Turismo fluviale sul Po: una risorsa ecologica da sfruttare

Turismo fluviale sul Po: una risorsa ecologica da sfruttare

PIACENZA & GRANDE FIUME PO – LA MOTONAUTICA-MAP  CHIAMA A RACCOLTA LE FORZE SOCIALI E CIVILI PER VALORIZZARE IL  WATER FRONT CITTADINO  

Sono anni che tutti, a Piacenza, anche a periodi, parlano di promozione e valorizzazione del Fiume Po. Da progetti faraonici con banchine e porto… all’abbandono e al vandalismo.

C’è una sana concreta  via di mezzo? Da Torino a Piacenza difficilmente barche di 100 metri di lunghezza e per 150 posti possono essere usate, impossibile.

Il fiume Po – come dice Giampietro  Comolli, piacentino, economista, docente di distretti produttivi e patron del progetto unPOxExPO2015 – ha due tronchi ben precisi: dalla chiusa di San Nazzaro-Isola Serafini a Goro e il Delta è latente un interesse commerciale e di navigazione turistica importante che va implementato, curato, sostenuto.

Quindi anche adeguati lavori strumentali e strutturali devono essere orientati in questo modo e Ainpo-Autorità deve essere in prima fila su questi aspetti e sulla tutela di un sistema idrogeologico e idroattivo.

Viceversa da Piacenza a Torino vale un discorso contrario dove il rapporto dentro-fuori Fiume cambia. In questa area vasta fluviale le associazioni locali devono essere il motore principale, devono essere punti di riferimento in primis.

Come la MAP-motonautica a Piacenza che non è solo una associazione di proprietari di motoscafo. Insieme alle Canottieri locali e alle associazioni degli innamorati del fiume, ha la funzione diportista per barche piccole, per accessi terra-acqua più in linea con altre attività; ache per spazi comuni e attrezzati sulla terra ferma, per ciclovie, per percorsi podistici, per attività di cultura ambientale e paesaggistico.

In questo caso occorrono altre strategie per chi deve fare queste attività, come misurale, controllarle e organizzarle. Ci vuole una Aipo-Autorità con regole e obiettivi adattati a questa realtà, pur sempre in un ambito di salvaguardia del fiume ma con buonsenso, disponibilità, maggiore interazione argine-terra-fiume-accessi.

Questo è il punto principale: la sana via di mezzo è mettere insieme una parte delle necessità e funzioni commerciali (anche di navigazione intelligente) con un grande progetto paesaggistico-ambientale-biodiverso-culturale-didattico-attrattivo di tutto l’argine primario del fiume da est a ovest con tutti i 9 ( o 15) comuni coinvolti.  

Purchè la politica, le associazioni importanti di Piacenza, le istituzioni bancarie diventino i principali sponsors senza freni tirati.  La presenza numerosa dei soci Map e diverse associazioni e istituzioni conferma una volta in più che fra il fiume Po&Piacenza… c’è interesse, c’è passione, c’è una voglia di fare.

Infatti tutti pronti a parlare ma poi in pochi a lavorare e tutto è lasciato al volontariato e alla buona intenzione di qualcuno, vedi la Map e il suo presidente Tullio Bionda che sta facendo molto per ridare forza, presenza.  Mario Bonvini presidente della canottieri  Nino Bixio 1883 ha portato i saluti ; il Fai si è detto  già attivo sul tema e già in rapporto con la Map ; la Associazione Strada del Po sempre presente e sempre pronta ha detto il presidente Andrea Burgazzi anche se il comune di Piacenza non fa parte della Associazione.

Il Genio dei Pontieri, da sempre a Piacenza, è a disposizione per competenze e temi inerenti al fiume e a strumenti e strutture collegati al fiume… ma attenzione alle norme, alle leggi, alle deleghe perché esiste, ed è in vigore, un mare-magno di difficile coordinamento per tanti motivi. L’arch Trasciatti e molti “diportisti” hanno puntato il dito sulla faraonica “ Conca Serafini”.

Per tutti una spesa eccessiva, molto inutile, sproporzionata per la realtà piacentina e fluviale. Utile solo per la risalita dei pesci…ma deve essere gestita bene a favore anche di certe specie acquatiche nobili del fiume.  Fausto Zermani, presidente del Consorzio di Bonifica,  ha ribadito l’importanza della attività commerciale sul fiume Po, è il progresso e l’innovazione e la sostenibilità ambientale che lo richiede.

La Regione punta molto sul sistema ferro e sistema acqua per Piacenza. Certo molti problemi del fiume a Piacenza risiedono nel fatto che è una sponda dopo gli affluenti del milanese.

Per Zermani se c’è squadra e unanimità d’intenti, soprattutto se l’autorità di bacino è disponibile, molte cose possono essere fatte.  Giampietro Comolli, ospite principale per la sua esperienza con il progetto UnPOxExPO2015 e per i tanti legami con il fiume Po da Torino a Venezia e in qualità di presidente del Comitato Scientifico accademico della MAP di Piacenza, ha presentato un quadro poco soddisfacente a livello europeo, nazionale e piacentino.

Piacenza non è stata una realtà territoriale attiva e partecipativa al progetto per Expo2015, il Po è l’unico grande fiume europeo escluso dai 9 distretti fluviali ufficiali riconosciuti e ufficiali in tutta Europa. I contratti di fiume sono alla finestra e continuano ad essere principalmente orientati su strutture e infrastrutture a salvaguardia dei beni, ma nessun riconoscimento per occupazione, risorsa economica, nuove imprese, tutela ambiente e biodiversità.

Infine la Regione Emilia Romagna ha nel cassetto un progetto da due anni che non trova consenso prioritario dei 70 comuni rivieraschi. Uno stallo continuo! Per fortuna ci sono le Asso Canottieri, i Pontieri e le associazioni di appassionati del gommone, della bici, della pesca, dell’archeologia, della flora e fauna.

Su questo, collegato al turismo e agli esercizi commerciali piccoli, al diportismo, al trekking, al podismo, alla ciclovia della sponda sud del Grande Fiume. Si può creare un progetto concreto, su cui fare squadra pubblico e privati, anche con l’ampliamento della associazione Strada del Po.

Questo potrebbe raccogliere tutti i 9 o 15 comuni rivieraschi della provincia compreso il water front urbano diventando l’unico soggetto di promozione commerciale insieme alla Map che manterrebbe la funzione di interlocutore e rappresentante del comune Città di Piacenza. Il Centro Studi Piacenza, per voce di Giampietro Comolli, più volte ha presentato progetti per il fiume Po, il binomio città-fiume e il rapporto utilizzo dell’argine e accesso dei cittadini.

Senza arrivare a rispolverare la proposta di una metropolitana leggera che dai Pontieri arrivi alla Stazione e poi a piazzale Torino circumnavigando le mura, la proposta di una valorizzazione del lato Nord (N) della città nello spazio fra piazza Cavalli e il lungo Po ha tenuto banco. I tempi passano ma nulla si muove.

Eppure un piano parcheggi attorno al cuore della città, rivitalizzerebbe il centro storico non solo le mattinate di mercato e i venerdì sera ma tutti i giorni con programmi diversi, di cultura e arte, di scienza e gastronomia.

In questo contesto rientrano anche un piano arredo urbano luci-verde, un percorso totalmente ciclabile con banchi, dehors e negozi piccoli aperti fra il vecchio ospedale militare e l’argine del Po passante per piazza Borgo via Calzolai e via Cittadella e San Sisto.

Affitti in centro equi, libertà di orari, pluralità di negozi, riapertura del Verdi come centro catalizzatore polivalente e multifunzione, una ZTT totale ristretta vietata a tutti, una ZTL più ampia ma più intelligente, con varchi verso parcheggi.

In questo la sede della Map, l’approdo unico fluviale più grande e più solido strettamente connesso con una sede Map sulla terra ferma rivedendo spazi e viabilità fra gli argini e i ponti stradali.

Si darebbe anche più sicurezza ai cittadini, più controllo con videocamere, più presenza e la sede Map diventerebbe per tutte le classi delle scuole dell’obbligo provinciali una specie di “fattoria didattica” del fiume.

Le idee son tante, i progetti si accavallano ma il nostro Paese, nonostante l’Unità d’Italia, e l’entrata in Europa… pare sia rimasta all’età dei Comuni.

 

Foto cover: Comolli e Vecchia in viaggio sul Po

Giuseppe Danielli
Redazione Newsfood.com

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