A subire lo stop imposto alle vendite sono insieme agli allevatori anche la metà degli italiani che acquistano mozzarella di bufala Campana servita sulle tavole di un italiano su due
(52,6 per cento) per una spesa che è pari a 280 milioni di euro destinate all’acquisto familiare di 26,5 milioni di chili all’anno.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che occorre anche considerare i numerosi cittadini che apprezzano la mozzarella di bufala all’estero dove viene destinato il 16 per cento della
produzione, soprattutto nei Paesi Europei, ma anche in Giappone e ad altri Paesi extra europei a cominciare dalla Russia.

Il fermo delle vendite di quindici giorni – sottolinea la Coldiretti – oltre ai danni diretti causati dalle mancate vendite rischia di provocare, a livello nazionale ed internazionale, anche la
sostituzione sugli scaffali della mozzarella di bufala campana dop a vantaggio di prodotti di imitazioni ottenute senza il rigoroso sistema di controllo delle produzioni a denominazioni di
origine che ha consentito di individuare le irregolarità.

Dal 12 giugno 1996, la Mozzarella di Bufala Campana – ricorda la Coldiretti – ha ottenuto il riconoscimento del marchio a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e si colloca per
quantità prodotta al quarto posto tra i formaggi italiani compresi in questa categoria. Nel settore – conclude la Coldiretti – trovano lavoro 20 mila occupati con la produzione che si
ottiene per circa il 90 in Campania, mentre il basso Lazio e la provincia di Foggia trasformano il 10 per cento.