Nelle cucine di molte casalinghe italiane ultimamente al posto delle classiche teglie da forno metalliche si possono trovare pratici e colorati stampi in silicone.
Utilizzati soprattutto per i dolci questi prodotti sono molto apprezzati per i loro molteplici vantaggi: flessibilità, praticità, maneggevolezza, antiaderenza e
conducibilità termica; ma di recente sono stati messi sotto accusa da “Altroconsumo”.
L’associazione dei consumatori ha effettuato dei test di laboratorio su questi prodotti: misurando la quantità totale di sostanze che dal silicone passano all’alimento e determinando il
calo di peso dello stampo, ha accertato che al primo utilizzo questi stampi possono rilasciare sostanze indesiderate. Sui 19 stampi analizzati 16 non risultano conformi per legge alla prima
prova, ma solo dopo il terzo test risultano idonei alla legge Italiana. In Francia la normativa vigente è più severa e nel 2005 sono scattati i controlli della Direzione generale
della concorrenza, del consumo e della repressione delle frodi che hanno permesso di verificare che 44 stampi per dolci su 81 analizzati fossero fuorilegge.
Non è facile stabilire quali siano le sostanze trasferite dal silicone al dolce e quindi se si tratti di “veleni” per l’organismo. L’associazione comunque ha verificato che un lavaggio
preventivo può ridurre il trasferimento di queste sostanze indesiderate, così ha provveduto a segnalare al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero della Salute i
risultati del test ed ha chiesto che sia disposto l’obbligo di un trattamento preventivo e sia riportata in etichetta l’indicazione sul lavaggio al primo utilizzo.

Paola Orzelleca