Studio dell’Istat sull’occupazione dei giovani post-laurea: ingegneria la facoltà che garantisce più facile accesso al mondo del lavoro

Studio dell’Istat sull’occupazione dei giovani post-laurea: ingegneria la facoltà che garantisce più facile accesso al mondo del lavoro

A tre anni dal conseguimento di una laurea tradizionale a ciclo lungo, ottengono piu’ facilmente un’occupazione i laureati del gruppo ingegneria (81% di occupati), quelli del gruppo farmaceutico
(74%) e dell’economico-statistico(66%). Buoni rendimenti occupazionali presentano anche le lauree in Economia Aziendale e Odontoiatria. Le quote piu’ contenute di laureati con occupazione
continuativa si registrano per i gruppi medico (24 casi su 100 laureati) giuridico (31%), educazione fisica (46%), geo-biologico (47%) e letterario (49%). Le basse performance dei medici e degli
avvocati si spiegano perche’ a tre anni dalla laurea i medici sono spesso impegnati nelle scuole di specializzazione e anche i laureati del gruppo giuridico ritardano l’ingresso nel mondo del
lavoro a causa del praticantato necessario per sostenere l’esame di Stato.
  Lo rileva l’ISTAT che ha condotto uno studio sull’inserimento professionale di un campione di laureati nel 2004 sia in corsi di lunga durata (4 – 6 anni) sia in corsi di durata triennale.
Elevate quote di disoccupati sono anche presenti tra i laureati in Psicologia, Fisica, Matematica e Conservazione dei beni culturali. Il lavoro stabile rappresenta soprattutto per le donne un
obiettivo difficile perche’ solo il 53% di loro ha un’occupazione continuativa contro il 60% degli uomini. Anche a livello territoriale si riscontrano delle differenze: il 66% dei laureati del
Nord ha un’occupazione stabile contro il 43% del Mezzogiorno e il 54% del Centro.
  A distanza di tre anni dalla laurea triennale sono soprattutto le professioni infermieristiche (73%) a registrare le migliori performance occupazionali; seguono le scienze farmaceutiche,
le tecnologie informatiche, le scienze della mediazione linguistica e disegno industriale, tutti con valori superiori al 60%. I valori piu’ elevati di disoccupazione appartengono ai laureati in
scienze giuridiche e in biotecnologie.
  Tra i laureati che svolgono un’attivita’ iniziata dopo il conseguimento del titolo, ha un rapporto di lavoro a termine il 37% dei laureati in corsi lunghi e il 45% dei laureati triennali;
il lavoro part time riguarda 1 occupato su 7, soprattutto donne. In generale gli uomini sembrano trovare condizioni migliori di inserimento professionale con quote piu’ elevate rispetto alle
donne per occupazione continuativa, contratti senza scadenza e orario pieno.

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