Turismo religioso in Francia
non c’è solo Lourdes…

I pellegrinaggi verso monasteri e luoghi di culto sono stati una delle forme più antiche di migrazione, vere e proprie avventure di viaggio riservata a pochi temerari. Oggi, andare alla scoperta di luoghi sacri, è divento un tipo di turismo che interessa fedeli e laici, e vale per quasi tutti i paesi con le relative religioni.

In molti paesi i pellegrini hanno giocato, e svolgono ancora, un ruolo importante nelle migrazioni: la natura dello sviluppo del turismo religioso coinvolge principalmente rappresentanti di diverse religioni, con i loro specifici criteri etici e spirituali.
Il turismo religioso è quindi profondamente diverso dal turismo culturale perché l’operatore turistico non ha spazio per parlare, guidare, organizzare il tempo del credente se non è rispettoso della fede e se non lo fa.

TURISMO RELIGIOSO TRA SPIRITUALITA’ e STORIA

Per coloro che sono coinvolti nell’industria turistica, il turismo religioso è una nuova denominazione dei “pellegrinaggi” poiché questi comportano flussi economici come turismo balneare, turismo d’affari o turismo termale. Per altri la religione non può essere turismo poiché è un impegno religioso e non un voyeurismo. Per alcuni, turismo e pellegrinaggio sono due concezioni opposte del mondo: 
”il pellegrinaggio è un percorso verso il sé profondo, verso qualcosa, verso un luogo, verso qualcuno che ci aiuti a riscoprire il significato della nostra esperienza vitale, il senso della vita.
Perché una visita sia considerata un pellegrinaggio, deve essere fatta con un intento devoto. Una semplice sosta di curiosità, un’escursione turistica non sono sufficienti. Il pellegrinaggio richiede un desiderio di venerazione.
Il Turismo è diverso, è una fuga da se stesso, è un percorso alla ricerca del pittoresco, dei curiosi, dei mezzi per distrarsi e che per definizione non è decisivo per annunciare e nulla di veramente importante da insegnare. Un semplice svago, anche se culturale.
Con questa breve prefazione inizieremmo un lungo viaggio che ci ha condotto in Francia, a visitare questi splendidi luoghi di grande Fede e di una profonda Spiritualità.

SULLA VIA DELLA FEDE

Turismo religioso in Francia tra chiese e monasteri

Le nostre tappe sono state :
-AVIGNON
-St GILLES DU GARD
-LE PUY EN VELAY
-ARS
-TREVOUX
– PARAY-LE-MONIAL
-St GERVAIS MONT BLANC
-NOTRE DAME DE LA SALETTE

Organizzato da Atout France, il nostro press tour parte da Milano, in ottima compagnia, e  abbiamo percorso il nostro viaggio con la strada più comoda che potessimo fare, l’ autostrada Milano-Genova-Ventimiglia, per poi risalire fino ad Avignon, dove abbiamo iniziato questa bellissima ed emozionante esperienza di ” TURISMO RELIGIOSO”.

AVIGNON
Città dei Papi

Questa deliziosa cittadina francese è nota per essere la Città dei Papi.  Nel lontano 1305 Papa Clemente V qui trasferi la sede papale e vi rimase per circa settant’ anni. Ma questo piccolo gioiello della Provenza merita di essere conosciuto per molto ancora.
Quello che  colpisce di Avignone è che al di là delle preziose eccellenze architettoniche, culturali e anche gastronomiche, siamo immersi in un territorio davvero sorprendente e tutto da scoprire. Il paesaggio è celebre per le coltivazioni a vigneto e infatti questa zona, che prende il nome dal fiume omonimo, è nota per la produzione di vini eccellenti. Pittoreschi vigneti si alternano con i loro colori meravigliosi a case rurali tipiche della Provenza che punteggiano distese immense. Un panorama che potremmo definire da cartolina. Giunti ad Avignone, per visitare al meglio quella che con Lione è la principale cittadina del territorio, la prima cosa da fare, anche per immergersi nella cultura locale e nella grande storia di questa città, è visitare il Palazzo dei Papi che non ’unico tesoro della città. 
Palazzo dei Papi è un imponente edificio gotico medievale, simbolo e identità di questa città. Dal 1840 è monumento storico di Francia e dal 1995 l’UNESCO lo ha inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il palazzo  è anche visitabile all’interno essendo aperto al pubblico. Qui con l’aiuto di un’audioguida multimediale e alcuni filmati, potrete immergervi nella storia del Palazzo, scoprendo i segreti dell’antica Avignone. In continuità con il Palazzo potrete visitare il Ponte di Avignone dalla cui cima si può ammirare un paesaggio bellissimo attraversato dalle acque del Rodano. Noto anche come Ponte Bènézet, la struttura prende il nome da un’antica leggenda del 1177 secondo la quale l’omonimo giovane vide un angelo che gli ordinò di costruire un ponte sul Rodano.Già abbiamo avuto modo di intuire che Avignone è una città ricca di cultura e se mai ci fosse bisogno di conferme, la presenza di molti musei lo attesta. Tra i diversi musei merita sicuramente una visita il Petit Palais, dove si possono ammirare anche dipinti italiani del Botticelli e di Taddeo di Bartolo. Il museo è proprio di fronte a Palazzo dei Papi. Ancora merita una visita il Museo Angladon  che conserva opere di prestigio del Cezanne, di Modigliani, Manet, Degas e Picasso. (Contatti: http://www.avignon-tourisme.com/)

SAINT GILLES DU GARD

alle porte della Camargue

Saint-Gilles, si trova alle porte della Camargue, la pianura che si estende tra Costières e la costa mediterranea.
 La città di Saint Gilles du Gard prende il suo nome da sant’Egidio. Il Santo, di origine ateniese, si era ritirato in eremitaggio nei pressi di Arles con la sola compagnia di una cerbiatta del cui latte si nutriva. Il re Visigoto, che aveva posto l’assedio all’Arena di Nîmes (trasformata dai Visigoti in fortezza) dove si era rifugiato un duca ribelle, durante una battuta di caccia, ferì la cerbiatta che si rifugiò da St. Gilles, il re  inseguendo la cerbiatta incontrò quindi il Santo e, commosso gli regalò il terreno per costruire un’abbazia di cui St. Gilles sarebbe stato il priore.
Il paese di St. Gilles (in particolare la tomba del santo che riposa nella cripta della chiesa abbaziale) è diventato dall’anno mille in poi una tappa fondamentale nel camino di Santiago di Compostela, e ancor’ oggi accanto al sarcofago del santo restano, come offerta dei pellegrini, i bastoni ornati delle famose conchiglie (simbolo di San Giacomo o Santiago di Compostela). Nel 1116 venne iniziata la costruzione di una chiesa su due piani, una chiesa inferiore o cripta, contenente la tomba di Sant’Egidio, ed una chiesa superiore. Nel 1132 terminarono i lavori della chiesa inferiore, mentre tra il 1140 e il 1160, si iniziò a scolpire la facciata, ma l’intera struttura fu completata successivamente, infatti il transetto venne realizzato nel XIV secolo e la torre campanaria un secolo più tardi. Nel 1562 l’abbazia fu occupata dagli Ugonotti e fu incendiata, e qualche decennio dopo, venne ordinata, da uno dei capi protestanti, la distruzione dell’intero monastero, che però poi fu fermata e così fu risparmiata la facciata. Ha subito diversi interventi di restauro, tra i quali possiamo citare quello della fine del XVII secolo e del XIX secolo. (Contatti: http://saint-gilles.fr )

LE PUY-EN-VELAY
meraviglie non solo dell’Alta Loira

Sorge tra picchi vulcanici una delle indiscusse meraviglie non solo dell’Alta Loira ma anche del mondo intero: la città patrimonio dell’ Unesco, Le Puy-en-Velay. Importante centro di pellegrinaggio mariano fin dal Medioevo, la città è ancora oggi tappa obbligata del Camino de Santiago, il famoso itinerario spirituale che muove ogni anno milioni di fedeli alla volta di Santiago di Compostela. Da place du Plot partiva la Via Podiensis, uno dei quattro punti di partenza francesi del Camino, e quello con la tradizione storica più antica dato che il Camino di Puy è basato sull’ itinerario del primo pellegrinaggio intrapreso dal vescovo di Puy, nel 950 d.C.
Intessuta di indiscusse suggestioni spirituali, la città è una vera miniera di tesori d’arte a cominciare dalla splendida Chapelle Saint-Michel arroccata su un camino vulcanico alto 82 metri e la maestosa Cattedrale, anch’essa dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. Di sicuro straordinaria è la posizione della Chapelle Saint-Michel costruita nel X secolo sulla roccia vulcanica d’Aiguilhe. Fu inaugurata per l’esattezza il 18 luglio del 926. Tra i pezzi del Tesoro scoperto nel 1955 quando l’altare venne restaurato, un magnifico Cristo reliquario che sembra essere l’opera di una scuola spagnola del X secolo. 

La Cattedrale Notre-Dame, invece, è in se stessa già uno scrigno di tesori: la pietra delle febbri, la statua della Madonna nera, gli affreschi e i dipinti, il chiostro dichiarato monumento nazionale, tutto converge in questo edificio maestoso la cui fama è certamente legata ai pellegrinaggi della Madonna nera. Quest’ultimi iniziano dalla Rue Chènebouterie per terminare in cima al Mont Anis, luogo mistico legato, appunto, alle apparizioni della Madonna nera e sul quale è stata poi edificata la Cattedrale. Di stile romanico, il Duomo simbolo della città ha subito diverse influenze provenienti dalla Spagna moresca e dall’Oriente lungo i due secoli di costruzione e ben visibili oggi nei diversi stili che convivono nell’architettura: romanico, bizantino, carolingio e moresco. 
Tra le varie reliquie che rendono la Cattedrale di Le Puy una sorta di museo religioso, c’è la cosiddetta pietra delle apparizioni, o pietra delle febbri. Sarebbe questa, la tavola vulcanica di un dolmen sul Monte Anis vicino al quale apparve per la prima volta la Vergine e che venne chiamata “pietra delle febbri” a ricordo delle guarigioni miracolose. Ancora oggi i pellegrini si sdraiano su questa pietra per riceverne gli influssi positivi. 
All’interno della Cattedrale sono presenti affreschi e dipinti degni di nota, tra i quali il dipinto murale situato nella cappella delle reliquie, noto come affresco delle arti liberali. Scoperto nel 1850 sotto uno spesso intonaco, il dipinto è un capolavoro della fine del Quattrocento con influenze d’arte fiamminga, e rappresenta la grammatica, la logica (con Aristotele), la retorica (con Cicerone) e la musica. Altro gioiello degno di nota è il chiostro di San Giovanni Battista considerato tra i più belli d’Europa. Venne costruito contemporaneamente alla Cattedrale, tra l’XI e il XII secolo e, secondo l’accademico e storico dell’arte Emile Male, le sue arcate possono essere paragonate a quelle della moschea di Cordova, a causa dei cunei di diversi colori. Oltre al chiostro, all’esterno si trova anche lo storico Hotel Dieu che un tempo ospitava i pellegrini ed oggi è sede di mostre. Per risalire il Monte Anis fino alla cattedrale si devono percorrere le vie Rue Raphael e Rue des Tables.
Il cuore storico di Puy-en-Velay è uno dei più grandi complessi medioevali e rinascimentali francesi. Più recente (1855-1860) è l’edificazione della statua Notre-Dame de France che domina la città, realizzata con la fusione di oltre 200 cannoni sequestrati da Napoleone III dopo la vittoriosa battaglia di Sebastopoli durante la guerra di Crimea. E’ alta 16 metri per un peso totale di 835 tonnellate: 110 per la statua, 680 per il piedistallo di pietra e 45 per il suo rivestimento di ferro. 
Non si può andar via dalla città senza aver prima visitato il colorato mercato che il sabato mattina invade Place du Plot con i prodotti tipici della regione portati direttamente dai contadini  come, ad esempio, il famoso formaggio del Velay coperto di “artisons”, ovvero micro-organismi che ne assicurano la qualità. Da provare, o da portarsi a casa come souvenir gastronomico, sono anche le lenticchie verdi Doc, altra tipicità regionale di tutto rispetto. (Contatti: http://www.lepuyenvelay.fr/)


ARS SUR FORMANS
la città di Jean Marie Vianney

Ars sur Formans è il villaggio più visitato nel dipartimento di Ain, la sua basilica attrae ogni anno più di 500.000 visitatori.
Questa ricchezza è dovuta alla notorietà del suo prete, padre Vianney. Jean Marie Vianney fu nominato all’inizio del cappellano * di Ars del XIX secolo. 
Ars sur Formans si trova a 44 km a sud-est di Bourg en Bresse, a 38 km a nord di Lione e a 9 km a est di Villefranche sur Saone. Ars sur Formans è un villaggio nel dipartimento di Ain della regione del Rodano-Alpi. Ars sur Formans è costruita sull’altopiano di Dombes, in una piccola area collinare attraversata dai Formans *, vicino alla Val de Saône. 
Ars sur Formans ha 1400 arsoises e arsois per un’area di 5,5 km².
– La basilica di Ars è stata costruita nel XIX secolo sulla chiesa del XII secolo. 
- Il presbitero è vissuto per 41 anni dal sacerdote di Ars. 
- La cappella del Cuore contiene le reliquie del cuore del sacerdote di Ars.- Jean Marie Vianney è nato l’8 maggio 1786 a Dardilly vicino a Lione. Qualche anno dopo, durante la rivoluzione, farà la sua prima confessione clandestinamente. 
 Divenuto sacerdote nel 1815 e arrivato ad Ars pochi anni dopo, Jean Marie Vianney aveva 32 anni. 
- Ars on Formans è, nel 1818, una piccola città di 250 abitanti. Il sacerdote d’Ars si impegna a restaurare la sua chiesa del XII secolo, fondare un orfanotrofio e prendersi cura dei più poveri. 
I suoi talenti confessanti attraggono sempre più persone, intorno al 1830 i pellegrini arrivano sempre più numerosi, nel 1858 arrivano ad Ars 100.000 pellegrini. Il prete si sente prigioniero del suo confessionale che cercherà di fuggire diverse volte. 
- Il sacerdote di Ars morì nel 1859, il suo corpo, visibile a tutti, riposa nella basilica di Ars, solo la sua faccia è coperta di cera. 
Il sacerdote di Ars sarà beatificato e dichiarato patrono di tutti i sacerdoti di Francia.
(Contatti: http://ars-trevoux.com/)

TREVOUX
Museo dei diamanti per sartoria

Trévoux è una piccola città tranquilla ai margini della Saona, a circa 25 chilometri a nord di Lione . Nella città ci sono una serie di edifici impressionanti, a testimonianza dell’importanza storica della città.
Trévoux era una volta la capitale del Principato di Dombes e parte dell’Impero tedesco-romano. Ha una fortezza medievale fortificata costruita durante questo periodo della sua storia. Nel XVIII secolo Trévoux era la sede del Parlamento in questa zona.
L’ufficio del turismo è ospitato nella “Casa dei Signori di Villars”, una casa storica con un attraente bovindo di pietra, e ospita un’esposizione dell’industria dei diamanti per la sartoria,  e che vi riserva ancora tante altre sorprese.
Dall’ufficio del turismo a piedi fino a Rue du Port, vedrete alcune belle case del 15 ° e 16 ° secolo. Un po ‘più a est si trova l’Ospedale Montpensier, inaugurato nel 1686 e contenente un’interessante collezione di speziali.
Uno degli edifici principali da vedere a Trevoux è il vecchio edificio parlamentare, il Dombes Gouvernement Hotel, che è stato costruito tra il XVII e il XVIII secolo. La sua aula di giustizia ha tutte le pareti e il soffitto ricoperti da bellissimi dipinti, ed è uno spettacolo davvero maestoso.
Nella parte superiore della città si può vedere il castello di Trévoux con la sua torre ottagonale. Il castello fu costruito nel XIV secolo.
C’è un’imponente chiesa a Trévoux, anche se è di recente costruzione (XIX-XX secolo) e non ha campanile. Si può notare che l’ingresso della chiesa si trova all’estremità est dell’edificio, a differenza della maggior parte delle chiese in cui l’ingresso è a ovest: ciò è dovuto a complicazioni nella costruzione della chiesa, la quale si poggia su un pendio ripido.
È anche consigliabile fare una passeggiata lungo il fiume per una splendida vista sulla campagna e sul ponte, dove sono a vostra disposizione dei battelli per una bellissima gita fluviale.
(Contatti: http://tourisme-trevoux.com )

 

PARAY-LE-MONIAL
circuito di chiese romaniche

Paray-le-Monial è una piccola città situata sulla strada panoramica dell’ Allier, al confine del Allier e la Valle della Loira, lungo il canale da Roanne a Digoin. Cittadina sul circuito di chiese romaniche e sulla rotta turistica del Allier, a sud-ovest estremo della Saone-et-Loire nella Brionnais Charollais, la quale  attira numerosi pellegrini e turisti vicino alla sua basilica.
La Basilica del Sacro Cuore si trova ai margini del Bourbince, affluente di Arroux.
Da quel momento in poi, il culto del Sacro Cuore si sviluppò a Paray-le-Monial, sostenuto dai gesuiti e dalle Visitandine. Nel 1856, la festa del Cuore di Gesù fu estesa a tutta la Chiesa. Suor Margherita Maria Alacoque è canonizzata nel 1920, la sua festa è celebrata il 16 ottobre.Diventa “Basilica del Sacro Cuore” nel 1875, la basilica di Paray-le-Monial è uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitato in Francia a partire dal XIX ° secolo.
Dal 1862, il municipio è situato nella “Jayet House”, una ricca villa in stile rinascimentale costruita nel 1525 dal mercante di stoffe Pierre JAYET. La facciata è decorata con varie sculture raffiguranti cherubini e medaglioni scolpiti che rappresentano i re di Francia.
Il museo di Hieron
Costruito nel XIX secolo, l’ edificio museo, progettato dall’ architetto parigino Noel Bion, è il più antico museo francese dedicato all’arte religiosa: attraverso le opere d’arte presentate, ripercorre duemila anni di cristianesimo. Esso comprende ad esempio più di 100 dipinti del XIV ° secolo ad oggi, gran parte del quale è legata alla riforma cattolica (Concilio di Trento). Il museo custodisce anche un scrigno di un eccezionale tesoro nazionale (1904) del gioielliere orafo Joseph Chaumet, il quale ha rappresentato nella sua opera, tutta la vita di Gesù, con statuine in oro e argento, arricchito anche di pietre preziose. Ha anche molti calici, ostensori, tabernacoli, ecc … Infine, scopriamo tre grandi sculture, tra cui un portale romanico dal priorato di Anzy-le-Duc.

Cappelle
Molte cappelle sono sparsi intorno alla basilica di Notre Dame , la prima chiesa parrocchiale del IX ° secolo; la cappella di Romay, dal periodo medievale; la cappella di La Colombière , costruita dai Gesuiti, è dove riposa San Claudio, che nel 1994 Papa Giovanni Paolo II° proclama santo il Padre Claudio La Colombière ; la Cappella Roch St e Cappella di San Giovanni ; e, naturalmente, la cappella della Visitazione dove Gesù apparve a Santa Margherita Maria Alacoque, mostrandole il suo cuore “ardente di amore per gli uomini”, e dove la santa riposa.
(Contatti: https://www.france-voyage.com )

 

 

SAINT GERVAIS-MONT BLANC
comune più alto di Francia


Saint Gervais – les.Bains, o Saint Gervais- Mont Blanc, si trova nel dipartimento dell’ Alta Savoia nella regione Auvergne-Rhòne-Alpes.
Questo è il comune situato in più alta quota in Francia e si riduce alla presenza della vetta del Monte Bianco sul suo territorio. Saint-Gervais-les-Bains è parte della regione conosciuta come il paese del Monte Bianco. Si trova a circa venti chilometri da Chamonix-Mont-Blanc e a circa 90 km da Châtel. Val Thorens e La Plagne si trovano a circa 90 km a Saint-Gervais-les-Bains. Il Corbier e Toussuire sono circa 115 km a sud di Saint-Gervais-les-Bains.
Il comprensorio sciistico di Saint-Gervais-les-Bains (o comprensorio sciistico Les Houches-Saint-Gervais) ha tutte le sue promesse di emozioni sia per i principianti che per gli sciatori esperti.
A differenza di alcuni comuni delle Alpi, Saint-Gervais-les-Bains ha una ricca storia e si mostra attraverso un patrimonio architettonico tanto vario quanto accattivante. Saint-Gervais-les-Bains ha due chiese classificate come monumento storico. Il primo è quello di Saint Nicolas de Véroce, una chiesa immersa nella luce e con bellissime decorazioni al suo interno.
Il secondo è la chiesa di Saint. Gervais, una chiesa splendidamente restaurata che illumina una volta di notte. Per completare la visita della chiesa non esitate ad andare al museo di arte sacra di Saint Nicolas de Véroce. Scoprirete oggetti religiosi preziosi e documenti di grande importanza storico.
Una sosta anche a le terme di Saint-Gervais sono anche il luogo ideale per offrire momenti di puro relax. Il personale si prenderanno cura di voi offrendovi vari trattamenti ma avrete anche un piccolo angolo di tisanerie. Questi bagni termali sono circondati da un parco chiamato Thermal Park, da visitare preferibilmente durante la stagione estiva…
Il santuario di Notre Dame de la Salette.
Il santuario è situato vicino al luogo dell’apparizione, a circa 1.800 metri di altitudine e a 14 km dal paese più vicino. La Basilica di Nostra Signora della Salette fu cominciata nel 1852, terminata nel 1865 e dichiarata  basilica minore nel 1879. Si tratta di una chiesa ampia, piuttosto austera, affiancata da due torri massicce. All’interno, la navata della basilica è delimitata da due file di colonne bizantine che sostengono un soffitto a volta. Un mosaico raffigurante il Cristo domina l’abside. Il transetto ha tre medaglioni che rappresentano i tre momenti dell’apparizione, il pianto, il messaggio e la partenza. La basilica comprende anche un piccolo museo sulla storia di La Salette.
Fuori dalla basilica, i pellegrini possono incamminarsi su un sentiero che conduce al luogo dell’apparizione. Statue di bronzo, poste nel 1864, raffigurano i tre momenti dell’apparizione. Sul luogo dell’apparizione, negli anni dal 1861 al 1879, fu costruito un santuario per accogliere i pellegrini.
Il 19 settembre 1847, alle tre del pomeriggio circa, su una montagna vicina al villaggio di La Salette-Fallavaux, due ragazzi, una pastorella di quindici anni, di nome Mélanie Calvat, e un giovane pastore di undici anni, di nome Maximin Giraud, stavano pascolando le mucche.
Secondo il loro racconto l’apparizione si compose di tre momenti. Nel primo momento apparve in una luce risplendente una bella Signora, vestita in una foggia straniera. La Signora stava seduta su una roccia, in lacrime, con la testa fra le mani. Questo avvenne nel luogo chiamato ravin de la Sezia.
In un secondo momento la Signora si alzò e, parlando ai due ragazzi sia in francese che in patois, il dialetto locale, affidò loro un messaggio diretto all’intera umanità, e quindi da diffondere universalmente. Dopo essersi lamentata per le empietà e i peccati degli uomini, che comportano l’eterno allontanamento da Dio e quindi l’inferno se avessero perseverato nel male, la Signora annunciò la Misericordia Divina per chi si converte. Successivamente comunicò a ciascuno dei due fanciulli un segreto, prima di scomparire nel cielo, al di sopra del Mont-sous-les-Baisses (terzo momento dell’apparizione).
La Croce
Il crocifisso de La Salette è quello indossato dalla Vergine Maria (pendente da una catena attorno al collo), secondo il racconto di Maximin e Mélanie. Alla croce sono aggiunti, a metà dei bracci laterali, un martello e delle tenaglie, e ai piedi della croce vi è un teschio con i femori incrociati.
Il martello simboleggia il peccatore che inchioda Gesù alla croce per i suoi peccati, le tenaglie simboleggiano i cristiani che tentano di rimuovere i chiodi della croce mediante la vita di santità e di fedeltà al Signore. Il teschio con i femori incrociati rappresenta la morte, che è inevitabile per gli uomini, per ricordarsi dell’urgenza della salvezza.

Con il Santuario di Notre Dame de la Salette, termina questo bellissimo e lungo viaggio che ci ha permesso di visitare luoghi che difficilmente un turista normale possa visitare in pochi giorni, ci rimane l’emozione di questa esperienza indimenticabile.
(Contatti: https://www.saintgervais.com/)

 

Testi e foto di 
Tommaso Chiarella
Inviato speciale internazionale
Newsfood.com