Torino – Entra energia ed escono manufatti e tecnologia, è su questa dinamica che si muove l’interscambio commerciale Italia-Russia.

Terzo partner commerciale europeo della grande Federazione, dopo Germania ed Olanda, l’Italia ha registrato lo scorso anno un nuovo record nelle esportazioni verso questo Paese, sfiorando i 10
miliardi di euro in valore, con un incremento del 25,6% rispetto al 2006. I manufatti piemontesi in particolare corrono davvero veloci verso Mosca, tanto da aver raggiunto lo scorso anno quasi
gli 800milioni di euro di esportazioni (pari all’8,3% delle esportazioni italiane verso la Federazione), delle quali ben il 42,6% è rappresentato dal valore delle vendite delle imprese
torinesi, che arrivano a sfiorare il 50% di incremento rispetto al 2006.

Ad approfondire le caratteristiche, peculiarità ed opportunità offerte da questo mercato sempre più strategico per la crescita delle nostre esportazioni è dedicato
l’ultimo numero di Sviluppo, la rivista bimestrale di Unioncamere che viene oggi presentata a Torino.

All’incontro hanno partecipato Alessandro Barberis, presidente della Camera di commercio locale e vice presidente di Unioncamere, l’ambasciatore Ferdinando Salleo di
San Filippo
, e Carlo Borgomeo, presidente della C. Borgomeo&Co ed esperto di politiche di sviluppo dei territori.

«Sviluppo nasce per essere strumento di dibattito e di confronto con tutte le componenti istituzionali, economiche e sociali italiane – ha spiegato Alessandro
Barberis
– Vuole essere un «luogo» aperto, nel quale le diverse anime all’interno del sistema camerale o che con esso si confrontano, sono invitate ad offrire una
lettura dei fatti e degli avvenimenti che interessano il mondo produttivo italiano e l’intera società. Non a caso tra gli argomenti dell’ultimo numero di Sviluppo c’è l’evoluzione
economica e politica della Russia».

Come evidenziano le analisi riportate nella sezione Mercati, a firma di Salleo, di Paolo Guerrieri (Iai e Università di Roma, La Sapienza) e di Francesca Gori (responsabile News Areas
Development Programs Istitutional and International Affairs di Unicredit Group), la Russia, interessata in queste settimane dal delicato passaggio di consegne tra Putin e Medvedev, costituisce
un mercato particolarmente importante per le nostre imprese. Le esportazioni italiane verso la Federazione sono costituite principalmente da macchine e apparecchi meccanici, prodotti tessili e
abbigliamento, mobili, cuoio, metalli e prodotti in metallo, macchine elettriche ed ottiche. Le importazioni, invece, sono rappresentate in primo luogo dalle materie prime e dal metallo e
prodotti in metallo. In Russia vanno particolarmente bene gli affari dell’industria calzaturiera italiana (la Russia acquista qualcosa come 50 milioni di paia di scarpe dall’Italia) e di quella
del mobile.

Questi andamenti, come chiarisce il Presidente della Camera di commercio di Torino, Alessandro Barberis, fanno della Russia «un mercato fortemente dinamico e in
rapida evoluzione, al quale l’Italia guarda con molto interesse. Rimane tuttavia ancora un paese difficile, nonostante le dinamiche economiche positive. Le nostre imprese incontrano
spesso problemi ad affacciarsi su questo mercato, specie senza un supporto adeguato. Ecco perché riteniamo utile l’attività di affiancamento e di promozione che caratterizza le
missioni camerali».

Oltre all’ampia sezione dedicata alla Russia, il numero di Sviluppo presentato oggi contiene un articolato Dossier nel quale, prendendo spunto dal Rapporto Unioncamere sulle società
partecipate dagli enti locali, Cesare Vignocchi (Ref), Oscar Giannino (direttore di Libero Mercato), Giulio Sapelli (Università di
Milano), Raffaele Morese (presidente di Confservizi) e Marco Piuri (direttore generale di FNM Spa) commentano questa prima mappa del capitalismo pubblico
locale, evidenziandone pregi, limiti e criticità.

Quale politica è possibile immaginare per lo sviluppo del Mezzogiorno? Se lo chiede Carlo Borgomeo nelle pagine dedicate ai temi dell’economia. Da profondo conoscitore
delle realtà territoriali ma anche dei limiti di un intervento pubblico incapace in tanti anni di dare risposta alle esigenze di crescita economica e sociale delle regioni meridionali,
Borgomeo risponde con un decalogo di proposte concrete e con un invito forte alla responsabilità da parte di tutte le componenti sociali, economiche ed istituzionali.

Al capitalismo delle reti è dedicato invece l’articolo di Aldo Bonomi (direttore del Consorzio A.A. Ster) pubblicato nella sezione Territori. La crescente competizione
economica, l’evoluzione del concetto di identità culturale e le trasformazioni politico-istituzionali in direzione del decentramento e del federalismo hanno messo in discussione, dice
Bonomi, i modelli di governo tradizionali. Anche questi processi hanno consentito l’evoluzione di un sistema di relazioni nuovo – il capitalismo delle reti, appunto – le cui dinamiche emergono
in maniera particolare nelle regioni nord-occidentali.

La sezione Idee, infine, ospita una riflessione di Alberto Valentini (presidente del Comitato scientifico di Retecamere e docente di Statistica sociale all’Università La
Sapienza di Roma) sul Terzo Settore, ricostruendone la crescente importanza a livello economico e sociale nel nostro Paese.