Firenze, 22 Giugno 2007 – Le analisi presentate dall’Osservatorio regionale sul turismo parlano chiaro: peril turismo toscano il 2006 si è rivelato un anno da record. Una crescita
del 7.6% delle presenze, il doppio rispetto alla media nazionale (3,7%), con un valore assoluto di 41,1 milioni di visitatori. Le risorse principali restano il balneare, con il 40,2% del totale
delle presenze, le città d’arte (34,8%), il termale (9,4%), la campagna e collina (6,9%). I dati Irpet sulla congiuntura 2006 dicono inoltre che i turisti stranieri, in aumento
dell’8,4%, hanno scelto soprattutto il mare (9,9%), le terme o la campagna (entrambe 9,4%) e la montagna (7,0%). Anche gli italiani hanno optato soprattutto per il verde (9,6%) e le spiagge
(8,9%), ma hanno scelto soprattutto il campeggio (32,5%) e gli alberghi di media categoria (36,5%).

‘E’ il risultato più alto raggiunto fino ad oggi nella storia della regione in termini di presenze turistiche – ha spiegato l’assessore regionale al turismo Anna Rita Bramerini – e
l’importanza di questi dati è maggiore se pensiamo che si tratta del secondo anno consecutivo in cui si registra una crescita così consistente. Il turismo toscano ha attraversato
una fase di difficoltà, ma già nel 2005 i dati erano tornati ai livelli del 2001, quelli precedenti la crisi. L’incremento numerico di per sé non basta: la nostra sfida
è puntare su un turismo di qualità e riuscire a ‘sfruttare’ l’appeal delle nostre mete più famose come ‘biglietto da visita’ per far conoscere la Toscana meno nota,
ampliare la stagionalità dei flussi, prolungare la durata dei soggiorni e puntare su servizi di qualità’. Vanno in questo senso i progetti speciali che sono stati inseriti nel
nuovo Piano regionale di sviluppo economico (in attesa di approvazione da parte del Consiglio regionale) e volti a promuovere l’innovazione e la sostenibilità del turismo in Toscana. I
progetti speciali riguarderanno le aree montane, termali e costiere, il cicloturismo, il turismo accessibile ai disabili e, per quanto riguarda il turismo culturale, le città d’arte, la
Via Francigena e i luoghi degli Etruschi. Un altro aspetto, che il documento affronta, è quello della formazione del personale, cui è dedicato un ulteriore progetto speciale.

Il fututo del turismo toscano appare comunque positivo. Oltre ai buoni risultati che si consolidano, infatti, ci sono prospettive altrettanto buone che si aprono. Per il primo semestre 2007 la
stima è del 6%, mentre per il 2008 un’indagine ISNART-Unioncamere conferma la leadership della Toscana come destinazione italiana più richiesta sui mercati dei tour operator
europei e statunitensi. L’inchiesta, condotta tra i più importanti tour operator stranieri, dice che la Toscana sarà proposta da ben il 77,9% degli operatori europei che
offrirà ai propri clienti mete italiane. Figurerà in tutti i cataloghi dei tour operator austriaci e russi, nell’80% di quelli dei Paesi dell’Europa dell’est e della Scandinavia,
nel 77,7% di quelli tedeschi, nel 76,9% di quelli dell’area Benelux (con un picco nel Belgio dell’85,7%). Sotto media la presenza sul mercato britannico, dove si registra un 65,7%.

‘Ci aiuta una congiuntura favorevole – ha aggiunto l’assessore – con un cambio stabile e senza eventi destabilizzanti, ma non dobbiamo adagiarci sugli allori. Ora che il mercato ci dà
fiducia dobbiamo fare di più, per confermare i risultati e fidelizzare i turisti. Perché vogliamo un turismo di qualità e dobbiamo sapercelo conquistare’.

Focalizzando l’attenzione sui singoli territori, si nota che tutte le APT hanno registrato una crescita del numero delle presenze. I risultati migliori si riscontrano nelle APT legate al
balneare, come Livorno (11,9%) e l’Arcipelago (9,5%), mentre i dati di Siena (2,3%), Lucca (1,8%), Chianciano (1,5%) e l’Amiata (0,5%) si spiegano pensando ai buoni risultati ottenuti in
precedenza, nel medio periodo o addirittura nel 2005. Bisogna inoltre sottolineare l’incidenza del turismo straniero, che è marcata nelle Apt di Prato, della Versilia, di Montecatini e
di Pisa, mentre a Pistoia, Arezzo, Grosseto e Siena i valori sono più bilanciati ed a Firenze, Livorno e nell’ Arcipelago le presenze italiane ed internazionali più o meno si
equivalgono.

Pamela Pucci

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