Verona continua a sorprenderci. Questa volta in meglio. Archiviate le velleità «novembrine» siamo di fronte ad una splendida manifestazione organizzata con tutti i
crismi. Innanzitutto il posto: i Giardini Giusti, uno splendido esempio di giardino all’italiana del 1400, che qualche anno fa ospitò una riunione dell’Ecofin.

Tempo inclemente, aria malinconica, ma bel colpo d’occhio. Situato di fianco al Teatro Romano di Verona con gli scrosci dell’Adige in sottofondo. Una due-giorni integrata da
interessanti visite, con differenti percorsi, alle Cantine dei produttori presenti. Troviamo – finalmente! – hostess cordiali, sorridenti, efficienti. Il catering dei Salumi
Benedetti in giusta quantità con uno staff molto simpatico e disponibile. Produttori rilassati anche nei momenti di maggiore affluenza e nonostante il periodo di crisi.
Ampi spazi, soprattutto quelli per le degustazioni guidate. Volte dipinte che grondavano storia. Un plauso sincero al Consorzio ed al presidente Luca Sartori, unitamente alla
richiesta di maggiori e piu’ severi controlli non solo dal punto di vista tecnico ma – come «moral suasion» – anche da quello della reale vocazione vinicola…

Presso qualche produttore si avvertiva la sindrome da «band-waggon» cioè il cavalcare la moda del momento.

In ogni caso un’ottima pagina e vetrina per il vino italiano.

Il «combo»* di Jazz Wine ringrazia pubblicamente i colleghi Clementina Palese e Fabio Piccoli di Comunicalia, sempre presenti, premurosi e proattivi.

(* combo = nel jazz, sinonimo di piccolo gruppo)

Gianni «Morgan» Usai

[email protected]
[email protected]