The World’s 50 Best Restaurants: Osteria Francescana di Massimo Bottura, con Lara Gilmore, di nuovo in vetta alla classifica dei migliori ristoranti del mondo

The World’s 50 Best Restaurants: Osteria Francescana di Massimo Bottura, con  Lara Gilmore, di nuovo in vetta alla classifica dei migliori ristoranti del mondo

The World’s 50 Best Restaurants 2018: per la seconda volta vince Massimo Bottura, Osteria Francescana

 

 

 

 

 

Dopo una breve “vacanza” – una sola classifica, quella del 2017 – e Massimo Bottura, con la sua Osteria Francesca, si è ripreso il gradino più alto dell’immaginario “podio” allestito quest’anno a Bilbao per il premio The World’s 50 Best Restaurants, diventando per la seconda volta, dopo l’edizione 2016, il miglior ristorante del mondo.

 

Massimo Bottura

Lo chef modenese, che solitamente non è parco di parole, questa volta ha voluto solo ringraziare tutta la squadra che lo affianca, e “il primo pensiero va ai Refettori, al progetto che stiamo portando avanti, alla lotta per una cucina più solidale“.

Lara e Massimo

Che Massimo Bottura potesse essere incoronato di nuovo numero uno, appunto dopo il riposo dell’edizione precedente quando a guidare la classifica fu chiamato il newyorkese Eleven Madison, era nell’aria, nelle sale del Basque Culinary Center di Bilbao, location scelta per l’edizione 2018 probabilmente per l’importanza che ha assunto la capitale basca con la sua offerta di ristoranti stellati, grazie all’impulso dato da Juan Ignacio Vidarte appena assunta la direzione del Guggenheim Museum, nel 1997, tanto da aver cambiato le sorti economiche, culturali e turistiche non solo di una città, ma di un’intera regione della Spagna.
E, la Spagna ospiterà l’edizione 2019 del premio The World’s 50 Best, San Francisco.

Guidara, Roca, Bottura, Crippa, Colagreco, Humm, Alajmo

Tre ristoranti italiani tra i primi 50 al mondo: Enrico Crippa, Massimiliano Alajmo e Niko Romito

 

Chi ha seguito in streaming la manifestazione di Bilbao, ha avuto la conferma che si è trattato di una grande serata per l’Italia, perché alle spalle di Bottura ha piazzato altri tre chef:
Enrico Crippa con il suo Piazza Duomo di Alba ben con un importantissimo 19esimo posto,
Massimiliano Alajmo de Le Calandre di Rubano, salito dal 29esimo al 23esimo posto
e Niko Romito del Reale di Castel di Sangro salito dal 43esimo al 36esimo posto.

Joan Roca e Massimo Bottura

Una serata iniziata, e proseguita, con un costante richiamo del futuro, che con il fuoco della passione, ha la capacità di forgiare l’avvenire come l’acciaio dei migliori chef del mondo.

I primi 50 della classifica ma, anche, i vincitori dei premi speciali come “best female chef award” all’inglese Clare Smyth;

Chef Gastón Acurio: Quinoa e Cucina del Perù a Identità Golose 2014

Gaston Acurio dell’Astrid & Gastón di Lima, che si è meritato Diners Club Lifetime Achievement;

il The World’s Best al Pastry Chef, Cédric Grolet;

mentre lo chef più votato dai colleghi è risultato Dan Barber a cui è andato lo Chef’s Choice Awards;
alla giovane chef Jesse Lue è stata consegnata la “Best BBVA SCOLARSHIP”, una borsa di studio per “la visione e la passione che mette nel lavoro e nella sua stessa formazione”.

Uno dei momenti più toccanti, il ricordo di alcuni chef recentemente scomparsi. Cominciando da Anthony Bourdain, ringraziato per lo sforzo e l’impegno “sempre profuso per raccontare a tutti, a qualsiasi livello, la cucina mondiale”; poi Gualtiero Marchesi e Paul Bocuse, ognuno con un ricordo nella lingua natale dello chef.

Oltre che con i quattro ristoranti presenti nella classifica e il ricordo del grande Gualtiero, l’Italia era presente anche con il Trentodoc di Ferrari, che per il terzo anno consecutivo conferma la propria vicinanza al mondo dell’alta ristorazione accompagnando come brindisi ufficiale di

“The World’s 50 Best Restaurants”

.

E anche con la premiazione di Soren Ledet del Geranium di Copenaghen del Ferrari Trento Art of Hospitality Award, consegnato da Matteo e Camilla Lunelli. Premio che nel passato era stato vinto da
Will Guidara, di Eleven Madison Park di New York, e da Josep Roca, di El Celler de Can Roca di Girona.
Nonchè Acqua Panna e Acqua San Pellegrino, che sono sponsor del “The World’s 50 Best Restaurants”.

Maria Pizzillo
Newsfood.com

 

A seguire il

comunicato stampa ufficiale:
The World’s 50 Best Restaurants 2018 – la classifica

Massimo Bottura e l’Osteria Francescana tornano sul tetto del mondo

 

20 giugno 2018 – E’ italiana la prima posizione della classifica The World’s50Best Restaurants 2018 sponsorizzata da Acqua Panna e S.Pellegrino: l’Osteria Francescana di Modena è tornata ad essere n°1 (era già accaduto nel 2016 a New York ). Massimo Bottura, ha guadagnato il palco del palazzo dei congressi Euskalduna Jauregia di Bilbao tenendo per mano la moglie Lara Gilmore, colonna fondamentale del successo di un grande progetto che va ben oltre le quattro mura del tristellato ristorante modenese.

Emozionato ma carismatico come sempre, Bottura ha rivolto un chiaro invito ai colleghi in platea affermando che “gli chef nel 2018 hanno a disposizione una gran voce per dimostrare il cambiamento.  Siamo tutti parte della stessa rivoluzione – ha aggiunto Bottura – e tutti insieme possiamo essere parte del cambiamento“.

C’erano buone ragioni per credere che La Francescana ce l’avrebbe fatta: l’infaticabile lavoro dell’ultimo anno di  Bottura in giro per il mondo tra Refettori, progetti e nuove aperture, non poteva passare inosservato.

Sono 1.040 i restaurant experts che in 26 macroregioni nel mondo hanno potuto esprimere 10 preferenze a testa ridefinendo così la classifica 2018. Un meccanismo che, dagli inizi del 2002, ha assunto una forza mediatica senza precedenti, ridisegnando anno dopo anno i confini della geografia gastronomica internazionale.

Oltre al primo posto tricolore, l’Italia può vantare quest’anno altri 3 ristoranti fra i primi 50 : Piazza Duomo ad Alba al n°16 (scende di una posizione rispetto al 2017); Le Calandre a Rubano al n°23 (era 29° nel 2017) e il Reale a Castel Di Sangro al n°36  era alla posizione n°43 nel 2017).

Il premio Chef’s Choice Award 2018, assegnato al cuoco più votato dagli altri chef, è stato conferito a Dan Barber, mentre il pasticcere francese Cédric Grolet del ristorante Le Meurice di Parigi ha ricevuto il premio di World’s Best Pastry Chef. La cerimonia è stata inoltre l’occasione per consegnare anche i premi già annunciati nelle scorse settimane: il premio Best Female Chef Award  è andato all’inglese Clare Smyth, mentre il Lifetime Achievement Award è stato assegnato a Gastón AcurioSingleThread, in California, è il ristorante One to Watch di quest’anno.

Nelle prime 16 edizioni, hanno scalato la vetta più alta 7 volte i catalani (pokerissimo del Bulli negli anni 2002, 06, 07, 08 e 09 e doppietta del Celler de Can Roca 2013 e 15), 4 i danesi (tutti col Noma: 2010, 11, 12, 14), 3 gli americani (The French Laundry nel 2003 e 2004 e Eleven Madison Park nel 2017), uno a testa inglesi (Fat Duck 2005) e italiani (Osteria Francescana nel 2016).

Tutto questo fino alla cerimonia di ieri sera, un appuntamento che sembra avere riportato indietro le lancette di 20 anni, al periodo in cui la vicina San Sebastian si affermò come centro propulsore della gastronomia contemporanea mondiale. Un embrione da cui si propagarono idee che avrebbero influito in modo più o meno decisivo sulla filosofia dei 50 ristoranti che a Bilbao si sono spartiti ieri sera le nuove posizioni in classifica.

 

THE WORLD’S 50 BEST RESTAURANTS 2018 – LA LISTA COMPLETA

  1. Osteria Francescana, Modena (Italia)
  2. El Celler de Can Roca, Girona (Spagna)
  3. Mirazur, Menton (Francia)
  4. Eleven Madison Park, New York (USA)
  5. Gaggan, Bangkok (Thailandia)
  6. Central, Lima (Peru)
  7. Maido, Lima (Peru)
  8. Arpège, Paris (Francia)
  9. Mugaritz, San Sebastian (Spagna)
  10. Asador Etxebarri, Atxondo (Spagna)
  11. Quintonil, Mexico City (Messico)
  12. Blue Hill at Stone Barns, Tarrytown (USA)
  13. Pujol, Mexico City (Messico)
  14. Steirereck, Vienna (Austria)
  15. White Rabbit, Moscow (Russia)
  16. Piazza Duomo, Alba (Italia)
  17. Den, Tokyo (Giappone)
  18. Disfrutar, Barcelona (Spagna)
  19. Geranium, Copenhagen (Danimarca)
  20. Attica, Melbourne (Australia)
  21. Alain Ducasse au Plaza Athénée, Paris (Francia)
  22. Narisawa, Tokyo (Giappone)
  23. Le Calandre, Rubano (Italia)
  24. Ultraviolet, Shanghai (Cina)
  25. Cosme, New York (USA)
  26. Le Bernardin, New York (USA)
  27. Boragò, Santiago (Cile)
  28. Odette, Singapore
  29. Alléno Paris at Pavillon Ledoyen, Paris (Francia)
  30. D.O.M., Sao Paulo (Brasile)
  31. 31.Arzak, San Sebastian (Spagna)
  32. Tickets, Barcelona (Spagna)
  33. The Clove Club, London (UK)
  34. Alinea, Chicago (USA)
  35. Maaemo, Oslo (Norvegia)
  36. Reale, Castel di Sangro (Italia)
  37. Restaurant Tim Raue, Berlin (Germania)
  38. Lyle’s, London (UK)
  39. Astrid Y Gastón, Lima (Peru)
  40. Septime, Paris (Francia)
  41. Nihonryori Ryugin, Tokyo (Giappone)
  42. The Ledbury, London (UK)
  43. Azurmendi, Larrabetzu (Spagna)
  44. Mikla, Instanbul (Turchia)
  45. Dinner by Heston Blumenthal, London (UK)
  46. Saison, San Francisco (USA)
  47. Schloss Schauenstein, Fürstenau (Svizzera)
  48. Hiša Franko, Kobarid (Slovenia)
  49. Nahm, Bangkok (Thailandia)
  50. The Test Kitchen, Cape Town (Sud Africa)

 

 

Redazione Newsfood.com

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