La Cia partecipa al confronto tra governo e forze sociali a Palazzo Chigi. Ribadita l’esigenza di un welfare che tuteli gli anziani e le fasce più deboli.

Aumento dei minimi di pensione; un meccanismo che mantenga le pensioni rivalutate rispetto all’inflazione; l’adeguamento degli assegni familiari. Sono queste alcune delle proposte
che la delegazione della Cia-Confederazione italiana agricoltori (composta dal coordinatore della Giunta nazionale Alberto Giombetti e dal presidente del patronato Inac Carla Donnini) ha
riaffermato oggi a Palazzo Chigi durante il Tavolo di concertazione “Sistema di tutela, mercato del lavoro e previdenza”.

Nel rilevare che è quanto mai indispensabile individuare precisi punti fermi sui quali operare per dare consistenza ai segnali di ripresa economica, la Cia, nel corso del confronto tra
governo e forze sociali, ha insistito sull’esigenza di non tralasciare gli aspetti e gli strumenti che permettano una reale giustizia sociale, venendo incontro alle esigenze delle
famiglie, soprattutto quelle più deboli, dei giovani, degli anziani.

Bisogna ricreare un sistema sociale che -ha sottolineato la Cia- copra le necessità dei cittadini, sia in termini di servizi che di assistenza. Un discorso che vale in particolare per le
zone rurali del nostro Paese dove si riscontrano le maggiori inefficienze e carenze. E proprio in queste zone c’è l’urgenza di risposte adeguate e mirate.

Secondo la Cia, c’è, quindi, assoluto bisogno di un sistema che tuteli le fasce più deboli, i giovani, le donne, gli immigrati che insieme rappresentano una parte crescente
del mercato del lavoro.

Insomma, un sistema previdenziale e assistenziale -ha rilevato la delegazione della Cia- capace di assicurare i diritti di tutte le generazioni. Sistema che, purtroppo, ancora non
s’intravede. Di qui l’importanza di procedere in maniera decisa e propulsiva.

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