Trifoglio rosso per combattere la depressione post menopausa

Trifoglio rosso per combattere la depressione post menopausa

Il trifoglio rosso combatte la depressione post menopausa delle donne, riducendone i sintomi dell’80%.

Lo afferma una ricerca del General Teaching Hospital (Korneuburg, Austria), diretta dal dottor Markus Lipovac e pubblicata su “Maturitas”.

Gli studiosi hanno lavorato con 109 donne in post-menopausa di età superiore a 40 anni. Le volontarie sono state divise in 2 gruppi: il primo ha assunto 80 mg di isoflavoni di trifoglio
rosso, il secondo la stessa quantità di placebo.

Al termine dei 90 giorni di osservazione, l’equipe di Lipovac ha usato 2 scale di misure per valutare depressione ed ansia. In base alla scala HADS, (Hospital Anxiety and Depression Scale) i
sintomi depressivi nelle donne che hanno assunto l’estratto di trifoglio rosso si sono ridotti del 78%, mentre quelli ansiosi del 76%. Invece, secondo la scala SDS (Self Zung Depression Rating
Scale) i sintomi depressivi dello stesso gruppo si sono ridotti dell’80%.

Diversamente, le donne del secondo gruppo (gruppo del controllo) avevano visto i loro sintomi ridursi del 21%, secondo entrambe le scale di valutazione.

Dice Lipovac: “Sebbene i dati clinici riguardanti fitoestrogeni e disturbi dell’umore sia ancora scarsa, lo studio ha stabilito che gli isoflavoni derivati dal trifoglio rosso sono efficaci nel
ridurre i sintomi depressivi e d’ansia nelle donne in post-menopausa. Più ricerca clinica e sperimentale in questo senso è giustificata”.

Inoltre, in base alle analisi, “Allo stesso modo gl’isoflavoni del trifoglio rosso hanno protetto i neuroni corticali umani dalla tossicità del glutammato e dallo stress ossidativo, che
avrebbe potuto essere il risultato della loro azione antiossidante ed estrogenica”.

Fonte: Martin Imhof, Anca Gocan, Franz Reithmayr, Markus Lipovac, Claudia Schimitzek, Peter Chedrauic and Johannes Huber, “Effects of a red clover extract (MF11RCE) on endometrium and
sex hormones in postmenopausal women”
, Maturitas 2010, doi:10.1016/j.maturitas.2006.01.006

Matteo Clerici

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