Prato, 28 Giugno 2007 – Un sistema fiscale equo non deve essere un freno allo sviluppo delle imprese. Al contrario, un sistema fiscale flessibile e intelligente deve contribuire ad
esaltare la capacità delle imprese di essere competitive’.

Questa in sostanza la posizione espressa dall’assessore al bilancio della Regione Toscana, Giuseppe Bertolucci, intervenuto oggi a Prato all’assemblea annuale organizzata dalla Cna sul tema ‘
Fare impresa. Imposte, tasse, studi di settore: quando un dovere civile frena imprese e comuni’. Davanti alla platea di operatori di una delle capitali dell’artigianato toscano, l’assessore ha
ribadito la convinzione dell’amministrazione regionale fondata su una ‘fiscalità regionale che non deve essere fatta di balzelli ma semmai di incentivi a fare e a fare meglio.’

In questo ambito l’assessore ha richiamato la volontà dell’amministrazione di percorrere strade innovative, quali, ad esempio una fiscalità che premi il rispetto ambientale o gli
sgravi, già in parte previsti e comunque ulteriormente prevedibili, per le imprese che creano occupazione stabile o per quanti investono in innovazione e ricerca. Temi questi sui quali
il governo regionale potrà esplicare la sua azione una volta portato a compimento il cosidetto ‘federalismo fiscale’ di cui al nuovo articolo 119 della costituzione. E proprio in questo
senso Bertolucci ha illustrato la posizione della Regione Toscana nell’ambito del confronto con il Governo, che stamani ha avviato in Consiglio dei Ministri l’esame del nuovo disegno di legge
attuativo.

Il ‘decalogo’ delle proposte regionali può essere così riassunto:

1) attribuzione alle Regioni dei tributi ‘storici’, come le tasse di concessione e quelle sulle discariche e le imposte sui carburanti.

2) possibilità di trasformare in tributi propri di carattere ambientale le anacronistiche imposte sulle concessioni del demanio e patrimonio statale.

3) attribuzione come tributo proprio del ‘bollo’ automobilistico, con una forte azione di coordinamento statale per evitare sperequazioni fra le varie regioni.

4) più ampia facoltà di manovra sui tributi statali ‘devoluti’ alle Regioni, come l’Irap e l’addizionale Irpef. In questo modo le Regioni potrebbero – ha esemplificato Bertolucci
– avere possibilità di concedere agevolazioni per particolari spese meritevoli di tutela. 5) possibilità di istituire tasse di scopo per investimenti.

6) facoltà di istituire tributi propri di natura commutativa.

7) facoltà di istituire tributi propri su aree di prelievo non occupate dallo Stato. Una facoltà quest’ultima che Bertolucci ha comunque definito ‘residuale’.

‘La strada da ricercare – ha sottolineato Bertolucci – deve prevedere importanti innovazioni che siano in grado di coniugare il welfare con la capacità competitiva del mondo
imprenditoriale ed in particolare dei settori più esposti alla concorrenza internazionale, che caratterizzano fortemente l’economia della nostra regione.’

Laura Pugliesi

www.regione.toscana.it