Il Ministero del lavoro interviene nuovamente, rispondendo ad un interpello della FIOM-CGIL con nota prot. 93/2007 del 1 ottobre 2007, per fornire chiarimenti in ordine al trattamento
retributivo dell’apprendista. In questo si tratta di apprendistato professionalizzante ex art. 49 e ss. D.lgs 276/2003.

Com’e’ noto ai sensi dell’art. 53, comma 1 del D.Lgs. n. 276/2003, durante il rapporto di apprendistato la categoria di inquadramento del lavoratore non può essere inferiore, per
più di due livelli, alla categoria spettante, in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni
corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali è finalizzato il contratto, mentre nell’impianto normativo antecedente l’art. 13, comma 1, della legge n. 25 del 1955 prevedeva la
determinazione della retribuzione dell’apprendista mediante un procedimento di percentualizzazione graduale in base alla anzianità di servizio, determinato sulla base della retribuzione
stabilita dalla contrattazione collettiva. Posto che , come già precisato nella circolare 40/2004 dello stesso Ministero, le due norme coesistono e sono alternative, si tratta di
stabilire se, in virtù del predetto procedimento di percentualizzazione, sia ipotizzabile una retribuzione inferiore a quella derivante dal sistema del sottoinquadramento.
Al riguardo il Ministero nega questa possibilità e afferma che, in virtù del principio del favor prestatoris, nei confronti dell’apprendistato professionalizzante si debba
propendere per l’applicazione della norma del citato art. 53, comma 1, del D.lgs., 276/2003, salvo il caso in cui dall’applicazione della procedura di percentualizzazione derivi, in concreto,
un trattamento più favorevole per il prestatore.

Già nella precedente nota prot. n. 25/I/0000783 del 21 giugno 2006 il Ministero del lavoro rispondendo ad un’istanza di interpello (ove si chiedeva se nel caso di applicazione della
disciplina di cui alla L. n. 25/1995 e all’art. 16 della L. n. 196/1997, per quanto riguarda la durata e la retribuzione dell’apprendista, fosse necessario applicare le previsioni di un
rinnovato CCNL disciplinante il contratto di apprendistato professionalizzante o quelle del precedente accordo collettivo disciplinante il “vecchio” apprendistato), aveva richiamato il
principio del favor prestatoris per affermare che al fine di evitare evidenti disparità di trattamento bisognasse far riferimento alle previsioni economiche del rinnovato Ccnl sebbene
riferito al nuovo apprendistato professionalizzante.

Ministero del Lavoro Interpello, n. 28 del 1 ottobre 2007
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