Turismo: il Biellese si visita a cavallo

Biella, 28 settembre 2007 – Un finanziamento di 240 mila euro per potenziare l’ippovia del Biellese, è il risultato di un bando regionale che il progetto della Provincia sul
turismo equestre si è aggiudicato nei giorni scorsi.

Il bando riguarda gli interventi regionali per lo sviluppo, la rivitalizzazione e il miglioramento qualitativo dei territori turistici e i 9 progetti presentati dal Biellese si sono aggiudicati
la cifra complessiva di 3 milioni di euro.

L’ippovia è uno dei 153 progetti che la Regione finanzia con i fondi legati alla legge 4: un contributo complessivo di 48,3 milioni di euro che andrà a beneficio di Comuni o loro
consorzi, Comunità montane, Province, consorzi pubblici ed enti no profit distribuiti su tutto il Piemonte.
«D’accordo con l’Uncem – ha detto l’assessore regionale al turismo Giuliana Manica – abbiamo voluto dare priorità ai Comuni montani ad alta marginalità e ai Comuni collinari
molto svantaggiati e agli interventi sulle aree parco. Per quanto riguarda i contenuti, abbiamo privilegiato i progetti in grado di creare un indotto economico e accrescere il Pil
regionale».
Particolare attenzione è stata riservata alla realizzazione e al miglioramento di strutture legate al golf e al benessere, ma anche alle attività outdoor come trekking, alpinismo,
cicloturismo, turismo equestre e percorsi acrobatici, oltre ai servizi di supporto alle famiglie di turisti, sempre con un particolare riguardo per la tutela ambientale.
Ma cos’è un’ippovia? Una delle definizioni più chiare e sintetiche è questa: un itinerario percorribile a cavallo, quasi mai asfaltato, che raggiunge e
attraversa luoghi naturali come parchi, riserve, boschi, supera colline e valli, costeggia laghi e fiumi, e raggiunge siti culturali come aree archeologiche, costruzioni e dimore storiche,
borghi. Consente la pratica dell’equiturismo (turismo a cavallo), ma può essere utilizzata anche per la percorrenza a piedi (trekking) o in mountain bike (cicloturismo). Risponde,
insomma, ai criteri di promozione turistica del Biellese che l’amministrazione provinciale sta portando avanti in questi anni insieme all’Atl locale.

L’ippovia del Biellese coinvolge gran parte del territorio attraversando una straordinaria varietà di paesaggi, risorse naturali, artistiche e storiche, unendo alcuni
punti-tappa, ovvero centri ippici, che cooperano nel creare un sistema di servizi (ospitalità ed alloggio per cavalli e cavalieri, servizi di mascalcia, assistenza veterinaria) e di
punti d’appoggio che possono ospitare cavalli e cavalieri.
Attualmente i punti di sosta si trovano solo in pianura, mentre le zone montane e collinari, che tra l’altro comportano gli sforzi maggiori per gli animali, sono scoperte, a eccezione di
Bielmonte. Perciò la Provincia ha deciso di ampliare l’offerta di questi punti, per rispondere meglio alle esigenze dei fruitori. Un altro intervento indispensabile è il
completamento del percorso con una chiusura dell’anello.
Un’iniziativa che può incrementare i flussi turistici sia in termini di arrivi sia in termini di presenze ma anche favorire l’aumento medio della permanenza: l’ippovia infatti ha le
caratteristiche di un “pacchetto”. Aumenterebbe così il contributo del turismo all’economia locale, con una ricaduta economica legata alla permanenza dei turisti anche sui settori della
ristorazione, della ricettività, dello shopping.

L’ippovia rispetta il principio dell’equilibrio fra aspetti ambientali, economici e sociali. Secondo il progetto che si è aggiudicato il bando, i punti di appoggio nasceranno nella valle
dell’Elvo, alla “Trappa” di Sordevolo, al Santuario di San Giovanni Battista di Andorno e nella villa Piazzo di Pettinengo, luoghi che assommano al valore culturale un inserimento in scenari
naturali di pregio.
I punti d’appoggio saranno delle vere e proprie stazioni, luoghi di ristoro ma anche di pernottamento: vicini al tracciato, potranno ospitare anche 10 cavalli e naturalmente i cavalieri.
Dovranno anche essere facilmente accessibili per l’approvvigionamento e i transfer dei cavalli, avere un’area nelle immediate vicinanze adatta alle operazioni di preparazione e pulizia dei
cavalli.

L’analisi dei dati relativi ai flussi turistici dell’ultimo decennio evidenzia una crescita di presenze costante nel tempo. I visitatori vengono prevalentemente dalle altre province piemontesi,
mentre Lombardia e Veneto guidano la classifica delle altre Regioni. Le provenienze straniere invece sono il 23 per cento del totale, soprattutto dall’Europa, l’Asia e il continente americano.
La media dei giorni di permanenza nel Biellese è di 3 giorni.
L’aumento degli arrivi e delle presenze turistiche in questi ultimi 10 anni si è accompagnato a un parallelo incremento delle strutture ricettive e dei posti letto. Lungo l’itinerario
dell’ippovia, la dotazione di strutture è buona. Si prevede che l’iniziativa di potenziamento e infrastrutturazione dell’ippovia del Biellese contribuisca ad intercettare un
significativo numero di presenze turistiche, traducendosi in un considerevole contributo per l’economia locale.
Per collegare l’attuale itinerario dell’ippovia con le tratte più montane e chiudere ad anello il circuito, il progetto propone un tracciato non asfaltato, intervallato da punti di
appoggio ogni 20 chilometri, privo o quasi di eccessivi dislivelli, che attraversi luoghi naturali e aree di pregio paesistico e storico-architettonico superando fiumi e i torrenti con
attraversamenti poco urbanizzati e trafficati.

La Provincia di Biella ha una collocazione geografica strategica all’interno di un bacino di utenza di alcuni milioni di abitanti: la macro regione padana, in cui si concentrano la più
alta percentuale di ricchezza pro capite e la maggiore domanda di qualità della vita.
L’espansione del turismo equestre si accompagna a uno sviluppo del settore legato all’agriturismo, in crescita come numero di esercizi e come tipologia e qualità di servizi
offerti.
Gli ultimi dati Istat registrano nel Biellese una popolazione equina pari a 1526 unità: un dato significativo in rapporto ai residenti, che testimonia la particolare vocazione locale per
l’equitazione e l’allevamento dei cavalli.
Lo sviluppo del settore legato ai cavalli nel Biellese si è accompagnato a iniziative nel campo sociale, fra le quali il progetto “Il cavallo nelle scuole”, che ha consentito di
avvicinare bambini e ragazzi al mondo dell’equitazione. I risultati hanno messo in evidenza quali apporti possa dare lo sviluppo del settore ippico dal punto di vista sociale e
riabilitativo.
Il potenziamento dell’Ippovia rispetta il principio della sostenibilità secondo il quale aspetti ambientali, economici e sociali dello sviluppo turistico devono essere in equilibrio fra
loro e propone una fruizione turistica che rispetta i processi ecologici essenziali per la conservazione del patrimonio naturale e la biodiversità.

Il turismo equestre è in forte crescita, traina l’intero settore legato ai cavalli e in Piemonte ha potenzialità molto grandi.
Quello equestre è un turismo itinerante, consente di collegare punti di interesse complementari lungo un percorso che favorisce possibilità di soste per acquisti, ristorazione,
pernottamento: una volta terminati gli interventi di potenziamento e infrastrutturazione, l’ippovia attraverserà 51 comuni della Provincia di Biella, 4 della Provincia di Torino e 2
comuni della Provincia di Vercelli. Interessa 4 Comunità Montane e 2 Comunità Collinari, perciò è un’infrastruttura di rilevanza sovra locale.

Sul piano occupazionale, l’incremento dei flussi turistici legati all’ippovia potrà produrre un rafforzamento dell’offerta dei servizi. In particolare, per quanto riguarda i centri
ippici, si ipotizza un possibile incremento occupazionale connesso alla fruizione, sia sotto forma di nuovi posti di lavoro nei centri esistenti, sia con l’insediamento di nuove strutture.

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