Turismo : part-time più libero e flessibile dopo l'accordo

Con la firma dell’accordo il 27 luglio scorso tra Federalberghi, Fipe, Faita, Fiavet e Federreti con l’assistenza di Confcommercio, e Filcams, Fisascat e Uitucs vengono introdotte significative
novità per ciò che riguarda la regolamentazione del contratto a tempo parziale, stabilendo tra l’altro le modalità della prestazione del lavoro part-time per quanto
concerne l’apposizione delle clausole elastiche e flessibili (non previsto dal precedente ccnl)1.

Il rapporto di lavoro a tempo parziale è considerato da tutti un mezzo idoneo ad agevolare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro nonché ad adattare le esigenze
imprenditoriali con quelle dei lavoratori.
Per lavoro a tempo parziale si intende il rapporto di lavoro prestato con orario ridotto rispetto a quello normale. L’assunzione con rapporto di lavoro a tempo parziale si realizza con le
seguenti modalità:
a) orizzontale: con orario giornaliero ridotto rispetto a quanto stabilito per il personale a tempo pieno;
b) verticale: con prestazioni di attività a tempo pieno, limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese, dell’anno;
c) misto: con la combinazione delle due modalità di svolgimento del rapporto di lavoro di cui alle lettere a) e b)

Le novità dell’accordo sono le seguenti :
– la regolamentazione alle clausole elastiche e flessibili;
– diverse modalità di determinazione dell’orario di lavoro;
– una particolare forma di part-time stipulabile con gli studenti per i week-end.

Clausole elastiche e flessibili
L’accordo attribuisce la facoltà alle parti stipulanti il presente Ccnl, nell’ambito della contrattazione di secondo livello, di stabilire le modalità della prestazione del lavoro
part-time per quanto concerne l’apposizione delle clausole elastiche e flessibili.
Tuttavia, in attesa dell’intervento della suddetta regolamentazione, ferme restando le condizioni di miglior favore già convenute nel secondo livello di contrattazione, nei territori e
nelle aziende in cui non siano state raggiunte intese in materia di clausole elastiche e/o flessibili, il datore di lavoro e il lavoratore possono comunque concordare l’adozione delle suddette
clausole nel rispetto della legislazione vigente e nel rispetto dei principi elencati di seguito.

Clausole flessibili
In tutti i tipi di contratti a tempo parziale (orizzontale, verticale e misto) le parti possono concordare clausole flessibili relative alla variazione della collocazione temporale dell’orario
di lavoro che può essere modificata (rispetto a quella contrattualmente prevista) dal datore di lavoro in caso di esigenze di carattere tecnico, organizzativo, produttivo o
sostitutivo.
Le ore di lavoro ordinarie, richieste a seguito dell’applicazione di clausole flessibili verranno retribuite, per le sole ore in cui la variazione stessa viene effettuata, in misura non
inferiore alla sola maggiorazione dell’1,5% da calcolare sulla quota di retribuzione.

Clausole elastiche
Nei contratti di tipo verticale e misto, le parti del rapporto di lavoro a tempo parziale possono concordare clausole elastiche relative alla variazione in aumento della durata della
prestazione, entro il limite massimo del 30% della prestazione lavorativa annua concordata. Le ore di lavoro a seguito dell’applicazione delle clausole elastiche che determinano un incremento
duraturo della quantità della prestazione, verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione e la maggiorazione forfetariamente e convenzionalmente determinata almeno nella
misura del 31,5% (30% 1,5%) da calcolare sulla quota oraria della retribuzione. La clausola elastica, a differenza dello straordinario o del supplementare ove si verifica un aumento
temporaneo della prestazione, determina un incremento definitivo della quantità della prestazione riferito ad ogni singola giornata nella quale viene richiesta una prestazione
aggiuntiva.

Atto scritto e possibilità di recesso delle parti
Le clausole potranno essere stipulate nel contratto di lavoro o anche successivamente purché per iscritto. Nell’atto scritto dovranno essere indicate le ragioni di carattere tecnico,
organizzativo, produttivo o sostitutivo che autorizzano all’applicazione delle clausole flessibili od elastiche oltre che un termine di preavviso per l’esercizio delle suddette clausole non
inferiore a 2 giorni.

L’atto scritto di ammissione alle clausole flessibili od elastiche, deve prevedere il diritto del lavoratore di disdire il patto. A seguito della disdetta in forma scritta, che potrà
essere effettuata solo quando siano decorsi sei mesi dalla stipulazione del patto e dovrà essere accompagnata da un preavviso di almeno un mese, verrà meno la facoltà del
datore di lavoro di esercitare le clausole.

Il lavoratore può recedere dal patto almeno nei seguenti casi :
– esigenze di tutela della salute certificate dal servizio sanitario pubblico;
– comprovata instaurazione di altra attività lavorativa;
– esigenze personali di cui all’articolo 124 del C.C.N.L. Turismo (Congedo per motivi familiari) debitamente comprovate.

Tuttavia, non è escluso che in sede di contrattazione di secondo livello e/o di contrattazione individuale si possano prevedere ulteriori ipotesi di recesso.
A sua volta il datore di lavoro sua può recedere dal patto con un preavviso di almeno un mese.
In ogni caso l’eventuale rifiuto del lavoratore alla sottoscrizione di clausole flessibili od elastiche non può integrare gli estremi del giustificato motivo di licenziamento, né
l’adozione di provvedimenti disciplinari.

Orario di lavoro
Il precedente Ccnl stabiliva che la prestazione individuale doveva essere fissata tra il datore di lavoro e il lavatore entro determinate fasce intese come limiti minimi e massimi di orario
(nel caso di orario ridotto
rispetto al normale orario settimanale da 15 a 28 ore; nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario mensile da 64 a 124 ore; nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario
annuale da 600 a 1.352), lasciando alla contrattazione di secondo livello la possibilità di stabilire limiti minimi inferiori e limiti massimi superiori rispetto a quelli definiti dallo
stesso Ccnl.
Il nuovo accordo al contrario prevede che la contrattazione integrativa stabilisca il solo limite minimo di ore della prestazione rispetto al normale orario settimanale, mensile, annuale.
In attesa della determinazione effettuata dalla contrattazione integrativa è comunque consentito lo svolgimento della prestazione individuale in misura non inferiore ai seguenti limiti
:

a) 15 ore, nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario settimanale;
b) 64 ore, nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario mensile;
c) 600 ore, nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario annuale.

Sono fatte salve le condizioni derivanti da precedenti pattuizioni in sede di contrattazione collettiva di secondo livello, con esplicita esclusione di eventuali limiti orari massimi.

Part-Time Week-End
Infine, possono essere stipulati contratti di lavoro a tempo parziale della durata di almeno otto ore settimanali, per il fine settimana, con studenti. La prestazione lavorativa giornaliera di
durata inferiore a quattro ore non potrà essere frazionata nell’arco della giornata. Diverse modalità relative alla collocazione della giornata di lavoro e durata della
prestazione potranno essere definite previo accordo aziendale o territoriale. In assenza di ulteriori previsioni contrattuali, al fine individuare il lasso di tempo utile per lo svolgimento
della prestazione lavorativa nei week end, si ritiene che si possa far riferimento ai chiarimenti forniti in tema di lavoro intermittente dal Ministero del Lavoro con circolare n. 4 del 3
febbraio 2005: pertanto, il week end è da intendersi come il periodo che va dal venerdì pomeriggio dopo le ore 13 fino alle ore 6 del lunedì mattina. Per ciò che
concerne la sussistenza dello status di studente si ritiene che la stessa possa essere provata mediante autocertificazione (D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445).

1 In assenza di regolamentazione contrattuale il datore di lavoro e il lavoratore possono concordare direttamente l’adozione di clausole elastiche e/o flessibili tenendo conto degli obblighi
imposti dalla legge (es. preavviso minimo di 2 giorni), e mutuando la regolamentazione, per quanto compatibile, da altro contratto collettivo cui si intende far riferimento

Related Posts
Leave a reply