Tartufi e tarocchi: quelli “autoctoni veraci” sono sempre più rari ma di Alba e di Acqualagna se ne vendono sempre di più

Tartufi e tarocchi: quelli “autoctoni veraci” sono sempre più rari ma di Alba e di Acqualagna se ne vendono sempre di più

Alba ed Acqualagna sono i maggiori “produttori”, meglio dire grossisti raccoglitori, in quanto è lì che arrivano da tutta Italia, e anche da altri Paesi, i Magnatum Pico e i neri pregiati, raccolti e/o coltivati,  riconosciuti come figli legittimi, e poi spacciati per prole nobile naturale di primo letto.

Se solo fosse così, non sarebbe un gran male (dal punto di vista qualitativo e naturale del tubero; è comunque un delitto previsto dal Codice Penale e va punito come tale).

Visto il costo non è da escludere che qualche Magistrato possa considerare il Re Tartufo come un oggetto prezioso ed allora si rischia addirittura il carcere.

Nota:

FRODE NELL’ ESERCIZIO DEL COMMERCIO

Articolo 515 “Chiunque, nell’esercizio di una attività

commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico,

consegna all’acquirente una cosa mobile per un’altra,

ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o

quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito,

qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la

reclusione fino a due anni o con la multa fino a Euro 2.065.

Se si tratta di oggetti preziosi, la pena è della reclusione

fino a tre anni o della multa non inferiore a Euro 103″.

Vedi anche:

– La Legge 16 dicembre 1985, n.752 “Normativa quadro in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo”.

– La Legge 17 maggio 1991, N. 162. “Modifiche alla legge 16 dicembre 1985, n. 752, recante normativa quadro in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo”.

– La Legge Regionale del 6 Ottobre 1987 n. 34. “Norme per la tutela e la valorizzazione dei funghi e dei tartufi”.

Il problema vero sta nella truffa che colpisce sia il portafoglio che la salute dei malcapitati “buogustai”.
Spesso infatti si acquista, o si mangiano al ristorante, tartufi (oli, creme, patè, uova, ecc.) che non sono neppure parenti dei preziosi tuberi ma i loro legami di parentela sono con il petrolio, in particolare con un suo derivato: il bismetiltiometano.

Nell’articolo di Attilio Scotti, che prende spunto da un libro di Aldo Cazzullo, un giornalista albese che conosce molto bene le vere Trifule, si parla proprio di queste truffe.

E la Legge cosa dice? … dica quello che vuole, l’importante è il Dio Denaro.
Resta inteso che il Bismetilbiometano è un prodotto aromatico consentito dalla Legge e costa un sacco di soldi. Pare che una boccettina da 100 cc costi qualche centinaio Euro ma una sola goccia è in grado di trasformare qualche chilo di “tuberi insignificanti”, senza patria e senza alcun sapore, in “re tartufo” per qualche ora, creando anche problemi di digestione.

E’ mai possibile che ci lamentiamo continuamente dei tarocchi alimentari che procurano grandi danni al Made in Italy quando siamo noi stessi a taroccare le nostre eccellenze?

La risposta la lasciamo agli organi preposti al controllo ma occorrerebbe anche semplificare le nomative e fare in modo che l’acquirente, che si può permettere di pagare 300 Euro per un Tartufo, possa essere sicuro di ciò che compra. E non è nemmeno giusto rifilare alla signora Maria un “olio tartufato” al petrolio giocando sulla differenza tra “Aroma naturale di tartufo” e “aroma di tartufo”. (L’argomento è trattato dal Dott. Alfredo Clerici su Newsfood.com )

Ecco i prezzi ufficiali dei tartufi
Data: 27 ottobre 2011 10:08:29 GMT+02:00

Oggetto: Borsa nazionale del Tartufo Bianco del Piemonte: il prezzo schizza a 300 euro l’etto

Borsa nazionale del Tartufo Bianco del Piemonte: i prezzi rilevati questa settima. Saluti

Quotazioni all’ettogrammo sul mercato di Asti del Tartufo Bianco del Piemonte al  26 ottobre 2011:

Prezzi al cercatore:
– pezzatura medio piccola da  140   a  190     euro
– pezzatura medio grande da  190  a  240     euro

Prezzi al consumatore:
– pezzatura medio piccola da  190   a    240     euro
– pezzatura medio grande da   240  a    300     euro

Ed ecco la newsletter di Attilio Scotti:
Data: 27 ottobre 2011 16:10:20 GMT+02:00

TARTUFI COME CILIEGIE
Il collega giornalista Aldo Cazzullo del Corriere della Sera, nonchè bravissimo scrittore, ha licenziato il suo ultimo tomo “La mia anima è ovunque tu sia”  (edizioni Mondadori. pagg.127, euro 17 ). Un libro di successo che comunque ha sconvolto i suoi compaesani albesi ( Cazzullo è piemontese doc nato ad Alba nel 1966 ).

Gli albesi non entrano nel merito del libro ma si sono scandalizzati solo per una frase che compare nel testo e che dice:
“Tutti i tartufi d’Alba venduti come tali venissero davvero da lì, ad Alba i tartufi dovrebbero spuntare sugli alberi come le ciliegie anzichè nascondersi nella terra.”

Da anni vado ripetendo che il Bianco Tartufo di Alba è il prodotto più taroccato al mondo e anche tutte le preparazioni a base di Tartufo di Alba ( oli, condimenti, salse ecc;) sono imbrogli. Infatti si usa un prodotto chimico ( bismetilltiometano  ) per insaporire tali prodotti, mentre siamo invasi da tartufi cinesi, che non sanno di nulla e prima di essere venduti sono punturati con questo prodotto chimico ( un derivato dalla distillazione del petrolio ) che ha il caratteristico profumo del tartufo.

Langhe, terra meravigliosa, magica, terra di masche ( le streghe buone) di nebbie e di vini immensi, con un fascino unico che i taroccatori di tartufi non potranno mai scalfire. Per fortuna ci sono ancora trifulai seri ed onesti che consegnano, all’enogastronomade attento, il vero tartufo Bianco di Alba,

Attilio Scotti

Giuseppe Danielli

Newsfood.com

 

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