Tumori: troppo ottimismo da parte dei media

Tumori: troppo ottimismo da parte dei media

Quando parlano di tumori, i media tendono ad essere troppo ottimisti, dando molto spazio al lato positivo della vicenda e molto poco (o per niente) agli aspetti negativi, come decessi,
insuccessi o effetti collaterali.

E’ il risultato di una ricerca dell’Università della Pennsylvania (di Philadelphia, USA) diretta dal dottor David Casarett e pubblicata su “Archivers of Internal Medicine”.

La squadra del dottor Casarett ha preso in esame 436 articoli sul tema, apparsi tra il 2005 e il 2007 su 8 quotidiani e 5 periodici.

Gli studiosi hanno così notato come i giornalisti riportavano notizie sui (possibili) miglioramenti delle terapie in esame, tendendo a non presentare informazioni su insuccessi, problemi
del fine vita od effetti sgraditi di farmaci o cure particolari.

In dettaglio, gli articoli esaminati riguardavano il cancro al seno (35%) alla prostata (15%) od il tumore in generale.

Solo 140 di essi (32%) erano incentrati sulla sopravvivenza; ancora meno (33, cioè il 7,6%) sulla morte o lo stadio terminale dei pazienti. Inoltre meno del 30% delle notizie indicava
gli effetti negativi possibili come nausea, dolore o perdita dei capelli. Infine, la maggior parte dei pezzi (57%) descriveva l’aspetto positivo (cure efficaci e disponibili) sottacendo quello
più sgradevole (ospedalizzazione e palliazione di malati terminali).

Concludono allora i ricercatori: “Per pazienti oncologici e familiari è fondamentale essere informati sulle cure palliative e sull’assistenza in hospice, poiché queste notizie
possono aiutarli a prendere le giuste decisioni tendendo in considerazione la loro reale prognosi e i potenziali rischi o benefici di un trattamento”.

Fonte:  Jessica Fishman, Thomas Ten Have, David Casarett, “How Does the News Report on Treatment and
Outcomes?”
, Arch Intern Med. 2010, doi:10.1001/archinternmed.2010.11

Matteo Clerici

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