Storia dell’Europa, verso la PAC 2021 – 2027 (Seconda parte)… 1957-2020, dal Mec alla Pac

Storia dell’Europa, verso la PAC 2021 – 2027 (Seconda parte)… 1957-2020, dal Mec alla Pac

Politica Agricola Europea, 1957-2020, dal Mec alla Pac… passi avanti… indietro… cambi necessari… incompiute

L’Europa fin da subito (vedi art 39 del trattato di Roma del 1957)  punta sull’incremento della produzione agraria per garantire alimentazione, sulla garanzia di un tenore di vita equo nelle aree rurali, sulla stabilizzazione dei mercati, sugli approvvigionamenti esterni, sui prezzi giusti al consumo e su introduzione di sistemi tecnologici-agronomici per aumentare la produttività.
Il MEC punta su direttive (ogni paese membro deve adottare la norma per una armonizzazione comune) e regolamenti (norma vincolante applicabile anche da imprese e persone) per fornire lo sviluppo.  

Negli anni 1970-1980  la “massima produttività”

Negli anni 1970-1980  la “massima produttività” mandò in tilt i magazzini francesi e generò enormi eccedenze per cui si dovettero pagare gli esportatori per esportare le eccedenze. Furono anni di grosse difficoltà politiche perché l’opinione pubblica europea era contraria a finanziare sia i surplus produttivi che gli esportatori mondiali i quali avevano in portafoglio le alte produzioni americane a un costo inferiore.
Gli USA chiedevano spazio sul mercato CEE e il ministro italiano Giovanni Marcora fu un baluardo contro le scelte condivise da Francia-Germania insieme appoggiati da Belgio, Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi, Lussemburgo. Nel 1983-84 si registrano surplus da nord a sud Europa. Sono emanate una serie di regolamenti tesi a bloccare le produzioni eccedenti, senza però  introdurre valide alternative al modello di “vita agricola” che ancora serve alla UE, soprattutto negli scambi commerciali.

… aboliti i dazi doganali fra gli stati membri, istituite tariffe doganali verso stati terzi

Sono aboliti i dazi doganali fra gli stati membri, istituite tariffe doganali verso stati terzi. Per mantenere il prezzo dei prodotti remunerativo è istituito il Feoga, fondo di orientamento e garanzia, che acquista le eccedenze a un prezzo inferiore all’intervento, poi rivendute al ribasso ai paesi terzi, addirittura distrutte (… arance siciliane, latte francese, carne tedesca). Il Feoga fu un danno perché favorì le più grandi aziende efficienti in economie di scala del nord-Europa che si accontentarono del minimo valore garantito e dei prelievi tariffari impoverendo il mercato e favorì la “sussistenza” delle piccole imprese che non si innovarono, ingrandirono, concentrarono. Molte imprese del sud-Europa chiusero, altre si accontentarono dei sussidi a non produrre e a non allevare, aggravate ancor più dalle quote di produzione partite nella prima metà anni ‘80.

… sovvenzioni alle esportazioni che compensavano il più alto prezzo CEE

Allo stesso tempo furono decise delle sovvenzioni alle esportazioni (dette restituzioni) che compensavano il più alto prezzo CEE rispetto a quello internazionale Usa-Urss su cui operavano i grandi esportatori. Nacquero forti guadagni e surplus per le aziende pubbliche-private incaricate di “pulire” il mercato interno senza nessun onere passivo o gestionale da sostenere per anni, mantenendo i prezzi “teorici” in Europa erano sempre alti.

Con il trattato di Maastricht del 1992 nasce la PAC

Con il trattato di Maastricht del 1992 nasce la PAC che dirotta il sostegno economico (misure e azioni dei pilastri interni ed esterni) per tutti i 12 Paesi dal prezzo-mercato al reddito-produttori: nascono innumerevoli sovvenzioni a fondo perduto (minori per le piccole imprese mediterranee ed enormi per le grandi del nord Europa), meno adeguamenti ai prezzi, più aiuti ai metodi green (sono quasi 30 anni che si normatizza il green).

2003 parte una nuova visione di PAC con un insieme di azioni-misure orientate al sostegno del reddito agli agricoltori

Nel 2003 parte una nuova visione di PAC con un insieme di azioni-misure orientate al sostegno del reddito agli agricoltori: una formula lineare e non crescente o decrescente che favorisce le imprese più grandi e industriali, eliminando il legame produzione-sovvenzione, con un sostegno al reddito “a superficie” purché indirizzato all’ambiente, sicurezza alimentare, più tracciabilità, più certificazione e più Doc-Dop (come l’Italia ha chiesto) e benessere degli animali  allevati. Purtroppo questa “versione” vedeva un eccesso determinante della mano pubblica in tutte le azioni con formule delegate nazionale a strutture organizzative precostituite.

Nel 2007 viene nuovamente tarato tutto il programma PAC perché non compiuto

Nel 2007 viene nuovamente tarato tutto il programma perché non compiuto, accentuando i passaggi burocratici senza una decisa applicazione della tecnologia interattiva, anzi aumentando enormemente il numero della struttura impiegatizia a Strasburgo e a Bruxelles, una doppia sede politica, costi fissi elevati, migliaia di dipendenti.

Nuova riforma della PAC 2014-2020… troppo basata sul sostegno diretto

Nuova riforma della PAC 2014-2020 che vede (purtroppo ancora incompiuta perché troppo basata sul sostegno diretto) una linea privilegiata per l’occupazione nelle zone rurali (troppo marginale e ancora in forma orizzontale uguale per tutti).
Collegata al modello di coesione territoriale in cui la innovazione tecnica imprenditoriale e principi di sostenibilità, capisaldi della crescita ipotizzata in una logica però strettamente dipendente alla “austerity di bilancio” degli Stati.
Modello di sostegno binario che però non ha favorito i Paesi che presentavano deficit e disavanzi di bilancio non in linea con le regole di controllo della spesa pubblica (perdendo ogni valenza quindi di sussidiarietà e solidarietà prevista dalla fondazione della CEE).

La PAC punta così alla sicurezza alimentare a livello mondiale

La PAC punta così alla sicurezza alimentare a livello mondiale, a creare una gestione sostenibile delle risorse naturali secondo i cambiamenti climatici, al mantenimento di una vita economica soddisfacente in aree rurali e di sviluppo armonioso in tutti i paesi dell’UE. 

La PAC oggi è finanziata con le risorse del bilancio annuale

La PAC oggi è finanziata con le risorse del bilancio annuale entro un piano prestabilito pluriennale di affidamento obiettivi-risorse e ridistribuisce circa il 33% del totale delle entrate UE (in origine rappresentava il 75% della spesa totale). Oggi, 2021-2027, siamo nuovamente obbligati a dover cambiare totalmente i vari pilastri, azioni e misure collegate per capitoli. La PAC è impostata in tre grandi capitoli-tematici: sostegno mercato, sostegno reddito, sostegno sviluppo rurale. Ma ogni dimensione economica va adattata alle realtà regionali, alle marco-regioni ben oltre i confini di PSR regionali, ma nello stesso tempo non superiori alla circonferenza nazionale.
La tempistica naturalmente lenta della agricoltura (per produzione e clima), con la PAC non deve essere accentuata e castigata (con burocrazia e modulistica) ma semplificata e favorita da integrazioni settoriali verticali e orizzontali rientranti nella sicurezza, nell’e-commerce, nella distribuzione, nella occupazione-produttiva fondamentale più delle aree interne svantaggiate che nelle terre pianeggianti fertili. Una eventuale ristrettezza di bilancio delle PAC 2021-2027 sarebbe molto meglio che fosse a carico di imprese grandi, efficienti, dimensionate, ricche, societarie e capitalizzate rispetto ad una grande fetta di “agricoltura europea” di aree difficili, dalla Piccardia a Pantelleria, dall’Andalusia a Danzica, dai Pirenei ai Carpazi.
 Vedi anche (Prima parte)
Storia dell’Europa, verso la PAC 2021 – 2027 (Prima parte) … vademecum di fatti avvenuti, eventi, cronologia e piccoli commenti 25 Febbraio 2020

PAC – Politica Agricola Comune. Cosa era, come è nata, quali erano gli obiettivi dei Padri Fondatori dell’Europa L’ Europa di oggi è però ben lontana da quella agognata… Pionieri della Europa furono politici con una lungimiranza impressionante, nomi della resistenza … Leggi tutto

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
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