Bilancio positivo. Il 98% dei lavoratori ha scelto se aderire o meno ai fondi pensione, cioè ha espresso una scelta su cosa fare del suo Tfr entro giungo 2007: «un
dato molto rilevante che dimostra come la nostra campagna informativa sia stata persuasiva e abbia prodotto ottimi risultati» commenta il ministro Cesare Damiano.

Questo è uno dei dati presentati dal Covip, autorità di vigilanza sui fondi pensione, in un convegno sui risultati della Riforma sulla Previdenza Complementare, in vigore dal 1
gennaio 2007; commenta positivamente il ministro del Lavoro: «Abbiamo vinto una scommessa: è un buon inizio, ora c’è bisogno di consolidare questo risultato».

Risultati e obiettivi. I dati parlano di un incremento positivo; infatti alla fine del 2007 il 31,1% dei lavoratori dipendenti ha aderito ai fondi pensioni contro il 21,4% del
2006. Il dato si allontana dagli obiettivi prefissati dalla Riforma che fissavano il traguardo al 40%, ma è necessario tener conto che il sistema è in vigore da un anno, di cui
una prima metà è stato di rodaggio, e l’obiettivo potrà essere raggiunto nel futuro.

Giovani e donne. Il presidente della Covip, Luigi Scimia, ha sottolineato come sia aumentata la percentuale di giovani e donne che hanno aderito ai fondi, crescendo del 43%
rispetto al 2006; un segnale che suggerisce come queste due fasce della popolazione siano sempre più consapevoli dell’importanza per il futuro della previdenza complementare. Questo
dato, inoltre, conferma il buon esito della campagna di comunicazione, il cui obiettivo era informare in particolare i giovani, perché più coinvolti nella Riforma.

Le adesioni. Entrando del dettaglio, hanno aderito ai fondi complementari oltre 3 milioni di soggetti nel settore privato, registrando un incremento del 66% rispetto al 2006;
per quanto riguarda le tipologie aumenta del 64% l’adesione ai fondi pensione negoziali rispetto il 2006, ma molti hanno aderito anche ai fondi pensione aperti; alle prestazioni di previdenza
individuali sono stati assegnati, infine, 57 miliardi di euro. Nel convegno «La crescita della previdenza complementare» è stato anche affrontato il tema della distribuzione
territoriale, da cui è emerso che prevale la partecipazione delle regioni del Nord con il 63% degli aderenti, dove il 36% risiede nel Nord-ovest.