di altissimo valore qualitativo, benissimo il Lambrusco Dop Classico con altrettante bottiglie.

Molto bene i Monti Lessini, Friuli Classico, Castelli Calepio, la Vallée d’Aosta, il Gavi, i Colli Piacentini, Serenissima. Ma il successo, seppur in totale limitato a neanche 200mila bottiglie in tutto, sono le etichette di Verdicchio, Malvasia, Bellone, Passerina, Negroamaro, Nebbiolo, Aleatico, Asprinio, Malvasia, Vermentino, Fiano, Caricante, Cannonau, Moscato di Trani, Salento….ecc .

Etichette spumeggianti di diverse cantine del centro-sud Italia. Sono 30 i vitigni autoctoni italiani che oggi producono uve da spumantizzare.

“Una progettualità diversificata – sostiene Comolli – che condivido e apprezzo soprattutto anche per un interessante valore sensoriale diverso, accattivante in certi casi. Ma il consumo di nuove bollicine al sud Italia deve far capire che il mercato interno non è chiuso e maturo, anzi.

Per cui c’è bisogno di un rinnovato appello a fare attività di promozione e informazione al consumo nel mercato interno. Checché ne dica l’Europa con i Paesi Terzi e l’Ocm bloccata. C‘è bisogno di eventi nazionali, di una maggiore formazione e cultura per chi sta dietro un banco, chi fa mescita perché se ne sentono ancora di tutti i colori, come 30-40 anni fa quando l’Italia non aveva un Universo Tricolore Spumanti così forte.

Abbiamo notato consumatori più esperti dei baristi, in tutti i paesi! In questo ministero dell’Agricoltura-Alimentazione (e ora turismo), ministero Sviluppo Economico e Ita-Ice devono accogliere progetti.”

Per quanto riguarda il metodo italiano, possiamo dire che 80 calici ogni 100 bevuti in italia nel 2018 erano bollicine di Prosecco nelle diverse formulazioni, in totale circa 160 milioni di bottiglie fra Docg Asolo, Cartizze, Conegliano, Valdobbiadene e prosecco Doc. Circa 7 milioni di Asti; circa 20 milioni fra Oltrepò Pavese, Brachetto, Cortese, Durello, Trentino, Lambrusco e ancora, seppur molto meno di prima, anche spumantini generici.

L’Asti Docg e il Brachetto d’Acqui Docg mantengono le posizioni degli ultimi due anni, ma a fatica, soprattutto rivolti all’estero e come supporto di altri vini. L’Asti Docg, ora dolce e secco, non più detentore del titolo di una bolla in assoluto dolce che ha segnato gli ultimi 100 anni di vita, mantiene un appeal importante all’estero che non va dimenticato.

“Un grazie – chiosa Comolli – al Prosecco Doc anche per aver sostanzialmente contribuito dal 2010 in poi a un continuo calo di spumantini presenti sul mercato nazionale. Un effetto che ha contribuito all’immagine generale, oltre che a spostare l’attenzione del consumatore non più sul rapporto negativo qualità/prezzo, bensì sulla più elevata asticella della identità/valore”.

La Gdo rappresenta sempre più il canale preponderante con circa il 55% degli atti di acquisto e il 50% dei volumi, ancora il 10% coperto da distributori e grossisti, l’acquisto diretto e online copre il 15%, l’horeca, oggi pari al 25%.

Ovse sottolinea oramai da anni che la strada dell’incremento del valore unitario del Prosecco, e di tutti i vini italiani, passa in gran parte nel modello e nel format della valorizzazione diretta sul mercato, nel posizionamento su ogni singolo mercato, nella scelta del canale di consumo e come supportare questo canale in ottica e nella presentazione della valorizzazione diversificata e classificata all’interno della singola azienda. Verticalità aziendale, soddisfazione della domanda, azione e misura per ogni canale di consumo sono i pilastri per far crescere il valore della bottiglia e di tutto il settore.

L’Italia si conferma primo produttore al mondo di bollicine con uve e vini propri, si conferma il paese con il maggior numero di vitigni utilizzati per produrre bollicine. L’Italia incrementa ancor più la leadership nell’esportazione totale di casse di bottiglie nel mondo.

Occorre lavorare ancora sull’aumento del numero dei paesi destinatari, sulla risposta a domande diversificate dal mondo, ad un uso più autosufficiente e autonomo delle piattaforme online incrementando comunicazione, a una presentazione mondiale delle qualità del metodo produttivo italiano rispetto ad altri.

Infine: la prima stima del fatturato globale di tutte le bollicine spumeggianti italiane spedite e consumate in Italia è pari a 1,8 mld/euro, cui aggiungere il fatturato al consumo finale sempre nell’anno 2018 realizzato nei 125 paesi di importazione pari a 6,1 mld/euro.

Nuovo record, segno che al consumo il prezzo della bottiglia di Prosecco e C è ben posizionato, molto alto.

 

Vedi anche intervento di Giampietro Comolli
a RAI UNO Economia del 24 gennaio 2019

https://youtu.be/Xl3yft5TGo0

 

Fonte:  Copyright ©1991 Osservatorio Economico Vini Effervescenti Spumanti Italiani™  per Newsfood.com

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