Torino – La situazione in cui versa il Piemonte a fronte della crisi economica è stata illustrata in Consiglio regionale dalla presidente Mercedes Bresso e dagli assessori
Teresa Angela Migliasso e Andrea Bairati.

Impietose le cifre fornite da Migliasso: nel gennaio 2009 le ore di cassa integrazione ordinaria sono aumentate del 500% rispetto al gennaio 2008 (da 650.000 a 3.930.000), due volte e
mezza in più della media nazionale; la cassa straordinaria è aumentata del 96,5% mentre la media dell’Italia settentrionale segna 41% e quella nazionale 8,5%,
tanto che il Piemonte assorbe il 20% dell’integrazione salariale.

Per quanto riguarda la cassa in deroga, al 5 febbraio erano state presentate 318 domande (306 da imprese artigiane, 6 da industrie fino a 15 dipendenti, 6 da industrie con oltre 15
dipendenti) per 1089 lavoratori e 880.000 ore per una spesa di quasi 9 milioni.

Rilevato che “ci sono aziende che sono di fronte a diminuzioni degli ordinativi ed altre che utilizzano la crisi in modo strumentale per effettuare operazioni di delocalizzazione e
riutilizzo degli impianti”, l’assessore ha sostenuto che “le misure del Governo per affrontare la crisi sono inidonee e mancano le somme per sostenere gli anticipi della
cassa integrazione.

Fino ad aprile 2009 stimiamo serviranno 25 milioni ed è quindi più che giustificato richiedere di avere subito le risorse necessarie. Occorre fare tutto il possibile per
salvaguardare il tessuto produttivo e fare squadra per non trovarci impreparati per la ripresa”.

Bairati ha ricordato che la Regione ha già attuato misure concrete per sostenere l’economia: “Sono stati autorizzati 400 milioni per realizzare nuove opere pubbliche e
proseguirne altre già iniziative ma alle quali era finita la copertura finanziaria, è stata approvata la delibera che stanzia 40 milioni per sostenere il sistema dei
confidi nella riassicurazione dei crediti delle imprese, sono state pagate forniture per 250 milioni, mentre sono in fase di definizione le misure per i pagamenti sanitari.

Serve però che il Governo liberi le risorse che ci spettano ancora e autorizzi la gara per il rinnovo del parco autobus”. Soffermandosi sulla trattativa in corso tra le
Regioni e il Governo, Bairati ha detto che “ci sono incognite sulla copertura finanziaria e sulla legittimità di alcune misure proposte. Se la manovra imporrà alle
Regioni di riprogrammare il Fondo sociale europeo, si aprirebbe un problema molto serio, perché ci vorrebbero almeno sei mesi”.

“La situazione delle trattativa con il Governo è drammatica – ha concluso la presidente Bresso – C’è un’urgenza estrema e assoluta di chiudere la trattativa,
ma non è chiaro se le risorse di competenza nazionale sono disponibili in termini di cassa, in quanto la Finanziaria colloca i fondi per le aree sottoutilizzate a partire dal
2011 e per usarli occorrerebbe modificare il bilancio pluriennale dello Stato. Inoltre, non si capisce a quanto ammonterà il prelievo dai fondi Fse delle Regioni, che causerebbe
una riprogrammazione e la perdita dei premi di medio periodo”.