“L’Italia al contrattacco contro i pirati del cibo” è il titolo di un articolo pubblicato sul “The Times” a firma del corrispondente dall’Italia Richard Owen che illustra le azioni messe
in campo per combattere un fenomeno che danneggia imprese e consumatori sul mercato globale. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare l’importanza di una campagna internazionale contro I
falsari del cibo per favorire un consumo consapevole soprattutto all’estero dove si annidano i casi più eclatanti di falsificazioni.

“Mozzarella dal Minnesota, Parmesan dal Brasile, pomodori “italiani” dalla Cina: l’Italia ne ha abbastanza dei casi di agropirateria sui propri prodotti” dice l’autore dell’articolo pubblicato
il 29 giugno nel sottolineare che “i produttori hanno lanciato una campagna contro quella che loro chiamano frode alimentare”. “L’organizzazione degli imprenditori agricoli Coldiretti ha
allestito una mostra con prodotti alimentari italiani contraffatti acquistati in giro per il mondo con l’obiettivo di alzare il livello della campagna”. ” Sergio Marini il presidente della
Coldiretti ha affermato che l’agropirateria sta causando danni economici enormi. Ed ha aggiunto che la falsificazione dell’origine geografica vuole deliberatamente confondere i consumatori e
per questo chiede una precisa etichettatura obbligatoria per indicare l’origine degli alimenti”. “Secondo Marini il commercio di falsi prodotti alimentari Made in Italy vale 50 miliardi di euro
con le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani originali pari a circa 17 miliardi di euro.

Questo significa che all’estero sono falsi quasi tre prodotti alimentari su quattro. Il Parmesan è diventato un caso simbolo con le spie della Coldiretti che hanno trovato molte
ingegnose varianti del nome sugli scaffali dei supermercati nelle diverse parti del mondo.

La Kraft che produce pamesello sostiene che l’uso di questo nome non è fatto per aggirare ma piuttosto per rispettare i regolamenti comunitari che considerano il Parmesan come un nome
protetto in Europa dalla denominazione di origine (Dop). Altri esempi riguardano il Perfect Italian Parmesan fatto in Australia ed etichettato con la bandiera italiana e un formaggio chiamato
Parmesao dal Brasile”.

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