Storia dell’Europa, verso la PAC 2021 – 2027 (Prima parte) … vademecum di fatti avvenuti, eventi, cronologia e piccoli commenti

Storia dell’Europa, verso la PAC 2021 – 2027 (Prima parte) … vademecum di fatti avvenuti, eventi, cronologia e piccoli commenti

PAC – Politica Agricola Comune. Cosa era, come è nata, quali erano gli obiettivi dei Padri Fondatori dell’Europa

L’ Europa di oggi è però ben lontana da quella agognata…

Pionieri della Europa furono politici con una lungimiranza impressionante, nomi della resistenza al fascismo, come Adenauer, De Gasperi, Spinelli, Schuman, Monnet, Mansholt, Veil, Hallstein… in primis. Secondo le dichiarazioni dei Padri, c’è bisogno di una Europa unita per dare equilibrio, sussidiarietà e sostenibilità reciproci fra i paesi aderenti e uno sviluppo coordinato e stabile.

1951 si firma il patto CECA

Nel 1951 si firma il patto CECA per carbone & acciaio fra i soci fondatori: Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi. Nel 1957 il trattato di Roma istituisce il Mercato Comune e l’Euratom l’agenzia per l’energia nucleare.
Nel luglio 1958 a Stresa è approvato dal consiglio dei primi ministri il MEC per l’agroalimentare.

… anni ’60 la guerra fredda fra Usa-Urss

Gli anni ’60 si aprono all’insegna della guerra fredda fra Usa-Urss. La Francia di De Gaulle è la prima grande vincitrice, in quanto già esporta il 50% della produzione agricola verso la Germania, che si indebita ancora di più. Adenauer, capo di stato tedesco, accetta. Gli stessi moti studenteschi del 1968 influiranno molto sulla politica generale, spariscono i dazi doganali fra i membri, nasce la Commissione, il Consiglio, la Corte di Giustizia e un primo Parlamento nominato.

Nel 1973 aderiscono Danimarca, Irlanda, Regno Unito

Nel 1973 aderiscono Danimarca, Irlanda, Regno Unito e l’Europa (CEE) patisce la prima crisi economica dettata dal conflitto arabo-israeliano, non recependolo che il medio oriente e l’Est diventeranno causa di una Europa indecisa e debole.  Nel 1979 abbiamo il primo Parlamento eletto a suffragio nazionale, con sede a Strasburgo, consesso non legislativo-esecutivo, fortemente guidato dalle direzioni politiche che punta moltissimo su indicazioni ambientali: chi inquina paga.

Gli anni ’80 vedono la ribellione in Polonia, l’adesione di Grecia, Portogallo, Spagna… cade il muro di Berlino

Gli anni ’80 vedono la ribellione in Polonia, l’adesione di Grecia, Portogallo, Spagna, il primo bilancio pluriennale europeo e terminano con il crollo del muro di Berlino e la ri-unificazione della Germania. Sono eliminati tutti gli ostacoli alla circolazione di capitali e servizi fra Stati membri, partono le infrastrutture dei corridoi europei per i trasporti, si crea un fondo sociale fra Stati, e una banca centrale per gli investimenti comuni.

… anni ’90 con il trattato di Maastricht… nascere l’unione monetaria, la UE

Gli anni ’90 partono con il trattato di Maastricht che fa nascere l’unione monetaria, la UE come la intendiamo oggi, un barlume di politica estera comune, un modello decisionale diviso fra votazioni a maggioranza qualificata (pochi e banali temi comuni) e obbligo di unanimità con il veto dei massimi contributori (su tutti i pilastri economici e temi “costituenti” la vera unione-federazione di paesi diversi) e la convenzione di Dublino (non c’era ancora Schengen per cui vigeva l’uso del passaporto per i non europei).

2 ottobre 1997, Trattato di Amsterdam,  firmato dagli allora 15 paesi dell’Unione europea, entrato in vigore il 1º maggio 1999

Si chiude l’ultimo decennio del primo millennio con il trattato di Amsterdam che definisce e blandisce l’adesione dei paesi dell’est dopo la dissoluzione dell’Urss, stende il progetto moneta unica, avvia Erasmus, Austria, Finlandia, Svezia  aderiscono e cadono le frontiere con Schengen.

1º gennaio 2002, ha effettivamente inizio la circolazione monetaria dell’EURO nei dodici Paesi dell’Unione Europea

Il secondo millennio vede concomitanti la nascita dell’Euro (con Francia e Germania in primis a portare avanti insieme una linea assoluta) e un terrorismo globale che fa stendere nuove norme di sicurezza comuni (revisione e applicazione nel 2003 del regolamento di Dublino), un piano di difesa europea ma troppo limitata alla criminalità ordinaria, economica e molte prese di posizioni autoderminanti, spesso bilaterali, dei paesi più forti… con molto poco di federale e comune. Aderiscono altri 10 Stati, la Bulgaria e la Romania. UK, Danimarca e Svezia non aderiscono alla moneta unica dell’Euro perché giudicate non vantaggiose ed eque le proposte di cambio, e perché  il “pound” non può scomparire. E’ forse la prima avvisaglia di una “brexit” latente da sempre, rimandata perché succubi degli “sconti” (concessi dal 1986 a UK, Germania, Austria, Svezia, Paesi Bassi  in % diverse e consistenti, mai usufruite da Italia e Francia) sulle quote da versare annualmente al bilancio comune.

Solo 19 Stati entrano nell’area Euro: quindi esistono di fatto già due Europe diverse

Oggi ancor più di ieri,  diventa un privilegio contro equità e unità, i dettami dei Padri dell’Europa. Solo 19 Stati entrano nell’area Euro: quindi esistono di fatto già due Europe diverse. Il secondo decennio del duemila vede la luce il trattato di Lisbona, un rinnovo di quello di Dublino, revisione laica della Convenzione, quello dei diritti umani protezione persone e del paesaggio. Di converso, a seguito della crisi economica-finanziaria mondiale e l’avvio della unione bancaria (unico atto positivo se gestito come guida di tutte le banche centrali e di tutte le banche europee e di barriera alle speculazioni finanziarie conseguenti al crollo del 2008-2009), diversi atti accentuano ancor più certe differenze sostanziali fra paese/paese nel tentativo di migliorare i rapporti fra Stati e fra Bruxelles e diverse capitali europee dell’Est. Troppi compromessi al ribasso per avere unanimità di voto. Prende forma nel 2012 il patto fiscale e l’austerity di bilancio (ennesima eccezione concessa a UK e Rep. Ceca), la Croazia diventa il 28° membro, nel 2014 esplodono in parlamento gli euro-scettici.

(segue seconda parte a breve su Newsfood.com)

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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