Tannico.it, vola il fatturato del più grande portale italiano ecommerce del vino

Tannico.it, vola il fatturato del più grande portale italiano ecommerce del vino

TANNICO.it, bilancio 2019, Ecommerce del vino – Volano fatturato e vendite dell’enoteca online

L’Italia è un mercato speciale per la vendita online del vino. Il solo atto commerciale può far crescere il fatturato ma forse non gli utili. Gli investitori hanno bisogno di un canale diversificato. I grandi marchi devono credere nella funzione extra-vendita dell’online. E’ una intermediazione che si inserisce fra distribuzione organizzata e  portali dei produttori.
L’e-commerce del vino in Italia deve essere anche strumento culturale ed emozionale.

 

Non c’è bisogno di affermare che, se Tannico.it non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. E come questo tanti altri piccoli portali nazionali che si sono lanciati, e si cimentano tutti i giorni, nell’e-commerce online del vino e non solo.

Come Ceves-Ovse abbiamo dal 2015 iniziato alcune indagini e ricerche sulla vendita online di cibo e vino italiano arrivando a pubblicare dati, analisi, successi e insuccessi, motivazioni, obiettivi… risposte e adesioni dei produttori italiani, siti aziendali di vendita, enoteche aperte anche sul web oltre che con negozio…abbiamo interpellato, incontrato, vivisezionato diversi portali – superportali anche all’estero come Londra o Chicago o Berlino – in cui la vendita del vino e del cibo italiano fa fare fatturati enormi ad aziende-ditte straniere al posto delle aziende italiane.

Ecommerce del vino in crescita

Abbiamo anche pronosticato già due anni fa – pieno per vuoto e cibo per vino – che il mondo dell’ecommerce è molto in espansione, crescerà ancor più ovunque… ma molto più lentamente, molto meno, con fatturati inferiori in Italia perché abbiamo riscontrato oramai in 5 anni “di ricerche e analisi” una specie di barriera all’entrata economica delle impese vitivinicole ad eccezioni delle più grandi e più in difficoltà e una ancora alta disaffezione nazionale ad usare carte di credito e pagamenti online. Solo su Amazon e solo per prodotti “non deperibili” la spesa degli italiani è abbastanza in linea, ma sempre dopo, con i vicini europei.

Tannico.it è un ottimo esempio di come sia stata applicata la tecnologia digitale per dare soddisfazione al consumatore. Sapere che il fatturato cresce, anno su anno, e bene, e che nuovi investitori continuano a credere nel progetto, finanziano, compreso start up di settori collaterali o supplementari,  fa ben sperare.

Credo che il presente e il futuro del successo della vendita online di vino, lasciamo stare il cibo confezionato che ha altri aspetti di servizio e di resa come per esempio la stessa Eataly dimostra, si basi su velocità e chiarezza delle informazioni disponibili, sulla efficacia ed efficienza dei sistemi logistici più avanzati e su servizi aggiuntivi extra punto vendita tradizionale più che nel fatturato lordo perché i costi della innovazione tecnologica all’inizio e da aggiornare sempre con nuovi algoritmi applicati  sono altissimi e sproporzionati al fatturato stesso, non parliamo poi degli utili netti.

Tannico.it , modello di business vincente a medio-lungo termine

E’ vero anche che il modello di business messo in atto da Tannico – come diversi esperti asseriscono – si inserisce con pro e contro nella filiera distributiva quasi esclusivamente nell’off-trade offrendo servizi all’acquirente più comodi e diretti delle forme tradizionali tramite accessi-servizi di delivery. Certo viene meno il contatto diretto con l’enotecario, il produttore, il sommelier di turno… ma se la “informazione” scritta e tecnica è sufficiente e ben calibrata (nb: in base al tipo di acquirente e in base al legame tipo vino-tipo acquirente-spesa media) supplisce a quella carenza “ di contatto” che nella alimentazione e bevanda top o leader rende ancora più esclusivo l’acquisto e il consumo.

Diciamo che manca quell’effetto edonistico-coinvolgente che fa anche esperienza ed esclusività. Bisogna correre ai ripari sul web e nei siti e-commerce per cercare di rispondere prima possibile al consumatore non maturo e conoscitore… e a tutto il resto.
Il rischio di non-crescita veloce e diretta può essere data proprio da un non coinvolgimento e/o attenzione e/o attrazione a quel consumatore medio di fascia leggermente inferiore e più anziano.

Oggi i sondaggi danno questa fascia di consumatori come i primi per fedeltà al consumo, numero di atti di acquisto, continuità di acquisti, carrello più pieno. Credo che ci sia da porre molta attenzione anche all’on-trade e su questo canale occorre non improvvisazione, non traslazione, non trasferimento di altre competenze e conoscenze ma un approfondito e ben conosciuto canale-filiera assai diversificato, complicato, complesso anche in termini solo di banale costo o prezzo finale al consumatore.

Chi è il cliente tipo dell’e-commerce del vino?

Credo anche che il solo rapporto BtoC non sia sufficiente. Che un vero modello superiore di business, molto completo, più redditizio, più ricco, più diversificato possa essere quello di soddisfare ai massimi livelli le esigenze degli operatori-acquirenti del BtoB. Un tradizionale portale online di vendita al consumatore finale diventa un competitor diretto del mondo Gda e Horeca, determinando quindi una concorrenza basata solo sul prezzo e informazione diretta, quando invece altri possono essere servizi più interessanti per una certa clientela.

Bisogna attivare servizi-accessi-trasporti che generino un valore aggiunto apprezzato dagli operatori-clienti non in primis dall’offerente e dal portale. L’e-commerce in Italia è molto diverso da quello in Svezia o Olanda o Usa.

La rete online è una arma a doppio taglio: il prezzo esposto è disponibile al 100% dei potenziali acquirenti sia off che on, per cui la consegna di bottiglie in tempi brevissimi in sole grandi città è già di per se stesso un vincolo enorme di fronte alle condizioni e-commerce in Italia e alla orizzontalità del mercato. I costi fissi poi sono sempre alti indipendentemente dal numero di bottiglie vendute, soprattutto se il margine-utile è molto ridotto.

Tannico.it : bene il fatturato lordo ma come è possibile fare utili con margini di guadagno modesti in un mercato on line dove vale principalmente l’affare, lo sconto, il prezzo basso?

Al di là quindi del successo ottenuto in termini di fatturato lordo da parte di Tannico che fa sempre bene ed è un segnale positivo, tutte le piattaforme di vendita online del vino BtoC (ma anche di altri settori) non riescono a soddisfare le esigenze e gli obiettivi delle cantine più prestigiose, in quanto non realizzando direttamente incrementi di  fatturati (economici e di diffusione e di referenza alta nell‘ on trade), diventa un canale poco seguito, poco spinto.

I costi adv della piattaforma sui motori di ricerca che contano diventano troppo alti.  In questo una politica di sviluppo degli acquisti in continuità, regolari, ripetuti e con volumi in crescita è l’unica strada per creare utili.

Mi piace cogliere l’occasione per segnalare la piattaforma www.enolo.it , la più innovativa oggi sul mercato italiano, attiva e dinamica proprio nella alta logistica, alta tecnologia, alto servizio all’acquirente, grande supporto diviso fra off-trade e on-trade, contatto stretto e diretto con singole cantine, scelta di cantine top, servizi materiali e pratici svolti per il venditore e per l’acquirente in una logica esclusiva di crescita delle “utilità” per tutti gli investitori, clienti e fornitori.

Secondo le nostre ricerche e analisi di mercato interno nazionale, una piattaforma non solo commerciale, può anche essere uno strumento molto più culturale, più affermativo, più consolidante, più promuovente il “ vino italiano” in generale presso proprio il consumatore locale, nazionale un po’ dimenticato e abbandonato dalla “voglia di export” e di consumatori esteri.

 

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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Nota della redazione
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