Stop quinoa, nella mensa della scuola vince la pastasciutta

Stop quinoa, nella mensa della scuola vince la pastasciutta

Niente quinoa od altri piatti etnici. Nella mensa della scuola i bambini preferiscono la pastasciutta, con buona pace dei tentativi d’integrazione che passano per la tavola.

Questa è la storia che racconta “La Nazione”, descrivendo la storia di una scuola toscana.

Tutto nasce circa un anno fa, quando per il passato anno scolastico i dirigenti delle scuole avevano offerto un particolare menu ai bambini. Obiettivo, far mangiare più sano e favorire l’integrazione con piatti più vicini alle tradizioni dei migranti.

Tuttavia, i risultati non sono stati incoraggianti. In base ai controlli della Regione Toscana, in media il 70% del cibo veniva buttato via, con punte del 90% per i cibi meno graditi come (appunto) la quinoa e lo sformato di spinaci.

Allora, anche grazie a proteste dei genitori e agli articoli dei giornali, la situazione è cambiata.

La Regione ha scelto una via di mezzo, ridando spazio ai sapori tradizionali, senza cancellare totalmente i cibi nuovi.

Gli scarti sono così diminuiti in maniera consistente. Ovviamente, i piatti più amati sono quelli tradizionali a base di carne, come la pasta al sugo ed i tortellini in brodo.

Buoni risultati anche per prodotti come la frittata (solo il 30% di scarti) ed il pollo al limone (30%).

Valori peggiori per le carote al vapore (80%) e le verdure in generale (80%); unica eccezione, il pure di cavolfiore (20% di scarti). Ma, spiegano gli esperti, è doveroso insistere: i bambini devono abituarsi a mangiare verdura insieme a cibi più gradevoli.

In ogni caso, i protagonisti della scuola apprezzano le scelte fatte. Come spiega un’insegnante, “Un anno fa tanti miei alunni dopo pranzo avevano un calo, perchè avevano mangiato poco e niente. Un problema per noi docenti. Adesso invece è tutta un’altra cosa. Siamo felici che Palazzo Vecchio abbia ascoltato le mamme”. Pollice in su anche dalle madri. Secondo una di loro, “Alla fine si è scoperta l’acqua calda. Non si può pensare che i bambini apprezzino cibi che metterebbero in difficoltà anche qualche adulto. Meglio andare sul sicuro per non far stare nessuno digiuno. Lo scorso anno tanti bambini divoravano pizze e schiacciate e merenda. E poi saltavano la cena. Alla faccia della salute a tavola”.

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