Statuto Lombardia, Formigoni: «vero Governo e vero Parlamento»

Milano – «Uno statuto innovativo, specchio della nostra azione di governo», il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commenta con soddisfazione
l’approvazione in prima lettura, da parte del consiglio regionale, del nuovo Statuto.

«La nuova Carta – prosegue Formigoni – sancisce il modello di governo e le innovazioni che abbiamo introdotto in questi anni, a partire dall’attenzione alla persona, la difesa della vita
e il riconoscimento della famiglia (art. 2), la libertà di scelta del cittadino (art. 46), riconosciuta in Lombardia per la prima volta con la riforma del sistema sanitario e oggi
introdotto come principio generale per tutti i servizi, la sussidiarietà (art. 3, 4 e 5), come principio guida che rivoluziona l’azione di governo della Regione, la semplificazione (art.
40) e l’efficienza».

«Una posizione importante – aggiunge il presidente – è quella che riserviamo al partenariato come strumento per la formazione delle politiche e per l’esercizio delle funzioni
legislative e amministrative. Viene poi confermata la laicità delle nostre istituzioni, che non è rinnegamento né della storia né delle radici nostre e delle nostre
genti e il valore fondante delle autonomie locali».

«Da ultimo, ma non certo per importanza – conclude Formigoni – ritengo molto positivo che lo Statuto riconosca un salto di dignità, sia alla Giunta, riconosciuta come vero e
proprio organo di Governo, che al Consiglio regionale che diventa un vero e proprio Parlamento».

Formigoni spiega poi di essere intervenuto a commentare positivamente l’approvazione dello Statuto, «dopo un riserbo volutamente mantenuto che non è stato sinonimo di distanza dai
lavori, né critica, né disattenta, né indifferente, ma rispettosa delle prerogative del Consiglio regionale. Una posizione di non diretto coinvolgimento, ma con la quale
volevo riconoscere la piena autonomia del Consiglio anche nell’azione di rafforzamento dei propri poteri».
«D’altra parte – spiega Formigoni – io personalmente e la Giunta, soprattutto attraverso l’assessore Colozzi, abbiamo comunque seguito con attenzione e interesse l’evolversi dei contenuti
di uno strumento, che storicamente segna una tappa importantissima per la nostra Regione».
«Per questo – prosegue Formigoni – ringrazio il presidente Adamoli che ha tessuto con pazienza i lavori della commissione, il relatore Boscagli e tutta la Commissione che ha lavorato in
questi mesi con impegno e che, anche di fronte ad un accelerazione obbligata dei lavori, ha portato a termine un lavoro di enorme importanza per la nostra Regione».
«Ringrazio anche il presidente del Consiglio regionale Albertoni – aggiunge Formigoni – per la sua intelligente azione di stimolo.

«Bisogna riconoscere a questo Statuto e alla Commissione che lo ha redatto – dice ancora Formigoni – il merito di avere valorizzato il nuovo metodo politico che abbiamo inaugurato qui in
Lombardia e che ci ha portato a grandi risultati: un metodo, che superando la logica della contrapposizione frontale ha portato quasi tutte le forze politiche lombarde a condividere il percorso
intrapreso».
Nell’intenso percorso di innovazione istituzionale è stato molto importante e propositivo il lavoro compiuto congiuntamente sull’attuazione del Titolo V° della Costituzione. L’iter
avviato rispetto all’art. 116 e la proposta di legge al Parlamento sull’art. 119 hanno visto il riconoscimento del ruolo decisivo del Consiglio regionale. Ora lo Statuto (art. 14 e art. 2)
sancisce e rafforza la funzione del Parlamento regionale per quanto attiene gli atti di alto indirizzo politico-istituzionale.

«Questo nuovo Statuto – conclude Formigoni – riconosce e conferma il lavoro avviato: è infatti uno statuto sobrio, che non ha moltiplicato organismi e relativi componenti. Non sono
stati istituiti organismi pletorici e inutili, ma è stato predisposto un organo importante come il Garante dello Statuto (composto da sole 5 persone)».
La nuova Carta prevede anche il Difensore regionale con varie funzioni a tutela di detenuti, contribuenti, consumatori, utenti, concentrando così i ruoli per evitare che proliferino
organismi di garanzia.

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