Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede della Confesercenti a Milano Marco Venturi, presidente della Associazione ha lanciato un altolà sulle norme
riguardanti gli studi di settore nella legge finanziaria: “oltre tre milioni di imprese sono di fatto rimaste escluse da interventi di alleggerimento fiscale.

Sarebbe inaccettabile che, per giunta, le pochissime novità sugli studi di settore presenti nella finanziaria fossero peggiorate nel corso del confronto alla Camera.
Viceversa noi chiediamo con forza un sistema premiale che preveda una riduzione dell’aliquota del 5 per cento per quelle imprese che vanno oltre i livelli della congruità e coerenza
fiscale previsti dagli studi di settore. Inoltre va alzata la fascia di esenzione dell’Irap dagli attuali 8000 a 10 mila euro.
Siamo convinti che alla Camera la Finanziaria debba essere migliorata prevedendo anche che la restituzione dell’extragettito strutturale del prossimo anno coinvolga le pmi oltre al lavoro
dipendente.

Penalizzare queste imprese vuole dire colpire quelle aziende che creano più sviluppo e occupazione”.
E sul controverso tema del protocollo Welfare Venturi ha sottolineato: “non vorremmo che il corpo a corpo fra le due anime del centrosinistra finisca per stritolare le esigenze delle pmi.
Non è più possibile che la concertazione veda dei veri codecisori, come Confindustria e sindacati, mentre tutti gli altri possono solo avallare intese raggiunte altrove.
Noi invece riteniamo che il testo approdato alla Camera debba essere rivisto: sul lavoro a chiamata, sul part-time breve, sulla stagionalità non si deve perdere l’opportunità di
creare le condizione per sostenere le imprese e creare nuovo sviluppo ed occupazione. Oggi invece il rischio è che ci siano alcune migliaia di posti di lavoro in forse”.