FIRENZE – Investire nel fattore umano, nella formazione del personale, paga più dell’investimento in componenti materiali.
Maggiori investimenti sul ‘capitale umano’ danno valore aggiunto e dunque più competitività e più guadagno.
E’ quanto dimostra un’indagine internazionale condotta nell’ambito del progetto interregionale Fattore K (K come knowledge, ‘conoscenza’), presentato in un convegno a Roma nei giorniscorsi,
coordinato dalla Regione Emilia Romagna, cui aderiscono anche Toscana, Liguria e Sardegna in Italia, Catalogna in Spagna e Regione della Paca (Provenza-Alpi-Costa Azzurra) in Francia, tutte
regioni caratterizzate da un tessuto economico molto simile, fatto di piccole e medie imprese e strettamente legato al commercio ed al turismo.

“Catalogna e Paca – spiega l’assessore regionale a commercio e turismo Anna Rita Bramerini – rappresentano da sole, rispettivamente, il 17% ed il 15% dell’intero mercato turistico
spagnolo e francese. Ed entrambe hanno conquistato questi risultati con la stessa strategia: investimenti sulla formazione, marketing, informatica, promozione e sviluppo di nuovi prodotti
turistici”.

“Soprattutto in Catalogna, le imprese locali si sono dimostrate interessate al benchmark, hanno la tendenza a fare sistema ed a sviluppare strategie di previsione delle future tendenze del
mercato, in modo da giocare di anticipo ed influenzare i flussi turistici invece di seguirli. La Catalogna può rappresentare per la Toscana un riferimento interessante per sviluppare
progetti comuni e scambio di esperienze, per questo pensiamo di proseguire il progetto sviluppando dopo le azioni comuni alle altre regioni italiane, quelle specifiche per la Toscana”.

Tra le linee guida che le due regioni hanno seguito, e che per la ricerca condotta rappresentano cruteri di crescita irrinunciabili, ci sono la volontà di mettere il cliente al centro di
ogni politica economica e di prodotto, il ‘forzare’ i modelli imprenditoriali consolidati agendo su più mercati contemporaneamente, le indagini per anticipare la domanda, il marketing
turistico e logistico con strategie commerciali come il last minute o l’advanced booking, la formazione del ‘capitale umano’ con progetti legati soprattutto alla comunicazione, al web,
all’integrazione tra il settore turistico e quello alimentare, tra il pubblico e il privato, tra le università e le imprese, infine la ricerca di un dna culturale della regione da
valorizzare.

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