Tabacco, Vecchioni: «prolungare fino al 2013 il regime attuale»

Prolungare sino al 2013 la possibilità per gli Stati membri di riservare una quota parte di pagamento accoppiato alla produzione di tabacco, per garantire la continuità della
coltivazione nelle zone a spiccata vocazione; salvaguardare le entrate dei produttori tabacchicoli; mantenere il livello occupazionale nelle aziende tabacchicole, ma anche nell’industria di
trasformazione e nell’indotto.

E’ questa la richiesta del presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni, intervenuto oggi a Città di Castello al confronto sul settore tabacco organizzato da Interbright.

Vecchioni ha ricordato che, mentre le OCM delle colture mediterranee hanno durata fino al 2013 il tabacco ha un termine diverso: il 2009. Fino a tale data si applica il disaccoppiamento
parziale, con una parte del premio (60%) erogato in modo accoppiato alla produzione. Successivamente, a partire dal 2010 e fino al 2013, si prevede di avviare un processo di riconversione
attraverso una dotazione finanziaria pari al 50% degli aiuti percepiti dai tabacchicoltori nel 2000-2002.

Tale impostazione si basava sulla convinzione che la modifica dell’OCM potesse comportare: da una parte l’innalzamento dei prezzi di mercato, dall’altra l’individuazione di colture di
sostituzione, che avrebbero consentito di mantenere l’occupazione e il tessuto socio economico inalterato.

«A due anni dalla riforma – ha detto il presidente Vecchioni – né l’uno né l’altro obiettivo sembrano concretizzarsi, di contro le zone dove si è applicato il
disaccoppiamento totale presentano gravi problemi occupazionali e di riassetto territoriale.»

Il quadro produttivo mondiale, negli ultimi anni, si è notevolmente modificato con una produzione crescente in Brasile, Cina, Argentina, Malawi, Zimbabwe e India.

A livello comunitario la produzione è meno del 4% di quella mondiale, ma il tabacco prodotto, nonostante il peso relativamente basso nel conteso mondiale, è considerato
determinante per la realizzazione delle miscele maggiormente apprezzate dai consumatori.

Prima della riforma, la Grecia, l’Italia e la Spagna insieme rappresentavano l’87% della produzione totale di tabacco grezzo della UE. Oggi si registra, negli stessi Paesi, una riduzione negli
investimenti che va dall’80% in Grecia, al 20% in Spagna, al 7% in Italia. Non si dispone ancora dei dati di produzione definitiva della seconda campagna dopo la riforma, ma il calo è
evidente, ben 100.000 tonn. e il 30% di superficie in meno

Nel contesto comunitario l’Italia rappresenta circa il 50% della produzione con un livello qualitativo generalmente buono.

Le prospettive di mercato, per quanto riguarda le varietà maggiormente coltivate in Italia, sono estremamente positive. Lo dimostra l’andamento dei prezzi: il raffronto tra quelli del
raccolto 2006 e quelli del 2007, a consegne ormai ultimate, evidenzia incrementi mediamente nell’ordine del 30- 50% e per alcune varietà anche del 70%.

«Con questi presupposti – ha detto il presidente di Confagricoltura – appare evidente che un prolungamento dell’attuale meccanismo di aiuto potrebbe consentire al mercato e alle aree
rurali di adattarsi alle nuove condizioni, favorire il perfezionamento del processo di riqualificazione della produzione e di sperimentazione agricola finalizzata ad un migliore orientamento al
mercato, evitando gli effetti economici ed occupazionali negativi, conseguenti all’eventuale abbandono della coltivazione.»

L’occupazione nell’Unione Europea :
oltre 500 000 posti di lavoro diretti
cioè 130 000 conduttori
e 400 000 stagionali

L’occupazione in Italia
110.000 addetti coinvolti
13.200 occupati nella prima trasformazione
4.000 lavoratori nelle manifatture

Le aziende produttrici
Nelle aziende europee produttrici di tabacco :
la superficie media delle terre coltivate a tabacco : 1 – 2 ha
incidenza media del premio nel reddito di gestione : 60%

La produzione europea di tabacco grezzo
350 000 tonnellate di tabacco grezzo,
130 000 ettari di produzione,
1000 – 2000 ore di lavoro all’ettaro secondo le varietà

Il consumo europeo di tabacco grezzo
800 000 tonnellate di tabacco grezzo consumati ogni anno
di cui 250 000 tonnellate prodotte nell’Unione Europea
l’Europa importa il 70% del proprio fabbisogno di tabacco grezzo

Paesi produttori nell’Unione europea
Grecia (ha optato per il disaccoppiamento totale, produce solo la varietà degli orientali che spuntano prezzi molto alti), Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Germania, Polonia,
Ungheria, Bulgaria.

Il budget
1 miliardo di euro a sostegno della coltivazione di tabacco
63 miliardi di euro di tasse sulle sigarette per gli stati membri
Il calcolo del budget totale è stato effettuato dalla Commissione sulla base delle quantità prodotte nel periodo di riferimento 2000-2002 per le quali è stato concesso un
aiuto.
L’ammontare complessivo del budget italiano è pari a 334,7 milioni di euro.
Il 60% (parte accoppiata) corrisponde a 200,821 milioni di euro.

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