Tassare il Made in Italy? “Diseducativo ed inutile”

Tassare il Made in Italy? “Diseducativo ed inutile”

Il made in Italy sotto tiro. Olio d’oliva, parmigiano prosciutto e simili sono al centro di un dibattito, che li vede come prodotti pericolosi per la salute.

Tra le possibili soluzioni proposte, un sistema simile a quello delle sigarette, con tasse aumentate ed etichette “spaventose”. Obiettivo, spingere la popolazione a ridurre il consumo di sale e zuccheri.

Contro questa ipotesi, la voce del CREA. L’ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, ha pubblicato sul sito un documento con cui spiega la propria contrarietà a qualunque ipotesi di censura.

Il Crea non ha dubbi: imporre un’alimentazione sana tramite la tassazione è diseducativo ed incoerente.

Da un lato, le sue linee guida mostrano chiaramente come non esistano alimenti “cattivi” di per sé.

Una dieta equilibrata deve dare il giusto spazio ad alimenti ad alta densità energetica (carne, formaggi), anche se è necessario limitare zuccheri, sale, alcol e grassi. Come riassumono gli esperti,

“,C’è spazio per tutto, senza la demonizzazione o la preclusione di alimenti specifici”.

Parlando poi di possibili censure, gli scienziati sono decisi: tassare gli alimenti cattivi (come il Made in Italy) è diseducativo ed inutile, in quanto va contro alle conoscenze attuali nel campo della nutrizione. Senza contare i danni per i ceti sociali più svantaggiati, i primi danni collaterali di una eventuale censura economica, che li spingerebbe a scegliere alimenti meno cari e meno sani.

Il Crea propone così “Scelte alimentari più consapevoli possono essere favorite anche da una corretta etichettatura”.

Il consumatore deve essere informato, in modo che possa fare scelte consapevoli, difendere la propria salute senza cadere nelle trappole di pubblicità e marketing.

Etichette chiare permettono poi di scegliere il cibo più sano, senza errori e senza “Una troppo facile categorizzazione degli alimenti in buoni o cattivi”.

Scelte sensate ed iniziative valide come Frutta e Verdura nelle scuole: un modo per spingere i giovani alla buona alimentazione, senza tasse inutili e senza colpire (inutilmente) il Made in Italy.

Matteo Clerici

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