Stevia: lo zucchero buono che si coltiva sul nostro balcone

Stevia: lo zucchero buono che si coltiva sul nostro balcone

Stevia: alternativa allo zucchero?

Stevia: lo zucchero buono che si coltiva sul nostro balcone

Non alza i valori glicemici nel sangue, cura l’acne, la disidratazione e gli inestetismi cutanei e non è non causa placca e carie dentali.

La stevia è una piccola pianta perenne dalle lunghe foglie verdi e dai piccoli fiori bianchi  originaria del Sud America. Appartiene alla famiglia della Asteraceae o Compositae.
Le antiche popolazioni latine erano solite utilizzarla come dolcificante, dato il suo sapore zuccherino (sembra sia 300 volte superiore), che ricorda leggermente la liquirizia.
Anche in Giappone la Stevia è nota e utilizzata già da decenni tanto che diverse bibite e alimenti come caramelle, yogurt e gelati vengono dolcificati con un estratto in polvere di questa pianta.
Ne esistono in realtà più di 150 specie, ma una sola possiede questo rivoluzionario potere dolcificante: la stevia rebaudiana, che ha ereditato il suo nome da colui che ne scoprì le proprietà edulcoranti, Rebaudi.

Il gusto della stevia ricorda un po’ quello della liquirizia e non è a tutti gradito. Molte persone ad esempio si lamentano del fatto che questo dolcificante naturale, a differenza di altri, non esalta il gusto di alcuni cibi o bevande ma al contrario ne cambia il sapore.

L’Europa ha bandito il suo utilizzo per diverso tempo.
Si sono discussi a lungo soprattutto gli effetti collaterali di steviolo e stevioside, sostanze presenti nella pianta, in particolare riguardo ad una possibile cancerogenicità di questi principi attivi. In tutti i casi si parlava comunque di un’assunzione di stevia a dosi davvero molto alte, oltre al fatto che alcune ricerche hanno in seguito dimostrato come il nostro organismo sia in grado di smaltire tramite il lavoro di intestino, fegato e reni i composti della pianta potenzialmente tossici.

Da dicembre 2011 una nuova regolamentazione europea ha permesso l’utilizzo di questa pianta anche all’interno dei paesi dell’Unione e ormai i grandi marchi hanno lancianto diversi dolcificanti a base di Stevia o prodotti in cui si evita zucchero e si inserisce invece un estratto di questa pianta per renderli più appetibili.
C’è da dire, infine, che le popolazioni del Sud America utilizzano le foglie di questa pianta da tempo immemore e non sono state mai confermate problematiche di salute correlate al suo consumo.

È facile intuire l’enorme interesse che può avere per le persone affette da diabete e chi è attento alla propria linea.
La stevia può essere consumata anche da chi soffre di diabete. Il suo principio attivo, lo steviolo, non influisce, infatti, sui livelli di insulina. Certamente molto meglio utilizzare questo dolcificante naturale piuttosto che saccarina o aspartame, dolcificanti di sintesi spesso consigliati ai diabetici.

Coltivare la stevia in casa è facile

Stevia in vaso

È sempre meglio evitare i dolcificanti già pronti fatti a livello industriale e autoprodursi in casa la propria polvere a partire dalle foglie di stevia, da utilizzare al posto dello zucchero.
Coltivare la stevia è molto semplice. Inoltre, la pianta di stevia si propaga molto facilmente.
I semi devono essere interrati in primavera e ricoperti con uno strato di terra di circa un centimetro. Il terreno deve essere mantenuto molto umido. Si possono ricoprire i vasi con un sacchetto di plastica fino a quando spunteranno i germogli, al fine di creare le condizioni di umidità più adatte. Le piantine spunteranno dopo 10-15 giorni.

Come si produce il dolcificante della stevia

A fine estate è necessario raccogliere le foglie di stevia, non appena la pianta accenna la fioritura. Una volta raccolte, le foglie vanno lasciate essiccare all’aria e poi tritate finemente in un normale mixer da cucina o in un mortaio. Si otterrà una polverina verde molto fina, che sarà il vostro “zucchero di stevia”. Una volta ridotta in polvere, la stevia può essere conservata in un semplice barattolo di vetro da mantenere chiuso.

Come si utilizza la stevia

Della stevia si possono utilizzare le foglie fresche, quelle in polvere (che sono 20/30 volte più dolci dello zucchero), il concentrato liquido, 70 volte più dolce dello zucchero, e infine l’estratto in polvere, addirittura 300 volte più dolce dello zucchero.
Con la polvere potete dolcificare tisane e tè (ne basterà la punta di un cucchiaino), mentre per un impasto da 400 grammi di farina, da utilizzare ad esempio per la preparazione di biscotti o torte, occorreranno solo 4 grammi di stevia essiccata, polverizzata o sbriciolata. Le foglie essiccate e sbriciolate, ma anche le foglie fresche, possono essere lasciate in infusione insieme ad altre erbe nella preparazione delle tisane o in semplice acqua o in altre bevande per dolcificarle naturalmente.
La stevia non è l’unico dolcificante alternativo allo zucchero che si può provare. Esistono tante altre soluzioni naturali, come malti di riso o orzo, lo sciroppo d’acero, il succo d’agave, lo zucchero di cocco, lo sciroppo di mele.

 

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